Elezioni nel Regno Unito. Il laburista Khan vince a Londra, primo sindaco mussulmano di una capitale europea. SNP si conferma in Scozia. Farage vince in Galles

Elezioni nel Regno Unito. Il laburista Khan vince a Londra, primo sindaco mussulmano di una capitale europea. SNP si conferma in Scozia. Farage vince in Galles

Il Partito nazionale scozzese (SNP, indipendentista) ha vinto per la terza volta consecutiva le elezioni legislative, pur avendo perso la maggioranza assoluta dei seggi; il candidato laburista Sadiq Khan si appresta a vincere le elezioni a sindaco di Londra, e nel Galles, per la prima volta nella storia, il partito antieuropeista di Nigel Farage, Ukip, conquista seggi, 7, in un Parlamento regionale. Sono queste, in sintesi, le indicazioni che giungono dalla Gran Bretagna dopo il cosiddetto “Giovedì elettorale”. In realtà, i britannici erano stati chiamati a votare per il rinnovo di 2743 seggi municipali in 124 assemblee locali, il Parlamento della Scozia, del Galles e dell’Irlanda del Nord, e i sindaci di Londra, Bristol, Liverpool e Salford.

A Londra, capitale strategica per l’intera Europa, lo scrutinio alle ore 17 di venerdì dava in vantaggio il laburista Sadiq Khan, col 44% dei voti, contro il 35% del principale avversario, il conservatore miliardario Zac Goldsmith. Favorito anche nei sondaggi dell’ultimo istante, Sadiq Khan, deputato di Tooting, quartiere popolare a sud di Londra, attende il conteggio finale per essere dichiarato sindaco di Londra, il primo sindaco mussulmano di una grande capitale occidentale. Un bel record. In Scozia, la premier uscente, Nicola Sturgeon, ha rivendicato una “vittoria storica” per l’SNP. Per la terza volta consecutiva, gli indipendentisti scozzesi vincono le elezioni legislative, create con la legge sulla devoluzione nel 1988. Tuttavia, l’SNP ha ottenuto 63 seggi su 129, al di sotto dei 69 vinti nel 2011, e dei 71 previsti dai sondaggisti. È molto probabile che in Scozia si vada al varo di un governo di minoranza nuovamente guidato dalla Sturgeon, oppure di una coalizione con i Verdi, forti di 6 seggi. All’opposizione, buona affermazione dei Tories che quasi raddoppiano il numero dei seggi, passando al secondo posto, con 31 eletti contro i 16 del 2011. Pessima invece la prova dei laburisti, che come accadde nel caso delle legislative generali del maggio 2015, perdono voti e seggi in Scozia, passando da 37 a 24 eletti, e dunque scavalcati dai Tories.

Il risultato del voto scozzese appare a molti commentatori britannici di buon auspicio per il referendum del 23 giugno sulla cosiddetta Brexit, ovvero sulla permanenza o l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa.Mentre l’affermazione del partito Ukip di Nigel Farage nel Galles preoccupa e non poco gli europeisti britannici, a cominciare dal primo ministro Cameron.

Molto duro il commento di Jeremy Corbyn, leader laburista: “in tutta l’Inghilterra l’altra sera ci venivano date previsioni fosche secondo cui il Labour avrebbe perso un sacco di Consigli. Non è successo, siamo ancora forti e siamo in ascesa in tantissimi posti”. Il leader laburista ha poi concluso: “c’è tanto lavoro da fare in Scozia; saremo con voi, cammineremo mano nella mano col nostro partito in Scozia per costruire quel sostegno ancora una volta, in modo da ristabilire la tradizione laburista in Scozia”. Tuttavia, il suo ottimismo non sembra essere condiviso dall’ala blairiana del Labour che teme di perdere le elezioni del 2020 con Corbyn. In sostanza, quella parte ormai minoritaria del Labour si trova a condividere, abbastanza curiosamente, il commento divulgato dal premier Cameron, secondo il quale “è stata una notte disastrosa per il Labour. Ciò dimostra che il Labour dovrà combattere duramente per conquistare la maggioranza senza che l’SNP che lo appoggi”.

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