Pensionati. Più di 60.000 a piazza del Popolo. Al governo: risposte certe o la mobilitazione si rafforzerà fino allo sciopero generale

Pensionati. Più di 60.000 a piazza del Popolo. Al governo: risposte certe o la mobilitazione si rafforzerà fino allo sciopero generale

Più di sessantamila pensionati  hanno “invaso” le vie di  Roma per ritrovarsi a piazza del Popolo per chiedere al governo di cambiare verso, la riforma delle pensioni in primo luogo, la flessibilità in uscita, interventi urgenti su reddito, welfare, sanità. A Renzi hanno ricordato la promessa mai mantenuta di dare ai pensionati il famoso bonus di 80 euro. Ancor prima delle ore 10 una sfilata di pullman fermi su piazzale Flaminio lascia intendere che , come annunciato dai sindacati, i partecipanti saranno tanti, decine di migliaia appunto.

Il ricordo di Giulio Regeni. La solidarietà alle categorie in lotta per i contratti

La manifestazione si è aperta e poi anche conclusa con il ricordo del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto, Giulio Regeni. “La verità – è stato detto –  è ancora tutta da scrivere, ma abbiamo il diritto di sapere”. Un pensiero ed un impegno di stare al loro fianco è venuto per tutti i lavoratori che stanno affrontando il rinnovo dei contratti. A chiusura della manifestazione sono  intervenuti i segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti, Romano Bellissima, presenti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Da tutta Italia, con grandi sacrifici, una marea di anziani nelle vie della Capitale

Tanta partecipazione da  Roma, dal Lazio. Arrivano i pensionati di SPI Cgil Roma, Spi Cgil Lazio, Uil Pensionati Latina, Spi Cgil Civitavecchia, si mischiano con quelli  dello Spi Cgil Battipaglia, Spi Cgil Toscana, Cgil Spi Terni, Fnp Csl Salerno, Uilp Pensionati Varese, Cgil Vicenza, Uil Savona, Cgil Napoli, Uil Pensionati Cisterna di Latina, Cgil Spi Veneto, Fnp Csl Pensionati Sardegna, Cgil Friuli Venezia Giulia, Cisl Pensionati Romagna e ancora da Padova, Cuneo, Agro Nocerino, Venezia, Cisternino, Mola, Sulmona, Avezzano, Parma, La Spezia, Livorno, Chieti, Vasto. In prima linea, sotto al palco, il Comitato Puglia 41 con gli slogan, su magliette e cartelloni: “Lavoratori Precoci Uniti 41”; “La pensione è un diritto e la vogliamo da vivi”. Semplici e onesti cittadini che si sono messi in viaggio: chi da più giorni, chi da meno, in pullman, in treno e anche addirittura con la bicicletta, come nel caso della delegazione di 25 persone dalle Marche, pur di essere presenti a Roma in questa occasione importante, con tutti i sacrifici possibili. Una lotta condotta “A testa alta!” così come recita uno degli slogan della manifestazione. Con i pensionati, delegazioni di lavoratori in prima fila gli edili, i quali  pagano un prezzo molto alto, spesso la vita, causa l’allungamento dell’età pensionabile.

Lottiamo per cambiare le cose per noi, per i nostri figli e nipoti

Hanno voglia di parlare, di far conoscere i loro problemi. I media li ignorano. “Cosa ci aspettiamo che il governo faccia? Tutto”, risponde una signora di Prato. “Ci aspettiamo che qualcosa si muova, siamo tutti qui ora e siamo venuti apposta qui per avere risposte. Tutti pensionati e mezzi acciaccati, ci siamo alzati all’alba stamattina, sicché se si è fatto il sacrificio di venire si spera che sia valido. Qualcosa deve cambiare, speriamo e cerchiamo di lottare per cambiare le cose per noi e per i giovani. Che ci vengano dietro, che si diano una mossa perché si lotta anche per loro!”, conclude la signora pratese con spirito battagliero. “La speranza è che pensino ai pensionati, ma specialmente ai più poveri. Per più poveri intendo quelli che prendono poco insomma: meno di 1000 euro, di 700 anche e ce ne sono eccome”, afferma una signora nel gruppo Cgil Spi Venezia, in viaggio dalla provincia dalla sera prima.

Gioventù e pensionati: diritti per tutti e opportunità di lavoro

“C’è bisogno che le persone siano mandate in pensione prima”, afferma una signora romana, che, avendo saputo della manifestazione dal figlio, ha deciso, nonostante la difficoltà di spostamento e l’età, di  partecipare. Ci si batte, in particolare per assicurare i posti di lavori ai giovani. È questo lo spirito della manifestazione. Non si è parlato soltanto di pensioni, sono state anzi sollevate tante altre questioni nei comizi, tra cui proprio la situazione della gioventù, terreno fertile. Ai giovani, ci dicono in tanti, andrebbero assicurati diritti  e opportunità di lavoro. L’età media dei partecipanti ovviamente  è alta, ma  molti sono i figli che hanno accompagnato gli anziani genitori per sottolineare  gli obiettivi  della causa per cui si manifesta che riguardano più generazioni.

Slogan e manifesti: 80 euro chi li ha visti? Non siamo il vostro bancomat

Tra la folla si leggono  slogan e manifesti : “Cambiate la legge Fornero subito!”; “80 euro? Chi li ha visti”; “Non siamo il vostro bancomat”; “Opzione donna proroga 2018”; “Giù le mani dalle pensioni di reversibilità”; “Chi di Costituzione perisce di rottamazione perisce”, in riferimento al referendum per modificare la Costituzione Italiana. “Ci aspettiamo che ci ridiano tutto quello che ci hanno tolto e di non metterci contro i giovani perché noi non siamo contro di loro – afferma un manifestante sardo del gruppo Fnp Csl Pensionati Sardegna – Anzi noi aiutiamo i giovani, solo che purtroppo la disoccupazione aumenterà anziché diminuire perché col progresso, che in effetti è un regresso, le macchine tolgono qualcosa”. “Io ho 73 anni e sono sempre stato in piazza. Oggi può darsi che sia veramente l’occasione giusta e che il governo ci ripensi e porti in fondo le richieste nostre. Per noi quanto per i giovani, perché è un problema grosso per loro, davvero”, afferma un manifestante di Firenze.

I pensionati, la categoria più tartassata d’Italia

“Da sempre viSpi” è lo slogan sulle magliette dello Spi Varese: “Un pochino più di equità, un pochino più di rispetto per noi, abbiamo lavorato tanto e soprattutto per quanto riguarda la pensione di reversibilità, sono soldi sono stati incamerati dall’Inps, quindi penso che sia giusto”. Si sta parlando in effetti di una fetta di popolazione tra le più tartassate d’Italia. Tra tasse e blocco della rivalutazione degli assegni i pensionati italiani versano nelle casse dello Stato 70 miliardi di euro all’anno, secondo un recente calcolo dello Spi Cgil. Sono 3 miliardi in più le risorse che i pensionati versano al fisco rispetto ai lavoratori, che beneficiano di maggiori detrazioni fiscali e degli 80 euro.

Gli interventi dei segretari di Spi, Fnp, Uilp: il governo risponda a questa piazza

Tirano le fila della manifestazione i segretari generali di  Spi, Fnp Uilp. “Il governo risponda a questa piazza, ai tanti anziani che hanno creduto nel cambiamento, perché è un idillio che sta finendo. Se non ci saranno risposte certe, questo sarà solo l’inizio della mobilitazione che proseguirà, se sarà necessario, anche con quel vecchio, logoro strumento, che si chiama sciopero generale”, afferma il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti. “Oggi dimostriamo che insieme il paese si può riprendere. Insieme, presidente Renzi, e non da soli: vogliamo risposte e un confronto serio con il governo, non scappatelle”.  Gigi Bonfanti, Fnp sottolinea che  “I giovani sono i nostri figli, i nostri nipoti per i quali tutti i giorni diamo una mano alla loro vita. Le famiglie si disgregano e i giovani non hanno lavoro, quindi non hanno un punto di riferimento. In tante famiglie senza la presenza delle pensioni non ci sarebbe reddito con cui sostentarsi. Tentiamo di riassumere la dignità del nostro ruolo. Signor Ministro sveglia! E noi facciamo sentire che ci siamo!”. Sullo stesso tono il segretario Uilp, Bellissima, che  mette in luce il valore dell’unità dei sindacati impegnati in una battaglia difficilissima.

Se il governo non darà risposte concrete non si esclude uno sciopero generale

I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil il 24 avranno un incontro con il governo da mesi richiesto ma, come si dice, al buio. Renzi e Poletti hanno dato in questi mesi solo annunci, magari l’uno contrastante con l’altro. Le tre confederazioni i preparano a questo incontro. Rilasciano rapide interviste ai giornalisti. Dice Susanna Camusso:Viviamo di annunci quotidiani, ora serve una riforma. Ci manca solo il mago Zurlì. Viviamo di annunci quotidiani. Invece serve una riforma seria e non un altro bonus, un altro annuncio”.  E parla della possibilità di uno sciopero generale se dal governo non verranno risposte certe. Annamaria Furlan punta tutto sul tavolo di trattativa. “Il 24 maggio – ha detto – vado con questo spirito, ovvero che con il dialogo anche la peggiore legge pensionistica riusciamo a cambiarla. Dobbiamo perciò parlare di contenuti e  riuscire ad ottenere le risposte che chiediamo”. “È un messaggio al governo” sintetizza  il leader Uil Carmelo Barbagallo che non esclude il ricorso allo sciopero generale.  “Vogliamo difendere le nostre pensioni. Vogliamo dare un futuro ai giovani. Vogliamo che i pensionati non siano l’unico ammortizzatore sociale. Vogliamo la modifica della legge Fornero”.

Tante firme per il “No” al referendum costituzionale

Tutto si è svolto in un clima disteso, a suon di fischietti e accompagnamento musicale della New Generation Street Band che girava in lungo e in largo per  piazza del Popolo. Grande affluenza e tante firme al banchetto del Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione e contro la legge elettorale Italicum, riconoscibile dallo slogan: “Salva tu la democrazia!”. La manifestazione si è chiusa  sulle note di “Je so’ pazz’” di Pino Daniele e “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. Di nuovo migliaia di pensionati per le vie della capitale per tornare ai punti di partenza.

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