Olio di palma: l’Efsa conferma gli effetti nocivi, alto rischio per i bambini. Federconsumatori: “La palma fuori dalle nostre tavole”

Olio di palma: l’Efsa conferma gli effetti nocivi, alto rischio per i bambini. Federconsumatori: “La palma fuori dalle nostre tavole”

L’olio di palma è stato decretato dannoso per la salute umana, poiché  contiene tre sostanze tossiche, una delle quali, il glicidiolo (GE), è persino classificata come cancerogena. La conferma di questa notizia arriva direttamente dall’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza alimentare), che, dopo anni di inchieste, approfondimenti e ricerche, ha pubblicato un’autorevole Rapporto di 160 pagine sull’argomento, risultato finale di uno studio decennale. L’olio di palma, pur essendo vegetale, in realtà ha la stessa composizione di un grasso di origine animale e va quindi considerato un grasso “saturo”, comportando i medesimi effetti dannosi sul sistema cardiovascolare. Nello specifico, i tre contaminanti da processo in questione, ossia i glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD), si formerebbero nei processi di raffinazione, nell’ambito dei quali gli oli vegetali raggiungono alte temperature, fino ai 200° C.

L’Efsa, dopo un’attenta valutazione sui rischi per la salute, ha ritenuto necessario segnalare il fenomeno dal momento che i più elevati livelli di GE, come pure di 3-MCPD e 2-MCPD (compresi gli esteri) sono stati rinvenuti proprio in oli di palma e grassi di palma, seguiti poi da altri tipi di oli e grassi. Il problema, infatti, riguarda anche altri oli vegetali e margarine, ma nell’olio di palma tali sostanze raggiungono quantità preoccupanti: da 6 a 10 volte maggiori che negli altri prodotti, coinvolti in maniera molto meno incisiva.

“Ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo sia genotossico e cancerogeno, pertanto il gruppo CONTAM non ha stabilito un livello di sicurezza per i GE” ha affermato la dott.ssa Helle Knutsen, presidente del gruppo CONTAM. “L’esposizione ai GE dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti – prosegue – costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbero considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica”.

Nei riguardi degli altri due contaminanti la dott.ssa Knutsen ha spiegato: “Abbiamo fissato una dose giornaliera tollerabile (DGT) di 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (µg/kg di peso corporeo/giorno) per 3-MCPD e i suoi esteri degli acidi grassi sulla base delle evidenze che collegano questa sostanza a un danno d’organo nei test sugli animali” e conclude: “Le informazioni tossicologiche sono tuttavia troppo limitate per stabilire un livello di sicurezza per 2-MCPD”.

Italia, campione di importazioni di prodotti con olio di palma. Bambini e adolescenti: i soggetti più a rischio

Dopo lunghe diatribe sull’argomento, sospetti e opinioni contrastanti, è dunque appurato oramai che gli effetti nocivi di questo grasso tropicale siano devastanti sull’organismo umano, ma la preoccupazione sale se si pensa che i soggetti maggiormente esposti a tali rischi siano i bambini e gli adolescenti. Secondo le stime, sarebbero infatti soprattutto le giovani generazioni a consumare abitualmente prodotti alimentari che contengono tra gli ingredienti notevoli quantità di olio di palma: snack, merendine, prodotti da forno, dolci e torte, soprattutto.

Ma è pur vero che i prodotti alimentari coinvolti sono moltissimi ed insospettabili, tant’è che vengono distribuiti in tutto il mondo, interessando consumatori di tutte le fascia d’età. “In Italia il consumo di olio di palma nell’ultimo quinquennio è quadruplicato” afferma Roberto La Pira de “Il Fatto Alimentare”. In riferimento alla quantità di GE negli oli e grassi di palma dimezzata negli ultimi 5 anni in Europa, fa un paragone con l’attuale situazione italiana: “Secondo dati Istat, le importazioni sono passate da 274 mila tonnellate del 2011 a 821 mila tonnellate del 2015. Siamo i primi importatori d’Europa, per cui questo miglioramento da noi è stato praticamente vanificato. Siamo al livello record di 12 grammi al giorno pro capite, trattandosi del grasso preferito delle aziende usato in merendine, biscotti, grissini, cracker, fette biscottate e tanti altri prodotti da forno e alimenti. Per un ragazzo arrivare al limite consentito di assunzione non è difficile, basta mangiare a colazione 5 biscotti con olio di palma. Ma grazie anche alla nostra petizione ormai sul mercato ci sono più di 700 prodotti palm free. Segno che il messaggio ha fatto breccia fra i consumatori” conclude La Pira, riferendosi alla “Great Italian Food Trade”, petizione lanciata tempo fa da “Il Fatto Alimentare” contro l’olio di palma.

Federconsumatori: “Tuteliamo la salute dei consumatori”

La Federconsumatori, allarmata dalla situazione di rischio alla quale sono esposti i consumatori, lancia un appello, affinché vengano presi provvedimenti concreti che ne vietino l’utilizzo: “Chiediamo provvedimenti seri ed immediati da parte delle autorità competenti per tutelare la salute dei consumatori, specialmente dei più giovani, più vulnerabili e maggiormente inclini al consumo degli alimenti sotto accusa. Azioni immediate volte a porre definitivamente l’olio di palma fuori dalle nostre tavole”.

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