Brennero. Pomeriggio di inutile guerriglia dei black bloc. 17 agenti feriti, 5 giovani arrestati e 9 in stato di fermo

Brennero. Pomeriggio di inutile guerriglia dei black bloc. 17 agenti feriti, 5 giovani arrestati e 9 in stato di fermo

Pomeriggio di guerriglia messa in atto da attivisti black bloc saliti ai 1.300 metri del valico del Brennero per dimostrare contro l’annunciata introduzione dei controlli da parte dell’Austria. Il bilancio provvisorio parla di cinque attivisti arrestati, nove in stato di fermo, quattordici poliziotti e tre carabinieri feriti, due manifestanti contusi e tanta devastazione. Pesanti danneggiamenti alla stazione ferroviaria del Brennero dove gli scontri tra black block ed anarchici (circa 400) e forze dell’ordine sono stati più duri, autostrada A22 invasa e strada statale e ferrovia bloccate. Le persone arrestate, tutte italiane, sono tre uomini e due donne e dovranno rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di armi improprie. Nel corso degli scontri i dimostranti, che hanno attaccato col volto coperto dal passamontagna, hanno lanciato contro polizia e carabinieri, bombe carte, fumogeni, sassi della massicciata, bidoni, estintori e bastoni. Tra gli oggetti sequestrati anche fionde. Inizialmente gli attivisti, che hanno manifestato sotto lo slogan “Abbattere le frontiere al Brennero e ovunque – giornata di lotta”, si erano diretti verso la frontiera con l’Austria per poi cercare di entrare all’interno del centro commerciale outlet dove diverse persone avevano cercato rifugio. Successivamente la guerriglia si è spostata in stazione. Per alcuni minuti i dimostranti sono saliti su un treno merci, poi sono stati dispersi. Un gruppo è salito sull’autostrada, un altro ha invaso i binari, bloccato un treno regionale e l’Orient Express diretto verso nord, un altro ancora ha incendiato alcuni oggetti lungo la strada statale. Dopo una lunga trattativa tra forze dell’ordine e attivisti, la tregua. I manifestanti reclamavano il rilascio di alcune persone che erano state fermate. La situazione è poi lentamente ritornata alla calma con le forze dell’ordine ha controllare il deflusso degli attivisti.

Le reazioni politiche di condanna

Il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha ribadito la necessità di “perseguire e punire con tutti i mezzi a disposizione dello stato di diritto”, coloro che oggi hanno provocato gli scontri. Una condanna recepita all’unanimità dal mondo politico. Per Emanuele Fiano (Pd), quanto accaduto “non è minimamente accettabile in un Paese democratico come il nostro” e per la deputata di Forza Italia, Daniela Santanché, “siamo ancora in balìa di questi matti che pensano di risolvere i problemi con la violenza. Questa gente va sbattuta in galera”. Il segretario della Lega, Matteo Salvini parla di “zecche rosse” riferendosi ai black bloc, mentre per il senatore azzurro, Maurizio Gasparri, è il premier Matteo Renzi “il mandante morale” di questi “teppisti”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in serata ha chiamato il capo della polizia, Alessandro Pansa, al quale ha espresso “solidarietà e vicinanza” per i 14 poliziotti e i tre carabinieri rimasti feriti negli scontri. Pansa, a sua volta, ha chiamato il questore di Bolzano, Lucio Carluccio, esprimendo vicinanza agli agenti feriti e congratulandosi per la gestione dell’ordine pubblico. In mattinata il ministro degli Interni austriaco, Wolfgang Sobotka, da Merano (Bz) dove si trovava per il congresso della Svp, aveva spiegato che “se l’Italia fa i suoi compiti, come ha promesso Alfano, non ci sarà bisogno che vengano prese misure al confine” del Brennero. “Costruire i muri – ha detto Alfano da Ventimiglia, dove ha visitato il centro d’accoglienza per i migranti – ci riporta indietro ai tempi della guerra e non della pace”.

Tissone, segretario del Silp-Cgil: “la guerriglia non c’entra nulla con chi manifesta pacificamente con pieno diritto”

Quella di oggi al Brennero è stata “un’altra pesante giornata per le forze di Polizia impegnate in una non facile opera di contenimento nei confronti di centinaia di manifestanti che, spostandosi continuamente, hanno messo a dura prova il dispositivo di ordine pubblico”. È quanto sottolinea in una nota il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone. “Le azioni di vera e propria guerriglia urbana messe oggi in atto da centinaia di manifestanti di diverse nazionalità – aggiunge Tissone – oltre ad aver causato diversi feriti tra le forze dell’ordine, fotografi e giornalisti con danni che hanno riguardato anche veicoli della Polizia, nulla hanno a che vedere con chi si batte per l’eguaglianza, l’accoglienza o la solidarietà e, per questo, sono totalmente inaccettabili. Auspichiamo che i fermi odierni, come l’attività di intelligence compresa quella della magistratura – conclude il segretario del Silp Cgil – portino, al più presto, all’identificazione di chi si è reso responsabile di una simile violenza dall’ideazione fino alla sua esecuzione”.

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