Ultima giornata: Napoli, secondo e direttamente in Europa, Roma, terza, ai preliminari, Carpi in B, Higuain nuovo recordman del gol a quota 36 supera Nordhal

Ultima giornata: Napoli, secondo e direttamente in Europa, Roma, terza, ai preliminari, Carpi in B, Higuain nuovo recordman del gol a quota 36 supera Nordhal

Le previsioni sono state rispettate: il Napoli ha difeso il secondo posto con accesso diretto alla fase a gironi della Champions insieme alla Juventus, lasciando alla Roma, terza,  l’incombenza dei play off; per l’Europa League, oltre all’Inter, già ammessa direttamente, bisognerà attendere l’esito della finale di Coppa Italia: se sarà  il  Milan a vincerla, si qualificherà alla fase a gironi, se, invece non dovesse farcela, allora la Fiorentina passerà alla fase a gironi e il Sassuolo, sesto, si  gioca i preliminari. Terza retrocessa il Carpi, a beneficio del Palermo.

Napoli secondo posto e non solo. Chiusura trionfale e pirotecnica (4-0) del Napoli che, grazie ad una rete di Hamsik e a una tripletta di Higuain,  surclassa il già retrocesso Frosinone,  confermandosi, così,  legittimo e meritato titolare della seconda posizione dietro alla solita, vittoriosa Juve  (5-0 alla Sampdoria) che si è subito riscattata dall’inciampo di Verona. I due marcatori napoletani sono entrati nel libro dei record: Hamsik ha eguagliato i gol segnati in campionato dal mostro Maradona (81), mentre Higuain, con queste segnature (36) ha superato il record di Nordhal che, col Milan, nel torneo 1949-50 si era fermato a quota 35. Infrangere un simile record dopo ben 66 anni è un’impresa che solo un grande campione poteva riuscire a compiere e il Pipita è entrato nella storia del nostro calcio. Napoli, dunque, secondo, obbiettivo raggiunto con accesso alla fase dei gironi della Champions.

Roma terza e alla grande. La Roma ha chiuso questo campionato double face passando da grande squadra a S.Siro, umiliando un inesistente Milan, e confermando, ancora una volta, che se la sostituzione di Garcia fosse avvenuta prima, forse la Juve avrebbe avuto un avversario in più per lo scudetto. Qualora si pensi che la “nuova” Roma targata Spalletti è stata capace di recuperare 5 punti al Napoli, 18 all’Inter e 20 alla Fiorentina, si comprende che, sotto il cupolone, si è fatto il massimo. A Milano, i giallorossi hanno chiuso la splendida  partita e un campionato assai ben recuperato, sotto una caterva di applausi degli stessi tifosi milanisti.

Diavolo all’inferno. Tutto il contrario, invece, in casa Milan: ancora una prestazione super negativa, con un undici fiacco, moscio e rassegnato; per i rossoneri è stato un tracollo umiliante, coronato da doverosi fischi  e sberleffi come da tempo non succedeva a s. Siro, una volta la Scala del calcio, ora ridotto a un squallido teatrino da angiporto. Chissà che ne pensa il divo Berlusconi, artefice principale insieme al fido Galliani di questo suicidio-sfascio che, purtroppo ha visto immolare, dopo Seedorf e Inzaghi, un terzo “novellino” come Brocchi che, nella fattispecie ci ha pure messo del suo mandando in campo una formazione incomprensibile per chiunque. Ma, alla fine, i colpevoli restano solo i giocatori i quali, ora, sono chiamati ad un autentico miracolo, sabato prossimo a Roma contro la Juventus, nella finale della Coppa Italia per salvare la stagione in extremis con accesso all’Europa League. Sperare non costa nulla ma in questo caso, non illudersi forse sarebbe meglio.

Sassuolo record. Qui il miracolo c’è già stato con una squadra che ha conquistato 12 punti in più rispetto all’anno scorso, chiudendo al sesto posto, e, almeno fino a sabato, teoricamente in Europa. Miracolo di una società ben amministrata da Squinzi e di una squadra, quasi interamente italiana, ottimamente gestita da Di Francesco. Ha chiuso altrettanto bene, battendo una deludente e inguardabile Inter, fra gli applausi e l’ammirazione dei veri sportivi.

Lazio-Fiorentina. Chiude in gran spolvero la Fiorentina che strapazza la Lazio (4-2) a casa sua, tornando a vincere dopo quattro giornate e dopo l’avvenuta riconferma ufficiale di Sousa sulla panchina viola. Ancora in ansia, invece, Simone Inzaghi per una riconferma da Lotito che sembra indirizzato verso altri nomi, non convinto da un’alternanza di prestazioni della sua squadra, anche se sicuramente migliorata dopo l’esonero di Pioli.

Capitolo salvezza. La sorpresa che forse qualcuno si aspettava (il Verona almeno non sconfitto a Palermo) non c’è stata, nonostante l’ultimo, disperato, acuto vincente del Carpi in quel di Udine e, quindi, l’undici di Castori si unisce a Frosinone e Verona nella discesa in serie B. Ora, però, si chiedono in tanti, e forse se lo chiedevano anche prima senza dirlo, come poteva puntare a non perdere una squadra (il Verona) che, affossando il Palermo, per un nuovo, complicato meccanismo di distribuzione di zuccherini finanziari alle retrocesse, avrebbe ottenuto, come “paracadute”, una quindicina di milioni  in meno nei prossimi anni. Infatti, una nuova norma inventata dalla Lega in aprile, per alleviare gli effetti economici delle tre retrocesse in B, concede alle tre sfortunate società interessate un congruo bonus di ben 60 milioni con una differente ripartizione in base al proprio curriculum di permanenza nella massima serie. Se con il Verona e Frosinone fosse retrocesso il Palermo, a prendere parecchio di meno sarebbero stati proprio i veneti e, quindi, senza inficiare la corretta prova degli stessi al “Renzo Barbera”, in questo caso, verrebbe, comunque,  spontaneo chiedersi: perché farsi male da sé? Dopo questa casualità del calendario collegata a particolari parametri, forse sarebbe opportuno, per il futuro, che gli stessi venissero rivisti per evitare qualsiasi illazione.

Altri addii.  La trentottesima giornata è stata proprio l’ultima per il portiere milanista Christian Abbiati il quale, dopo aver parato l’impossibile per una ventina d’anni, facendo il giro del campo per il commiato, ha salvato ancora  una volta  la propria squadra, stavolta, non dal gol ma da una più marcata contestazione dopo l’ennesima debacle; così, grazie a lui, i fischi si sono trasformati in applausi, rivolti, giustamente a lui  e a lui soltanto.

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