Tennis. Chiusi gli Internazionali d’Italia. Serena Williams e Andy Murray i re di Roma

Tennis. Chiusi gli Internazionali d’Italia. Serena Williams e Andy Murray i re di Roma

Dopo aver dedicato la vittoria a Roma con tanto di selfie celebrativo in campo, Serena Williams al termine del match vinto sulla connazionale Madison Keys (7-6 6-3) nella finale degli Internazionali Bnl d’Italia, ha confessato in conferenza stampa il suo amore per la Capitale: “Mi piace tanto Roma – le sue parole, ancora in italiano -, questa città è nel mio cuore. Sono molto contenta oggi per la vittoria”, ha detto la numero uno al mondo. Ora la testa va a Roland Garros, dove la statunitense dovrà difendere il titolo vinto lo scorso anno, cosa che in passato non è mai riuscita a fare: “Ho cercato di difenderlo già una, due, tre volte in precedenza – precisa la Williams -, e non ha funzionato bene. Ma quest’anno è diverso, mi sento più tranquilla e non mi sento lo stress addosso, come se dovessi vincere per forza”. Talmente abituata ai trofei, ben 70 in carriera con quello di oggi al Foro Italico, che Serena difficilmente festeggerà stasera: “Sono un po’ stanca, non so se festeggerò. Non ricordo se l’ultima volta che ho vinto ho festeggiato, probabilmente no”, ha glissato la tennista Usa, secondo la quale la connazionale Keys “ha il potenziale per diventare la numero uno al mondo”. A chi poco dopo glielo riferisce, Madison risponde con ironia: “è bello sentirsi dire queste cose da una campionessa di questo livello”, le parole dell’attuale numero 24 al mondo. “Mi spinge a lavorare ancora di più. Peccato non avere la certezza che possa accadere davvero…”, conclude ridendo.

Murray in forma batte il numero uno Nole Djokovic

Una domenica così non la potrà dimenticare. Andy Murray nel giorno del suo 29esimo compleanno si regala il primo trionfo agli Internazionali d’Italia. Il tennista scozzese completa il suo percorso netto al Foro Italico, senza cedere per strada alcun set, battendo Novak Djokovic, numero uno del mondo e due volte campione nel 2014 e 2015: 6-3 6-3 il punteggio in favore del britannico, seconda testa di serie, che fa centro alla sua prima finale a Roma, vendicando così la sconfitta patita sette giorni fa nella finale di Madrid (e quella in semifinale in questo torneo nel 2011). Per Murray è la decima affermazione su 33 confronti diretti con il 28enne di Belgrado (il primo sulla terra), che vede interrompersi a quota 14 incontri la sua striscia di successi consecutivi al Foro Italico e deve rimandare l’appuntamento con il trentesimo titolo di un Masters 1000. Murray  serve per primo e vince a zero il game, procurandosi subito tre palle break, che però non sfrutta (con un paio di errori) e viene ripreso dal numero uno del mondo. Un altro turno di battuta tenuto  a zero dallo scozzese, che mentre si aprono ombrelli e impermeabili sulle tribune del Centrale strappa il servizio a Djokovic (3-1) e sullo slancio si porta avanti 4-1. Sotto gli occhi dei genitori Dijana e Srdan (scaramanticamente seduti negli stessi posti dei giorni precedenti, quando il figlio aveva vinto) ‘Nole’ accorcia, poi nel successivo gioco sale per la prima volta 30-30 sul servizio del rivale, che comunque guadagna il 5-2 con un lungo linea di rovescio e un ace.

Il serbo risale 3-5 ma Murray è lucido e capitalizza il secondo set point, chiudendo con una smorzata di dritto vincente dopo 48 minuti. Nella seconda frazione parte più determinato il 28enne di Belgrado, che avanti 1-0 si procura una palla break, annullata da Murray, capace di acciuffare l’1-1 con un ace. Stesso copione al quarto game, quando lo scozzese evita un possibile 1-3, agguantando il 2-2, poi è lui a piazzare il break seguendo a rete una risposta incrociata di rovescio e chiudendo con una volè di dritto. Incitato a gran voce dal suo team e dalla madre Judy, il britannico sale 4-2 facendo un uso saggio anche della smorzata per portare l’avversario in zone del campo meno congeniali. L’olimpionico continua a fare le cose giuste portandosi 5-3, ‘Nole’ invece perde colpi (un doppio fallo) e finisce per incassare un altro 6-3 che vale il titolo a Murray dopo 1 ora e 36 minuti.

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