L’America omaggia Anna Magnani, una grande donna che ha reso il cinema arte, magia e mito

L’America omaggia Anna Magnani, una grande donna che ha reso il cinema arte, magia e mito

“Se si può dire che New York è una città per Anna Magnani?” disse ironicamente l’attrice italiana nel 1953 nel rispondere ad un’intervista radiofonica della Rai, in occasione della prima newyorchese di “Bellissima”. “Oddio, unire due cose così violente insieme non so cosa succederebbe!” concluse. È arrivato il momento di scoprirlo. Anna Magnani, l’attrice romana rimasta nel cuore di tutti che ha reso arte, magia e mito il nostro cinema italiano, colei che incarnava la commedia e il dramma, muovendo al contempo il pubblico al riso e al pianto, è omaggiata dall’Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con The Film Society of Lincoln Center, che le dedicano un’ampia retrospettiva.

“La Magnani”, organizzata da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero di Istituto Luce Cinecittà ed inoltre da Florence Almozini e Dan Sullivan, sarà presentata in anteprima il 18 maggio a New York, presso il Walter Reade Theater del Lincoln Center, per poi proseguire in tour, a partire dal 1 giugno, nelle maggiori città americane e canadesi: Chicago, Detroit, Berkeley, Los Angeles, San Francisco, Houston, Columbus, Toronto, Cambridge. La retrospettiva copre l’intera carriera della “Signora del cinema”, ripercorrendo passo passo tutti i capolavori dei quali è stata protagonista, occasione per ricordare e riportare alla vista del pubblico anche i più grandi registi che l’hanno diretta ed accompagnata sui set.

I film verranno proiettati in pellicola in formato 35 e 16 millimetri che provengono in gran parte dall’Archivio Internazionale di Luce Cinecittà. Una lunga carrellata di emozioni e di ricordi: a partire dai primissimi “Tempo massimo”(1934) di Mattòli; “Teresa Venerdì”(1941) di Vittorio De Sica; “Roma città aperta”(1945), film simbolo del neorealismo italiano che la consacrò come stella del cinema mondiale, e “L’amore”(1948) di Roberto Rossellini, poi ancora “Il bandito”(1946) di Alberto Lattuada; “L’Onorevole Angelina”(1947) di Luigi Zampa; “Vulcano”(1950) di William Dieterle, che si vociferava che accettò la parte come risposta polemica al regista Rosellini che in quello stesso periodo stava girando “Stromboli” con Ingrid Bergman; “Bellissima”(1951) di Luchino Visconti; “La carrozza d’oro”(1952) di Jean Renoir; “La rosa tatuata”(1955) di Daniel Mann, al fianco di Burt Lancaster, film scritto da Tennessee Williams appositamente per l’attrice che le valse l’Oscar (prima attrice italiana a conquistare la statuetta) e di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario; “Selvaggio è il vento”(1957) di Cukor, con cui vinse al Festival di Berlino per la miglior interpretazione; “Pelle di serpente”(1959) di Sidney Lumet accanto a Marlon Brando; “Risate di gioia”(1960) di Mario Monicelli; “Mamma Roma”(1962) di Pier Paolo Pasolini; “Correva l’anno di grazia 1870”(1971) di Alfonso Giannetti, la sua unica pellicola a fianco di un altro grande interprete italiano: Marcello Mastroianni; fino all’addio artistico con “Roma”(1972) di Federico Fellini, che girò l’anno prima della sua morte.

A seguire, dal 2 all’8 giugno, Istituto Luce Cinecittà ed il Lincoln Center collaboreranno ancora insieme ad un altro evento: la presentazione della rassegna di Cinema Contemporaneo “Open Roads”, giunta alla sua 16a edizione.

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