Roma. Corteo per la “emergenza cultura”, ispirato da Tomaso Montanari e Salvatore Settis è stato un successo

Roma. Corteo per la “emergenza cultura”, ispirato da Tomaso Montanari e Salvatore Settis è stato un successo

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. L’articolo 9 della Costituzione campeggiava sullo striscione di apertura del corteo in partenza da piazza della Repubblica a Roma. La manifestazione è stata promossa da 94 associazioni che chiedono la tutela dei beni culturali e si oppongono alla riforma Franceschini-Madia. Storici dell’arte, insegnanti di Storia dell’arte, archivisti, addetti delle sovrintendenze e tanti altri operatori dei beni culturali sono scesi in piazza per chiedere che musei e monumenti non siano “valorizzati per la mercificazione” ma siano tutelati, così come il paesaggio, per conservarli alle nuove generazioni e trasmettere i valori della cultura. La manifestazione  si è conclusa a piazza Barberini con molti interventi, tra i quali quello dello storico dell’arte Tomaso Montanari, ispiratore della protesta.

Alla manifestazione era presente anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che così ha commentato l’operato del governo in tema di tutela del patrimonio: “Basta con la politica degli annunci: il settore dei beni culturali avrebbe bisogno di un grande piano del lavoro. Ogni giorno si scopre che grandi stanziamenti annunciati erano invece in programmi precedenti non ancora attuati”. Camusso ha poi osservato: “Il nostro slogan di oggi è ‘emergenza cultura’ perché pensiamo che i beni culturali e paesaggistici meriterebbero di essere oggetto di un grande piano del lavoro e in particolare dell’occupazione dei giovani”. Per Camusso è sbagliata l’idea del governo di gestione dei beni culturali “solo come offrire qualche prodotto”, “pensando a guadagni immediati”. Bisognerebbe invece qualificare la grande ricchezza del Paese e “delineare delle linee di sviluppo” avendo “un’idea e un orizzonte”.

Il candidato a sindaco di Roma di Sinistra italiana, Stefano Fassino, anch’egli intervenuto alla manifestazione ha detto: “Secondo i dati Eurostat l’Italia è agli ultimi posti in Europa per la spesa pubblica destinata all’educazione e alla cultura. Un dato allarmante che si unisce alla diffusa precarietà di molti operatori del settore culturale e alla drammatica carenza di personale. I beni culturali, archeologici, storici e paesaggistici vanno tutti tutelati, sono un giacimento di umanità, di sviluppo della persona, come scritto nell’art. 9 della nostra bella Costituzione. Sono un tratto fondamentale della nostra identità. Il governo, invece, con i ‘Decreti Franceschini’ va in direzione opposta, mette a rischio l’integrità del nostro capitale culturale per fare cassa con pochi pezzi pregiati, snaturando la loro funzione. Il messaggio di ‘Emergenza cultura’, in questa piazza oggi, va ascoltato per cambiare strada prima che sia troppo tardi per il Paese”.

Il capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera, Arturo Scotto, alla manifestazione con una delegazione, ha affermato: “La manifestazione di oggi, promossa tra gli  altri da Salvatore Settis e Tomaso Montanari, è stata molto importante perché nel nostro Paese è necessario applicare integralmente l’articolo 9 della Costituzione. Tutela del paesaggio e sviluppo della cultura non sono priorità per il governo Renzi, al netto degli spot domenicali”. Scotto ha poi sostenuto che “le politiche di Renzi e Franceschini hanno prodotto lo Sblocca Italia che ha dato la patente di uccidere il territorio a cementificatori e petrolieri, il decreto Madia che ha messo le Sovrintendenze sotto i Prefetti e i tagli ai fondi ordinari del ministero. In un settore importantissimo per il nostro Paese come quello della cultura e dei beni culturali sono necessari fondi, politiche adeguate e un vero piano di assunzioni per gli operatori della cultura. Se è vero come dice Renzi che la nostra storia e il nostro territorio sono la parte che fa grande l’Italia in tutto il mondo allora serve una svolta”, ha concluso Scotto.

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