L’imprevedibile corsa dei candidati sindaci. Ecco i sondaggi e i favoriti nelle grandi città

L’imprevedibile corsa dei candidati sindaci. Ecco i sondaggi e i favoriti nelle grandi città
È sempre più ingarbugliata la corsa verso le municipalità nelle grandi metropoli nazionali. Tanti i ricorsi, molti dei quali accolti nell’ultima istanza del Consiglio di Stato e tante le alleanze variabili, che potrebbero determinare la vittoria al Pd, ai 5Stelle o alle Destre. Partiamo da Roma, dove gli ultimi sondaggi vedrebbero al ballottaggio, anche con il ripescaggio di Fassina, il duo Raggi vs Giachetti. La candidata sindaco dei 5Stelle risulterebbe in testa con una dote personale pari al 30,5%, mentre Giachetti si collocherebbe sulla seconda piazza, incassando il 24,7%. Poco dietro la Meloni con il 21,1% ed ancor più dietro Marchini che malgrado l’immenso sforzo di propaganda, non andrebbe oltre il18,4%. Nel sondaggi è stato testato anche l’ex viceministro dell’Economia, Stefano Fassina che, secondo le rilevazioni, non andrebbe oltre un pur significativo 4,3%. Diverso invece lo scenario in caso di ballottaggio. Come in occasioni passate, chi è in testa ed ha dalla sua gli indecisi, quasi sempre vince la partita ed i risultati sono, secondo i sondaggisti, tutti a favore della Raggi, che potrebbe insediarsi sul Colle Capitolino, con una percentuale di consensi vicina al 58%. I flussi elettorali da centro-destra verso il Movimento 5Stelle penalizzerebbero Giachetti, che intercetterebbe una percentuale residuale di consensi in quella parte di elettori ed ininfluente a sinistra.
 
A Napoli De Magistris sbaraglia il campo con il 38%, tutti gli altri dietro
 
E se a Roma il Centrosinistra si è praticamente separato, malgrado gli accordi di governo alla Regione Lazio, a Napoli il Pd rischia di non arrivare neppure al ballottaggio. Secondo un sondaggio messo in rete dall’Huffington Post, a giocarsi la partita per Palazzo San Giacomo, sarebbero, infatti, il sindaco uscente Luigi De Magistris ed il candidato delle destre Gianni Lettieri. Stesso scenario di 5 anni fa ed ennesimo schiaffo in faccia per i Democratici che neppure potranno giocare la partita del ballottaggio. Nessuna speranza per il candidato 5Stelle Michele Brambilla, che non ha alcun radicamento nel territorio della metropoli campana e nulla da dire, almeno in questa tornata elettorale, per l’amministrazione della città. Più che chiari i sondaggi che danno De Magistris al 38%, Lettieri al 23% e la candidata Pd Valente al 21. Solo al quarto posto il grillino Brambilla con il 14% dei consensi.
 
A Milano testa a testa Sala (Pd-27%) e Parisi (destre 26%)
 
Complicata e quasi impossibile da prevedere la competizione a Milano. Si tratta, tra le due coalizioni che si contendono lo scettro di primo cittadino del capoluogo lombardo, di questione di decimali. Gli ultimi sondaggi, infatti, danno alla pari il centrodestra con Sala (27%)  e centrosinistra con Parisi (26%). Tutti gli altri sono dietro e senza alcuna speranza di andare al ballottaggio, 5Stelle compresi. Va detto però, che quanto alla quotazione dei partiti, il Pd conquista la maggioranza dei consensi (21,5%), seguito dai 5Stelle (17,3%) e poco dietro la Lega (16,6%) e Forza Italia (11,8%).
 
A Cosenza in pista Verdini con il Pd a sostegno del candidato sindaco Guccione
 
Difficilmente prevedibile quanto si consumerà nelle urne a Cosenza, dove le variabili impazzite sono decine, a partire dalla discesa in campo di Verdini, che ha chiaramente appoggiato il candidato del Pd, Guccione e per la prima volta si è speso pubblicamente in un comizio a favore di un candidato della stessa parte politica del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Intanto il Consiglio di Stato ha riammesso la lista Cosenza popolare espressione del Nuovo centrodestra rappresentato in Calabria dal sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile e dal fratello Pino, vicepresidente del Consiglio regionale. La lista era stata ricusata dalla Commissione elettorale perché agli aspiranti consiglieri era stato fatto firmare l’atto di accettazione della candidatura su moduli del 2011 che non contemplano le prescrizioni della legge Severino in materia di incandidabilità. Il ricorso al Tar era stato respinto, ma adesso il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Giovanni Spataro. Paolini si è candidato in contrapposizione a Carlo Guccione, del Pd.
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