Radio Radicale. Rassegna stampa fra ironia di Bordin e sciocchezze di Taradash

Radio Radicale. Rassegna stampa fra ironia di Bordin e sciocchezze di Taradash

Una delle intuizioni di Marco Pannella  è stata senza dubbio quella di lanciare una campagna sulla conoscenza.  Penso che  abbia un  grande valore, come lo ebbero le campagne sul divorzio, sull’aborto, come lo ha la continua, assillante, iniziativa perché la giustizia, quella civile, in primo luogo funzioni, i carcerati possano vivere in condizioni dignitose.

L’iniziativa sulla conoscenza, diritto dei cittadini, espressione primaria della democrazia, pensiamo sia la più importante fra le eredità lasciate da Pannella. Negli elogi funebri, in quell’impasto di ipocrisia che ha accompagnato gli ultimi giorni di Marco, il problema della conoscenza non ha trovato grande spazio. Si capisce perché. I renziadi non hanno certo interesse alla conoscenza. O meglio hanno interesse ad essere conosciuti solo loro. La conoscenza è un problema molto complesso. Si chiama informazione, scuola, cultura. Loro hanno messo le mani ovunque, sulla Rai in primo luogo. La commissione di vigilanza malgrado sia presieduta da un pentastellato non esercita i suoi poteri. Così il garante della comunicazione. Alle forze politiche che stanno all’opposizione, quelle di destra, va bene così. Hanno i loro spazi, il leghista Salvini fa sempre notizia. Serve a quelli del Pd per far capire che se non ci fossero loro non ci sarebbe argine al populismo. Resta la sinistra di cui fanno parte quelle forze politiche e sociali che stanno dando vita a Sinistra italiana. Non sembra siano molto interessati al problema. Eppure nel nostro Paese la libertà dell’informazione è sotto tiro. Anzi il tiro al bersaglio è già partito con la spartizione delle grandi testate fra due gruppi finanziari con un terzo in lista di  arrivo.

Il valore della campagna per la conoscenza nel nome di Marco Pannella

Non resta che sperare che, così come fece Pannella in occasione del divorzio, dell’aborto, delle campagne contro la fame nel mondo, per la nonviolenza, dei suoi digiuni, di altre vicende legate ai diritti dei cittadini,  la campagna per la conoscenza diventi una campagna di massa. È vero che i radicali hanno pochi mezzi, pochi iscritti. Ma anche con Pannella non sguazzavano nella ricchezza. Un mezzo importante ce l’hanno, pure finanziato con il denaro pubblico. Si chiama Radio Radicale. Bene, anzi male. Una delle trasmissioni più seguite, in primo luogo da chi opera nel mondo dell’informazione, una specie di “guida” per i giornalisti che li indirizza verso un fatto, un avvenimento, è data dalla Rassegna stampa. Ebbene da qualche tempo abbiamo la sensazione che non sia proprio in linea con la battaglia per la conoscenza di cui è stato alfiere Marco Pannella. Anzi pensiamo si muova proprio in senso contrario.  Per esempio ascoltando Taradash, quando è il suo turno da conduttore, si può apprendere che i comunisti in Italia si battevano per la dittatura del proletariato. Verrebbe da ridere a fronte di tanta sciocchezza.  Basta leggere la Costituzione cui i comunisti hanno dato un contributo essenziale. Costituzione cui tante volte si è  appellato Marco Pannella. Potremmo citare altre “perle”, ma la vecchia amicizia impedisce di andare oltre. E Bordin? Lui addirittura quando legge articoli che riguardano la sinistra, testate che non digerisce come il Manifesto, il Fatto quotidiano, cambia tono di voce, ironizza, a volte offende questo  o quel giornalista. Prende come oro colato quotidiani privi di lettori, magari editi dagli avvocati che ce l’hanno con i magistrati. Il Foglio è il suo modello, legge per intero le articolesse di Giuliano Ferrara. Insomma invece di essere guida nella campagna per la conoscenza si muove in senso contrario. Non è un bel vedere in particolare anche perché Radio Radicale, sarà sempre bene ricordarlo, gode di un contributo pubblico. Denaro di tutti i cittadini che sarebbe utile investire per dare forza alla campagna per la conoscenza, a partire proprio dai mezzi di cui si dispone.

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