Siria. Distrutto dalle bombe ospedale pediatrico di Aleppo supportato da MSF. Almeno 14 le vittime, tra le quali tre medici. Il mondo s’indigna, ma resta immobile

Siria. Distrutto dalle bombe ospedale pediatrico di Aleppo supportato da MSF. Almeno 14 le vittime, tra le quali tre medici. Il mondo s’indigna, ma resta immobile

“Nel bombardamento dell’ospedale di Al-Quds ad Aleppo, supportato da Medici senza frontiere (Msf), sono morte almeno 14 persone tra cui almeno due medici. Secondo quanto riferito dallo staff sul posto, l’ospedale è stato distrutto ieri notte da almeno un attacco aereo che ha colpito direttamente l’edificio riducendolo in macerie. Ulteriori attacchi aerei hanno colpito diverse aree vicine all’ospedale”. Questo l’ultimo aggiornamento diffuso da Medici senza frontiere in una nota sul bombardamento dell’ospedale di Aleppo, che l’ong “condanna” e definisce “vergognoso”, tramite le dichiarazioni di Muskilda Zancada, capomissione dell’Organizzazione in Siria. “Questo devastante attacco – ha aggiunto Zancada – ha distrutto un ospedale vitale per Aleppo, che era anche il principale centro pediatrico dell’area. Dov’è l’indignazione di chi ha il potere e il dovere di fermare questo massacro?”.

Zancada ricorda poi i medici periti nell’attacco, che lavoravano “con dedizione e impegno, in condizioni inimmaginabili, senza mai vacillare, dall’inizio di questo sanguinoso conflitto”. La loro morte “rafforza questa tragedia”. L’ong internazionale, che donava forniture mediche a questo ospedale dal 2012, ricorda che la terribile situazione vissuta dagli abitanti di Aleppo “era critica anche prima di questo attacco. Circa 250.000 persone si trovano ancora nella città – posta sulla linea del fronte del conflitto – pertanto ha visto un drammatico aumento di bombardamenti, attacchi e vittime nelle ultime settimane. C’è solo una strada – si legge ancora nella nota – per entrare e uscire dalle aree non controllate dal governo. Se anche questa venisse interrotta, Aleppo si troverebbe sotto assedio”. “Nell’ultima settimana – scrive Msf – diverse altre strutture mediche sono state attaccate e distrutte ad Aleppo e cinque soccorritori della Difesa civile siriana sono stati uccisi”. Altri ospedali – tra cui 7 supportati da Msf – sono stati distrutti sia a nord che a sud dall’inizio del 2016, “dove sono morte 42 persone di cui almeno 16 tra il personale medico”, conclude il comunicato.

La condanna di Save the Children

L’organizzazione non governativa Save the Children ha condannato “fermamente” il bombardamento avvenuto ieri sera contro l’ospedale di Aleppo, nel nord della Siria. In un comunicato diffuso oggi l’organizzazione sottolinea come il bombardamento dell’ospedale coincida “con l’ultimo altalenante ciclo di colloqui di pace, mentre la cessazione delle ostilità concordata nel mese di febbraio si sta sgretolando in un bagno di sangue”. Le organizzazioni partner di Save the Children presenti nella zona, si legge nella nota, hanno riferito di bombardamenti pressoché costanti questa settimana. “Sono necessarie azioni urgenti per salvare i piccoli ma fondamentali progressi raggiunti negli ultimi mesi”, sostiene Save the Children, denunciando che nell’attacco sarebbero stati uccisi diversi bambini e l’unico pediatra rimasto nella zona, insieme ad altro personale medico e civili. “Bombardare ospedali che hanno in cura dei bambini malati è un atto spregevole. Quest’ultimo attacco priverà migliaia di persone di assistenza sanitaria essenziale, proprio nel momento in cui le loro case e quartieri sono stati distrutti da una nuova ondata di bombardamenti”, ha dichiarato Sonia Khush, direttore generale di Save the Children in Siria. L’organizzazione ha quindi esortato le parti in conflitto a porre fine alla distruzione di ospedali, strutture sanitarie e altre infrastrutture civili, come le scuole. L’organizzazione chiede infine alla comunità internazionale e alle parti in conflitto di “garantire che l’attuale ciclo di negoziati di pace non fallisca e di tornare a una piena cessazione delle ostilità”.

La vicenda discussa nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu (che resta immobile)

Il capo delle operazioni umanitarie dell’Onu ha chiesto alle grandi potenze di salvare il cessate il fuoco in Siria e di porre fine “all’enorme sofferenza umana” che ha privato milioni di persone di cibo e medicinali. “Dobbiamo tutti vergognarci del fatto che ciò accada davanti ai nostri occhi”, ha detto Stephen O’Brien davanti al Consiglio di sicurezza in una riunione dedicata alla crisi umanitaria nel Paese dopo cinque anni di guerra civile. Ieri l’inviato Onu per la Siria Staffan de Mistura ha detto al consiglio che la tregua che ha consentito ai convogli umanitari di raggiungere i civili affamati è appesa a un filo. Riecheggiando l’appello di De Mistura, O’Brien ha chiesto di salvare il cessate il fuoco in vigore del 27 febbraio, messo a dura prova dalla ripresa degli scontri di queste ultime settimane. “Non si può sprecare l’opportunità offerta dai negoziati di Ginevra e dalla cessazione delle ostilità per porre fine a un’enorme sofferenza umana” ha detto il sottosegretario generale Onu per gli affari umanitari. “Il mondo e il popolo siriano ne hanno bisogno. Hanno bisogno della vostra azione”.

Il regime siriano smentisce

Il regime siriano ha smentito che la sua aviazione militare abbia bombardato l’ospedale supportato da Medici senza frontiere ad Aleppo. “Non esiste alcun fondamento di verità nelle notizie fatte circolare dai canali complici del crimine di spargere il sangue siriano, secondo le quali l’aviazione avrebbe preso di mira un ospedale nel quartiere al Sukkary nella città di Aleppo”, ha detto, citato dall’agenzia stampa ufficiale Sana, una fonte militare secondo la quale “queste accuse sono solo un tentativo per coprire i crimini perpetrati dai terroristi contro i cittadini”.

L’opposizione al regime accusa i jet russi

L’opposizione siriana accusa il governo e la Russia, sua alleata, di distruggere la fragile tregua in vigore dal 27 febbraio con raid aerei che prendono di mira anche civili e ospedali nel nord della Siria. Anas al-Abdeh, capo della Coalizione nazionale siriana, ha detto all’agenzia Associated Press che l’aviazione russa continua a “commettere crimini e massacri in Siria, in particolare a Idlib e nella città di Aleppo”. Il dirigente dell’opposizione ha aggiunto di avere ricevuto notizie secondo le quali gli ultimi bombardamenti su Aleppo potrebbero essere stati compiuti da jet russi, oltre che siriani. Attivisti sul terreno hanno accusato oggi l’aviazione governativa di avere bombardato un ospedale da campo gestito da Medici senza Frontiere e alcuni edifici adiacenti, provocando una trentina di vittime civili.

Il nostro ministro degli esteri, Gentiloni, preoccupato

In una nota molto burocratica, il ministro Gentiloni si dice preoccupato per la grave recrudescenza delle violenze in Siria, ed in particolare per i bombardamenti aerei indiscriminati da parte del regime che stanno mettendo a rischio la tenuta della cessazione delle ostilità. Si legge che egli “È altresì preoccupato per il perdurare di drammatiche condizioni umanitarie in alcune aree sotto assedio da parte del regime”. E sostiene che “In linea con le valutazioni dell’Inviato Speciale de Mistura, è opportuno un rilancio dell’azione del Gruppo di supporto internazionale per la Siria (ISSG) a sostegno di un effettivo riconsolidamento della tregua e di un pieno e libero accesso degli aiuti umanitari, in linea con le conclusioni della riunione ISSG di Monaco del febbraio scorso, onde creare condizioni favorevoli per una fattiva ripresa dei negoziati politici intra-siriani a Ginevra nelle prossime settimane”. Il ministro Gentiloni, si legge ancora nella nota, “ha confermato il pieno sostegno agli sforzi dell’Inviato Speciale de Mistura per promuovere una transizione politica in linea con il Comunicato di Ginevra e la Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’impegno a rafforzare ulteriormente il ruolo ed i risultati delle Task Force dell’ISSG sulla cessazione delle ostilità e sulle questioni umanitarie, operanti a Ginevra, cui l’Italia partecipa attivamente”.

Altri scontri, altre decine di morti ad Aleppo

Intanto, è di almeno 64 morti il bilancio di scontri tra i ribelli siriani e le forze curde nel nord della provincia di Aleppo, nella Siria settentrionale. A fornire il bilancio è l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Gli scontri sono esplosi nella notte, quando i ribelli hanno tentato di conquistare la città di Tal Rifaat in mano ai curdi. Nel dettaglio, riferiscono gli attivisti, sono 53 i ribelli uccisi e 11 i membri del Consiglio siriano democratico, alleanza curda.

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