I verdiniani fanno capolino alla riunione della maggioranza. Così si risolve il “giallo” di Via Arenula. Zanda nega, Casson conferma

I verdiniani fanno capolino alla riunione della maggioranza. Così si risolve il “giallo” di Via Arenula. Zanda nega, Casson conferma

Una volta si giocava a nascondino. Ora i bambini hanno altro fare. Ancora non parlano e già hanno il telefonino. Ora che viene, se viene, la bella stagione, in qualche luogo all’aperto si vedono ancora ragazzini che fanno capolino. Ci spieghiamo: per giocare a nascondino ci vuole un gruppetto di bambini che si nascondono e uno che li cerca. I bambini che sono nascosti devono seguire le mosse di chi li cerca ma senza farsi scoprire e poi correre velocemente ad occupare la postazione prima di colui che li cerca. Devono fare capolino, vedere ma non farsi vedere.

Ecco, con questa parola abbiamo risolto il “giallo” di Via Arenula, sede del ministero della Giustizia dove Orlando ha tenuto una riunione dei rappresentanti delle forze di maggioranza in vista della discussione in Senato del testo che unifica la riforma del processo penale con le norme sulla prescrizione. C’era o non c’era il senatore Falanga di Ala, il gruppo parlamentare fondato da Verdini? Dubbio amletico. Noi crediamo a quanto affermato dal senatore Casson, che alla riunione fosse presente ed ha confermato che c’era anche il senatore Ciro Falanga, uno della truppa di Verdini che ufficialmente non fa parte della maggioranza. Ma il senatore Zanda, capogruppo Pd, dice che “l’aliano” non c’era, non fa parte della maggioranza.

Falanga (Aliano) guardava ma non si faceva vedere. Siamo alla farsa

Risolviamo il giallo: Falanga faceva capolino, guardava ma non si faceva vedere. Siamo alla farsa. In chiusura di riunione il senatore Zanda, capogruppo del Pd, renziano doc, fa sapere che “abbiamo informato il senatore Falanga, di Ala, degli orientamenti emersi nella riunione”. Stando a queste parole il senatore Ciro Falanga, “cosentiniano di ferro”, scrivono le agenzie, elegante, con abiti sartoriali, campani, che sulla prescrizione la pensa all’opposto del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Davigo, e pure all’opposto del testo approvato alla Camera, “non era presente”. Chiuso qui? Già, sarebbe comunque un fatto fuori dalla normalità che della riunione delle forze di maggioranza venisse informato uno che Zanda, capogruppo al Senato, e Rosato, capogruppo alla Camera, del Pd, dicono che non faccia parte della maggioranza. Ma sorvoliamo, tanto le bugie hanno le gambe corte. Gli “aliani”, nella versione resa nota dopo l’incontro con il Pd, quello che si doveva svolgere al Nazareno poi spostato alla Camera perché la minoranza si era arrabbiata, aveva fatto sapere che, allo stato, su ogni provvedimento sarebbero stati informati , parteciperanno anche ai comitati per il sì al referendum annunciati da Renzi Matteo.

Per entrare ufficialmente in maggioranza attendere il momento opportuno

Ma nei corridoi di Montecitorio e in quelli di Palazzo Madama i solerti “aliani” narravano a tutto il mondo che nella maggioranza ormai ci sono. Si tratta di attendere il momento opportuno, ora non è il caso di sbandierarlo, perché Mattarella si troverebbe in difficoltà avendo lui detto ai grillini che gli hanno fatto visita che la maggioranza non è cambiata. Ma  voci di Palazzo di Via Arenula informavano che Falanga c’era eccome ed ha partecipato.

I giornalisti sfogliano la margherita, c’era o non c’era il Falanga? Chiamano il senatore Casson. È impegnato. Li richiamerà più tardi, alle  ore 16,50.  Domanda: senatore, c’era Falanga a questa benedetta riunione? “Sì, c’era”. Può essere più chiaro? “Abbiamo fatto una riunione stamattina, a via Arenula, col ministro Orlando. Ed era presente il senatore Falanga di Ala”. C’erano tutti i capigruppo di maggioranza (Zanda e Schifani), i relatori Cucca e Casson, il presidente della commissione Giustizia Nino D’Ascola. “Pare- scrivono le agenzie – che Falanga abbia pure parlato. E che, ovviamente, ha fatto sponda con Schifani che, in tema di prescrizione, non vuole il testo della Camera, lui che l’ultima volta che si parlò di prescrizione, votò (ai tempi) la ex Cirielli, la famosa ammazza processi” per Cesare Previti e Silvio Berlusconi. Da allora non si è più toccata.

Il presidente  Mattarella ogni tanto potrebbe fare capolino

La storia continua, si trasforma in una farsa, una pantomima. Parla Barani, uno che frequentava Hammamet e ancora porta il garofano nel taschino: “Ala alla riunione non c’era”. Torniamo a Falanga. Appena trapela la notizia, inizia la pantomima. Sentite Barani, quello che andava ad Hammamet e che ancora porta il garofano nel taschino: “Ala non c’era alla riunione. E Ciro Falanga era con me alle 8,15 in buvette al Senato. L’ho incontrato di nuovo più tardi e mi ha detto: ‘Hai visto cosa scrivono?’”.  Falanga, sempre dalle agenzie, dice cose diverse dal suo capogruppo: “Sono stato invitato per essere informato dell’esito della riunione”.  Allora è vero, era a via Arenula. Però attendeva fuori dalla porta l’esito della riunione. Anche alcuni impiegati di Palazzo Madama che lavorano ai gruppi del Pd confermano che “l’aliano” era a Via Arenula, la sua posizione in sintonia con l’Ncd. In Commissione alla fine passa il testo approvato alla Camera. Dice Falanga: “Il testo non mi piace” e neppure all’Ncd. Emendamenti in aula? È tutto da vedere. Una cosa è chiara: Ala fa parte della maggioranza. Magari Mattarella potrebbe dare un’occhiatina, fare capolino.

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