Venezuela. Situazione al limite della catastrofe. Maduro parla di golpe e di complotto degli Usa, e proclama lo stato di emegenza

Venezuela. Situazione al limite della catastrofe. Maduro parla di golpe e di complotto degli Usa, e proclama lo stato di emegenza

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza per 60 giorni, secondo l’agenzia di stampa Reuters, a partire da venerdì 13 maggio, in seguito a ciò che egli stesso ha definito un complotto ordito dai paesi dell’Opec, produttori di petrolio, e gli Stati Uniti, allo scopo di rovesciare il governo di sinistra. Maduro non ha ancora fornito i dettaglia dello stato di emergenza. In una occasione precedente, la misura fu adottata solo per le aree al confine con la Colombia, e prevedevano la sospensione delle garanzie costituzionali, ad eccezione delle garanzie per i diritti umani.

Tra venerdì e sabato, i servizi americani di intelligence hanno comunicato alla stampa di essere sempre più preoccupati della possibilità di un collasso economico e politico del Venezuela, prevedendo che Maduro non terminerà il suo mandato presidenziale. L’opposizione richiama il leader a considerare la situazione gravissima in cui versa il Venezuela, preda di una crisi economica devastante, che ha generato una enorme scarsità di cibo e medicine, frequenti azioni di saccheggio, una inflazione galoppante e la riduzione del potere d’acquisto della moneta nazionale, il Bolivar.

Tuttavia, Nicolas Maduro, ex sindacalista e autista di bus, ha giurato di portare a termine il suo mandato di presidente, e accusa gli Stati Uniti di fomentare le rivolte e di aizzare un golpe contro di lui. Ed ha ovviamente citato quanto accaduto a Dilma Rousseff in Brasile, sottoposta ad un voto di impeachment in Parlamento, e costretta a lasciare la presidenza. Secondo Maduro, la strategia degli Usa di normalizzazione del Sudamerica colpirà anche lui.

“Washington sta attivando misure su richiesta della destra fascista venezuelana”, ha detto Maduro alla televisione pubblica, “che sta complottando per realizzare un golpe”. È in parte vero. Washington da sempre coltiva pessimi e tesi rapporti con Caracas, soprattutto dopo il sostegno americano al tentato golpe contro l’ex presidente Hugo Chavez del 2002. Il partito socialista al governo in Venezuela ha un alleato fortissimo nel Partito dei lavoratori brasiliano di Lula e Rousseff. Ora, però, dopo la deposizione di quest’ultima si trova, di fatto, isolato. Affiancato dai suoi ministri, sotto la statua di Chavez, Maduro ha firmato lo stato di emergenza e ha esteso lo stato di emergenza economica per proteggere il paese dalle “minacce” interne ed esterne.

Share

Leave a Reply