Corsa all’ultimo voto per Roma Capitale. Giachetti scavalca la Meloni. Straordinario clima di incertezza nell’elettorato di centro-sinistra

Corsa all’ultimo voto per Roma Capitale. Giachetti scavalca la Meloni. Straordinario clima di incertezza nell’elettorato di centro-sinistra
Ha tentato, senza riuscirci, di edulcorare le reali intenzioni, o meglio le possibilità di decisione della candidata sindaca del Movimento 5Stelle Virginia Raggi, ma nella sostanza delle cose, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e sub-tutor della candidata Raggi, ha fatto più danni di un elefante in una cristalleria, parlando di dichiarazioni ‘fraintese’. Purtroppo per lui e per il suo movimento, che ormai di democratico ha poco o nulla, quanto detto dalla Raggi è chiaro anche ai più disinformati delle cose politiche e ci dispiace per tutti quei militanti, simpatizzanti e singoli cittadini, che ripongono speranze in questa organizzazione politica. Chiare le sue intenzioni ed il margine di manovra politico-amministrativa. Senza un nulla osta da Milano (Casaleggio & C) o da Roma-Milano-Napoli (Direttorio pentastellato), la Raggi poco o nulla potrà decidere, quanto a nomine, avvicendamenti e squadra di governo per Roma Capitale.
 
Le brutte figure dell’elegantissimo Di Maio in difesa della candidata Sindaco di Roma
 
Purtroppo per l’elegantissimo Di Maio, le chiacchiere stanno a zero e la Raggi, se abbiamo inquadrato bene la sua dichiarazione, più che la sindachessa dei romani, sarà solo una piccola-grande pedina da muovere a seconda delle esigenze politico-mediatiche delle menti eccellenti che navigano tra Milano-Milano e Napoli-Napoli. Una candidata dimezzata e pronta a ricevere gli ordini e ad eseguirli come un ufficiale di seconda fila. Non un generale e neppure un colonnello (non ce ne vogliano i militari, ma la cosiddetta catena di comando è questa ndr), ma un semplice caporale di giornata. Non avevamo dubbi sulla reale consistenza politica della Raggi, che poco ha dimostrato nella sua prima esperienza amministrativa come consigliera di Roma Capitale nella consiliatura Marino, altrettanto poco può dimostrare nel suo curriculum carico di ‘non credevo fosse importante inserirlo’ (praticantato allo studio Previti) o altre esperienze amministrative come dirigente apicale. In queste ore faticherà, non poco, a convincere i romani, e tra questi ci sono anche io che pure l’avevo apprezzata per l’intraprendenza pre-candidatura. A guardar bene i sondaggi, soprattutto per la ‘purezza’ del movimento grillino, sembrerebbe che i romani pensino ad altro.
 
I sondaggi fanno scattare l’allarme e Grillo si precipita a Roma per due, tre giorni
 
La Raggi doveva stabilmente collocarsi al primo posto. Fino ad oggi, o meglio a ieri, i test elettorali lo confermavano, ma con percentuali in lento inesorabile ribasso. Probabilmente Grillo aveva letto anche questa possibilità, ed eccolo allora precipitarsi nella Capitale per sostenere, non in una sola giornata, ma per più giorni la sua giovane sodale. Roma, sia chiaro a tutti, è l’ultima opportunità per i pentastellati, dopo di questo ed in caso di sconfitta, cambierebbe radicalmente lo scenario politico nazionale. Ma finiamola qui con i 5 Stelle ed occupiamoci di altro. I sondaggi, gli ultimi sfornati da Izi Spa, sono devastanti per Marchini e Berlusconi. Malgrado gli sforzi mediatici e di comunicazione, le liste del centro destra (Forza Italia-Marchini, Storace e Civiche di sostegno ndr) non prendono ossigeno e non vanno oltre il 15,5%. Dinamiche più o meno analoghe per Giorgia Meloni, che fissa, in discesa la sua massima quota (24,1%) e doveva, per sperare nel ballottaggio, far registrare una inversione di tendenza in positivo, sorpassando Giachetti.
 
Giachetti scavalca la Meloni ed insidia la Raggi. Più che ottima la dote elettorale di Stefano Fassina
 
Quanto al candidato democratico, i numeri consolidano la sua posizione al 24,3%, pochi decimali in più per il vicepresidente della Camera, ma decisivi, e vedremo anche perché, per andare al ballottaggio. Più che soddisfacente l’incasso di Fassina, che doveva restare fuori dalla competizione, ma che porterebbe all’incasso un ottimo 6,2%. Fin qui i numeri congelati dai sondaggisti, che però, hanno simulato anche le intenzioni di voto degli incerti nelle varie coalizioni, o meglio tra elettori quotati nel centrodestra e nel centrosinistra. Bene, sul punto va detto che almeno un romano su tre non ha ancora scelto per chi votare, o peggio ha in mente di non recarsi alle urne. Proprio per dare qualche speranza in più a Giachetti, va detto che oltre il 55% dei cosiddetti elettori ‘disorientati’ è di sinistra ed il 29,5% di centrodestra, mentre la Raggi ed il suo movimento sembra aver fatto il pieno al primo turno.
 
Pd e Sinistra potrebbero ancora sperare di conquistare Roma. Il 55% degli elettori disorientati è di quella parte politica
 
Questo significa che per Giachetti ci sono ampi margini per recuperare e distanziare non solo la Meloni, ma anche di superare incredibilmente anche la Raggi. Una sorta di colpo di coda, ma solo una ‘vittoria di Pirro’, visto che al secondo turno Giachetti, in assenza di patti elettorali trasversali, potrebbe vedersi contro tutte le destre, compresi gli elettori di Forza Italia, Ncd e ‘marchiniani’. I numeri sono più che chiari. Se il ballottaggio fosse tra Raggi e Giachetti, la prima incasserebbe il 53%, ed il secondo il 43%. Si tratta di numeri ipotetici, di previsioni e di proiezioni, che potrebbero però essere completamente ribaltati, se ci fosse una intesa elettorale ed un accordo sul programma tra Giachetti e Sinistra Italiana e Sel, ma questo è un altro discorso…
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