Verso il Campidoglio marcia un mare di elettorato ‘fluido’ e carico di incertezze

Verso il Campidoglio marcia un mare di elettorato ‘fluido’ e carico di incertezze
Per comunicare, la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi, utilizza,  per evitare di avere grattacapi con il ‘Supremo Leader’, il blog di Beppe Grillo. Dopo gli Assessorati a tempo determinato, urlati del Vicepresidente della Camera e colonnello dei grillini, Di Maio, una nuova inopportuna dichiarazione, almeno nella comunicazione, visto che ci si affida al sito del padrone di casa, arriva anche nell’ultimo lunedì di maggio. Premesso che non condividiamo affatto la prima parte della sua dichiarazione che parla chiaramente di appartenenza delle Istituzioni al suo movimento, non ci convince affatto anche la seconda parte della dichiarazione che non rende pubblico, come invece gli altri partiti hanno fatto, i nomi di chi governerà al fianco della Raggi.
 
Una nuova dichiarazione della Raggi che inquieta e che parla di una Roma a 5 Stelle
 
Eccola la dichiarazione della Raggi che già alla prima riga dovrebbe far riflettere: “Una Roma a 5 Stelle sarà composta da 9 assessorati + 1, pro tempore, dedicato alle partecipate, i quali avranno precisi obiettivi da raggiungere e da rendicontare. Alcuni accorpamenti e diverse semplificazioni per una Roma semplice e a misura di cittadino. Ci sarà anche un ‘board Cultura’, che ospiterà le grandi menti dell’arte e dello spettacolo per dare lustro e nuova vita a un settore che deve tornare ad essere il cuore pulsante di Roma. Ai partiti lasciamo il Manuale Cencelli, noi abbiamo un progetto! Oggi presentiamo il nostro assetto della Roma a 5 Stelle. E’ un progetto innovativo, a cui abbiamo lavorato tantissimo e ne siamo molto orgogliosi. Quello che abbiamo cercato di fare è stato ridisegnare completamente le deleghe e gli assessorati, in modo da renderli più funzionali per una Roma più semplice, più vivibile, ma soprattutto che metta al centro i bisogni del cittadino, sino ad oggi un po’ troppo trascurati”.
 
Quanto ai programmi ‘grillini’ resta poco sulla scrivania dei cronisti
 
Va tutto bene, condividiamo in pieno la volontà ‘raggina’, ma quello che non abbiamo ancora sulla scrivania sono i programmi del movimento, dell’avvocatessa e dei suoi sodali e neppure i nomi di chi sarà chiamato, accanto alla giovane legale, a governare la Capitale, che, con tutto il rispetto: non è certo Livorno, Pomezia o altri medi centri dove i 5 Stelle hanno messo cappello. Comunque si va avanti, nella speranza di avere sulla scrivania la concretezza degli atti, ma questo vale anche per tutti gli altri candidati, che poco o nulla hanno fatto in termini di proposta.
 
Le dinamiche elettorali disegnano scenari liquidi al ballottaggio
 
Quanto alle fluide dinamiche elettorali, probabilmente la Raggi vedrà il sereno al primo turno, poi, però, al ballottaggio per la candidata grillina, la possibilità di saltare senza problemi sulla seggiola più alta dell’Aula Giulio Cesare si rivelerà più complicata. Se al secondo turno finisse Marchini, in tanti dall’elettorato Pd, potrebbero decidere di dirottare il voto sull’ingegnere. Stessa cosa si potrebbe registrare per Giachetti. Non è certo, invece, che parti consistenti dell’elettorato delle destre, si orienti verso la Raggi ed altrettanto incerto è che la totalità o quasi dei suffragi incassati da Fassina al primo turno, finiscano ‘congelati’ in una cabina al mare, o verso altre destinazioni politiche. Quanto, poi, ai voti della Meloni, la loro origine finirà dove è nata, con poche possibilità di vedere altra destinazione. In pochi, in buona sostanza, sposteranno il loro consenso verso altri lidi. Dopo la sconfitta preferiranno altro alla strada che porta alla cabina elettorale. A far di conto, gli unici a rischiare sono due: proprio la Meloni ed accanto alla pasdaran delle Destre estreme, l’ingegner Marchini che cerca di pescare voti a destra e sinistra, restando però fermo nelle intenzioni di voto, almeno negli ultimi sondaggi disponibili e pubblicabili, appena sopra il 10%.
 
Altissimo il rischio default del voto moderato per i 5 Stelle
 
Quanto agli altri a restare ancorati ed a rincorrere, resta solo il Vicepresidente della Camera Giachetti. Ad incassare consensi ben oltre le aspettative, c’è poi l’ex Viceministro dell’Economia Stefano Fassina, ma assolutamente insufficienti, per la parte orgogliosa della Sinistra, a scalare la vetta del Campidoglio. Come finirà è assolutamente impossibile da prevedere. Quello che è certo è il marcato vantaggio della Raggi al primo turno che, al netto di possibili ripensamenti della parte moderata dell’elettorato verso una scelta radicale e di discontinuità a suo favore al ballottaggio, potrebbe ribaltare completamente l’esito del confronto elettorale.
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