Brunetta e Camusso, uniti nella lotta contro Renzi. Uno scoop di “La Stampa” tutto da ridere se non fosse il segno di una crisi profonda del giornalismo

Brunetta e Camusso, uniti nella lotta contro Renzi. Uno scoop di “La Stampa” tutto da ridere se non fosse il segno di una crisi profonda del giornalismo

Che pena leggere su La Stampa l’articolo di Ugo Magri dal titolo “La strana alleanza anti Renzi tra Forza Italia e la Cgil. Incontro Brunetta-Camusso: asse contro il Jobs Act”. Sì pena, perché dà il segno di un giornalismo che vive una dei momenti peggiori della sua storia, legato a doppia mandata al renzismo imperante. Lo scriba ha un curriculum professionale di tutto rilievo, inviato, editorialista, capo della redazione romana del quotidiano torinese. Perché spendere il suo credito in una operazione che punta a gettare fango sulla Cgil, un “inciucio” si sarebbe detto una volta, fra il leader del più grande sindacato italiano e il berlusconiano Brunetta? La risposta si trova nell’articolo stesso: “Poco importa se nel corteo degli oppositori si ritrovano in prima fila a braccetto Grillo e Salvini, Berlusconi e gli odiati pm, Camusso e Brunetta appunto. L’importante è mettere in piedi un fronte di protesta sociale che sbugiardi la propaganda renziana, ne contesti la ‘narrazione’ ottimistica e dia fiato a tutte le trombe dello scontento”.

Un’operazione squallida mentre il “gemello” Repubblica lodava Marchionne per l’accordo Fca-Google

Davvero un’operazione squallida. Lo è ancor di più se si legge la fine dell’articolo: “Avanti popolo alla riscossa”. Non c’è da meravigliarsi se simili sciocchezze si leggono sul Secolo XIX che fa capo, da un anno, al gruppo La Stampa che ora si è “gemellato” con il Gruppo Repubblica-Espresso. Non è un caso che mentre il quotidiano torinese sparlava della “strana alleanza Brunetta-Camusso”, quello di Largo Fochetti, il “gemello” tesseva le lodi di Marchionne per l’accordo firmato fra  Fca e Google per costruire insieme l’auto che si guida da sola. “Lavorare con Google – afferma l’ad – offre a Fca la possibilità di collaborare con una delle maggiori società tecnologiche al mondo per accelerare l’innovazione nell’industria automobilistica”.  Quel Marchionne che porta Fca sempre più lontano dall’Italia e che in 12 mesi ha guadagnato ben 54,5 milioni di euro, 150 mila euro al giorno e non paga le tasse nel nostro Paese.

Non una riga sull’incontro della leader Cgil al Parlamento Europeo sulla Carta dei diritti del lavoro

Ma torniamo al nostro editorialista, inviato, de La Stampa. Già che era così interessato agli incontri di Susanna Camusso poteva anche annunciare che proprio mentre usciva il suo articolo il segretario generale della Cgil si sarebbe trovato a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, per illustrare la “Carta dei diritti universali del lavoro”. Un confronto importante con i leader dei sindacati e della politica europea “anche per contrastare la crisi di valori che sta attraversando il Vecchio Continente”, ha detto Camusso.

Magri invece di far della ironia poteva anche raccontare ai suoi lettori che quella “Carta” che ha illustrato a Brunetta, è stata discussa in più di quarantamila assemblee cui hanno partecipato più di un milione  e mezzo di lavoratori. Che ora stanno raccogliendo le firme per tradurre la Carta in una legge di iniziativa popolare. Per questo  gli incontri con i gruppi parlamentari, sollecitandone l’attenzione, perché non faccia la fine di tante proposte di legge che giacciono nei cassetti di Montecitorio e di Palazzo Madama. Forse Magri non era a conoscenza di questi fatti, magari non ha neppure letto una riga della “Carta”, tutto intento come era a segnalare la “strana alleanza”.

Il feeling fra Renato e Susanna per la comune ostilità verso “il giovanotto” di Rignano

Scrive addirittura che le “nobili battaglie sindacali e socialiste c’entrano poco (anzi, nulla) con il feeling sbocciato tra Renato e Susanna. Che già si era manifestato un paio d’anni fa scandalizzando addirittura la Santanchè, e rinasce ora per la comune ostilità verso il ‘giovanotto’ di Rignano sull’Arno, bestia nera di entrambi. Nel discorso del Primo Maggio a Genova, la Camusso le ha cantate a Renzi come di più non avrebbe potuto. E tutto ciò che va di traverso al premier, Forza Italia lo appoggia senza riserve”.  Per completezza all’informazione segnaliamo al nostro scriba che se avesse letto qualche riga dell’intervento tenuto dal segretario generale della Uil, Barbagallo, le parole di Camusso sarebbe state zuccherini.  Poi fa entrare in scena Renata Polverini, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera,  che partecipa all’incontro, alla quale, scrive il Magri, “piace questa idea di risuscitare lo Statuto dei Lavoratori, di infondergli nuova linfa dopo che Renzi l’ha  ‘vampirizzato’ con il suo Jobs Act”.  E allora? Chieda conto alla  ex segretaria della Cisnal ed  ex presidente della Regione Lazio. A Brunetta ricorda il passato socialista, il ministro Brodolini, lo statuto dei lavoratori, poi il passato e  il presente berlusconiano doc, ora l’abbraccio con la Cgil. Poi la stoccata e gli rivolge un monito: “Chissà – scrive – se la prenderanno bene i padroncini del Nord Est e i cumenda della Brianza”. Forse più che ai “cumenda” lo scriba pensava a Marchionne. Lasciamo perdere, mai parlar male dei padroni-editori.

La conclusione: “Avanti popolo alla riscossa”, ironia a buon mercato

Infine alcune “perle”. Al termine del colloquio lo scriba ci dice: “è stato tutto un profluvio di reciproci complimenti. Lusingata la Camusso …”. Glielo ha detto lei? Conoscendo Susanna Camusso non lo crediamo proprio. Trattandosi di un incontro ufficiale, alla fine si sono salutati e il vicepresidente della Camera, Simone Baldelli (Forza Italia) ha ringraziato la Cgil anche a nome degli altri gruppi parlamentari.

Gran finale. Magri scrive che Brunetta replica a chi lo contesta, chi, dove, quando, non si sa, comunque leggiamo: “L’opposizione deve fare sempre il suo mestiere” è la replica di Brunetta a chi contesta le “liaisons dangereuses”,  aggiunge il Magri “con la sinistra più retro”. Intendendo la Cgil che se ne è sentita dire tante ma che faceva parte della “sinistra più retrò” forse è la prima volta. Il gran finale. “Renzi passa – dice Brunetta – i sindacati rimangono”. Magri non regge l’urto ed esplode: “Avanti popolo alla riscossa”. Ironia a buon mercato. Se non si trattasse di una cosa seria basterebbe una risata a far crollare il castello di carte.

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