Le Monde. Greenpeace rivelerà lunedì 2 maggio i contenuti segreti del Trattato Transatlantico. Europei subalterni agli interessi americani

Le Monde. Greenpeace rivelerà lunedì 2 maggio i contenuti segreti del Trattato Transatlantico. Europei subalterni agli interessi americani

Il quotidiano francese le Monde ha potuto consultare una serie di documenti confidenziali molto recenti e totalmente inediti sull’ormai famigerato Tafta, il Trattato commerciale che l’Unione Europea sta negoziando con gli Stati Uniti da circa tre anni. I documenti, ottenuti grazie ai militanti olandesi di Greenpeace, affrontano quasi tutti gli aspetti di questo enorme negoziato, dalla riduzione delle tariffe doganali alla cooperazione normativa tra le due parti. Coprono ben 13 capitoli del negoziato – dalle telecomunicazioni ai pesticidi, passando per le normative – e sono serviti come utile base di partenza per l’ultimo ciclo di negoziati del TTIP, nome ufficiale del futuro Trattato, il tredicesimo, tra Obama e la Commissione europea, tenutosi a New York dal 25 al 29 aprile scorsi.

I documenti saranno resi pubblici integralmente da Greenpeace lunedì 2 maggio alle 11. Il loro principale interesse risiede non solo nel disvelamento della posizione europea, ma anche di quella americana, che finora erano rimaste sostanzialmente confidenziali. La serie di documenti conferma che la discussione è parecchio squilibrata. Gli europei sembrano più impegnati e interessati al negoziato, soprattutto perché vorrebbero ottenere un accesso più grande al mercato americano, vorrebbero il riconoscimento dell’indicazione geografica tipica e la denominazione di origine (come nel caso del Parmigiano o dei vini) e l’armonizzazione degli standard industriali. A loro volta, gli americano restano sulle loro rigide posizioni, poco entusiasti dell’accordo. E non hanno ancora prodotto proposte su molti capitoli del negoziato. Nonostante l’insistenza europea, rifiutano sempre, dopo dodici cicli di negoziati, di aprire le discussioni sulla cooperazione normativa nei servizi finanziari.

I documenti riservati recuperati da Greenpeace rivelano inoltre che tra le due sponde dell’Atlantico vi sono tante divergenze, e dimostrano che, per superare le difficoltà, le parti sono costrette a praticare una sorta di riconoscimento reciproco delle norme (la Ue riconosce le normative americane) piuttosto che l’armonizzazione. “I promotori del Tafta ci dicono che il loro principale interesse è un vantaggio geopolitico piuttosto che economico”, dice Jorgo Riss, capo dell’ufficio olandese di Greenpeace, e aggiunge: “La UE e gli Stati Uniti si dirigono verso un riconoscimento reciproco dei loro standard, aprendo un’autostrada alle multinazionali in materia di ambiente e salute pubblica”. Di fatto, dicono a Greenpeace, il Taft colpisce duramente e mortalmente il principio di precauzione, che consente oggi all’Europa di rifiutare certi prodotti e certe pratiche proprio in nome della salute o dell’ambiente. Il Trattato rovescia l’onere della prova, e costringe le autorità europee a giustificare ogni decisione con le prove tangibili della loro pericolosità. Nonostante le assicurazione della commissaria europea Cecilia Malmstrom, gli europei non fanno riferimento ad alcuno di questi principi fondamentali di precauzione nel documento consultato.

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