Decreto scuola-ricerca: la fiducia numero 54 in Senato passa grazie a Verdini, con 168 voti. La maggioranza è cambiata, forse il Colle potrebbe intervenire

Decreto scuola-ricerca: la fiducia numero 54 in Senato passa grazie a Verdini, con 168 voti. La maggioranza è cambiata, forse il Colle potrebbe intervenire

Ancora una fiducia, la numero 54, un record assoluto, ancora un voto favorevole da parte dei verdiniani. Con 90 voti contrari e 168 favorevoli, tra i quali proprio quelli di Ala, il Senato ha approvato in prima lettura il ddl che introduce disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca. In particolare, il ddl stanzia 64 milioni euro per interventi di ripristino del decoro degli edifici scolastici, per lo svolgimento di attività di pulizia nelle scuole, con la possibilità di far ricorso alle convenzioni Consip, anche nei territori in cui queste non siano attive, siano scadute o sospese. Eroga un contributo di tre milioni per la stabilizzazione e il riconoscimento della Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute (GSSI), intervenendo infine sulle assunzioni del personale docente per l’anno 2016/2017, sull’assegnazione provvisoria e incarichi di supplenza breve, sostegno per gli alunni con disabilità nelle scuole paritarie per 12 milioni di euro, scuole di specializzazione non mediche, incremento dei compensi ai commissari del concorso per docenti, estensione della card per consumi culturali agli studenti extracomunitari.

L’intervento, incredibile, di Lucio Barani (verdiniano) e la richiesta di Brunetta

“Puntare su cultura ed istruzione da un lato e sulle proprie eccellenze dall’altro, è un impegno che ciascun Paese è chiamato ad ottemperare e a nostro avviso, il provvedimento va in questa direzione” annuncia Lucio Barani, alter ego di Verdini in Ala, poco prima del voto, aggiungendo che “il decoro degli edifici scolastici rappresenta un aspetto determinante per la qualità e la quantità delle attività con le quali si formano i nostri ragazzi e va infine considerato che già nel biennio 2014-2016 il programma ha dato i suoi frutti anche in termini occupazionali, avendo coinvolto un cospicuo numero di lavoratori di utilità sociale”. Ed ecco la dichiarazione che prova il cambio di maggioranza: “Oggi, sulla scuola, abbiamo votato la fiducia al governo, siamo stati presenti in 20, al 100% tutti insieme. Siamo stati gli unici a votare così al 100%”. Lucio Barani, senatore di Ala, lo ha rivelato oggi al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Se avete votato la fiducia, vuol dire che siete in maggioranza? “No, noi siamo seri, siamo un gruppo che vota le riforme, appoggiandole dall’interno, ma non siamo in maggioranza”. Eppure, l’aritmetica lo tradisce: 168 voti meno 20 fa 148 ben al di sotto della metà più uno del Senato, 161 voti, indispensabili per la fiducia.

Ma l’ennesimo, scandaloso, voto dei transfughi forzisti a favore del governo non va giù a Renato Brunetta, che twitta: “Anche oggi Ala vota la fiducia al governo e Renzi non sale al Colle. Mattarella richiami premier a sue responsabilità istituzionali. Renzi vada al Quirinale e spieghi al Capo dello Stato che la maggioranza è cambiata, e poi venga alle Camere per chiedere una nuova fiducia”. Chi non è contento del provvedimento in sé è invece il Movimento 5 Stelle, per il quale “il Governo non solo non ascolta più il Parlamento, il mondo della scuola e della cultura, ma non ascolta neanche Raffaele Cantone, che il 20 aprile ha detto al Parlamento e al Governo basta con le procedure di proroga per l’affido degli appalti per la pulizia nelle scuole, perché esse producono dinamiche poco virtuose”.

I senatori a vita Napolitano e Cattaneo non votano il decreto. Ieri avevano aspramente criticato il governo sullo Human Technopole di Milano

I senatori a vita Giorgio Napolitano ed Elena Cattaneo non hanno votato il decreto sulla scuola per il quale il governo aveva chiesto la fiducia. Ieri i due parlamentari avevano polemizzato in Aula sul fatto che con il voto di fiducia non sarebbe stato votato un ordine del giorno presentato dalla Cattaneo sul progetto, quello Human Technopole, che vale 1,5 miliardi e definisce il futuro dell’area Expo. Si tratta di un progetto “improvvisato e opaco”, aveva osservato la Cattaneo non risparmiando critiche anche alla scelta dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) come capofila. Mentre Napolitano aveva invitato il governo a fare chiarezza su “decisioni frettolose e discutibili”. “Una volta ricevuti i riscontri dei 9 valutatori internazionali” scelti per il progetto dell’Iit, questo “sarà reso pubblico”, era stata la replica del sottosegretario all’Istruzione Angela D’Onghia che aveva assicurato “la massima trasparenza”.

Uno scandaloso decreto legge che premia le scuole private, cambia in modo orribile l’Isee e aggredisce il Parlamento

Il Senato ha quindi approvato i fondi alle scuole paritarie per gli insegnanti di sostegno, l’allargamento della carta di 500 euro per i diciottenni anche ai ragazzi con cittadinanza non italiana residenti in Italia e la modifica all’Isee. Il tema Isee è stato sollevato dai senatori Alessia Petraglia (Misto-SI-SEL), Michela Montevecchi (M5S), Marco Marin (FI) e Andrea Marcucci (PD). Petraglia ha sottolineato come sia comparso uno strano articolo sull’ISEE dei nuclei familiari con componenti con disabilità; si tratta nei fatti del recepimento della sentenza del Consiglio di Stato intervenuta per sanare scelte sbagliate. “Mi chiedo però”, ha tuonato Alessia Petraglia, di Sel, “come sia stato possibile trattare un argomento così importante senza coinvolgere le Commissioni referenti e senza una discussione completa che potesse sanare del tutto le questioni ancora aperte legate alla disabilità?”. Montevecchi ha parlato di un atto di aggressione parlamentare, che infila in questo decreto un emendamento che tocca una materia complessa e articolata, che non può esaurirsi in una modifica estranea a quella che era la materia del decreto, emendamento che non solo peggiora le condizioni per i disabili, ma crea anche una discriminazione all’interno delle famiglie. Marin a proposito di ISEE chiede: volete che non si dica niente in quest’Aula? Sappiamo che cos’è, non è necessario aver amministrato nei Comuni. Si trattano i parlamentari come persone che siedono qua casualmente”.

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