Santa Maria Capua Vetere. Corruzione, mazzette, mafia. Indagato presidente Pd campano. Renzi: resta la presunzione di innocenza ma lo dimette subito. Arrestato ex sindaco e altri otto

Santa Maria Capua Vetere. Corruzione, mazzette, mafia. Indagato presidente Pd campano. Renzi: resta la presunzione di innocenza ma lo dimette subito. Arrestato ex sindaco e altri otto

Una pesante tegola sulla testa del Pd. Arrestato, in seguito ad una inchiesta sugli appalti, l’ex sindaco del Comune di Santa Maria  Capua Vetere, Biagio Di Muro, eletto con il sostegno del Pd e del centrosinistra. Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, Stefano Graziano presidente del Pd campano e  dell’assemblea regionale campana. Il reato che gli viene contestato è contenuto in un decreto di perquisizione che riguarda le sue abitazioni di Roma e di Teverola, provincia di Caserta e il suo ufficio di consigliere regionale al Centro direzionale di Napoli. Graziano si è dimesso  da  ambedue gli incarichi. Interviene  il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini: “Sulle notizie che arrivano da Caserta – dice – ci auguriamo che si faccia chiarezza al più presto, che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto” e afferma la “sua totale fiducia nella magistratura”. Sarebbe facile, come sparare sulla croce rossa, ricordare i toni dei massimi dirigenti del Pd estremamente polemici nei confronti del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo.

Dal Nazareno: “il Pd non deve essere coinvolto”. Le visite elettorali del premier nel napoletano

Non lo facciamo anche perché è stato proprio Renzi Matteo a sollecitare le dimissioni del dirigente del Pd campano. Quel Renzi che a più riprese ha accusato i magistrati di emettere una condanna ancor prima dei processi. Vale la presunzione di innocenza, riferiscono le agenzie di stampa, ribadita dal Nazareno, leggi esponenti del Pd, ma  Renzi, molto adirato, si è mosso in prima persona. “Non ha voluto mantenere ombre”, dicono i soliti suoi collaboratori. In realtà come poi vedremo anche da altre dichiarazioni di esponenti del Pd appare chiaro il tentativo di “mollare” il presidente del Pd campano. La parola d’ordine che parte dal Nazareno è: “il Pd non deve essere coinvolto”. Parole che, in primo luogo, sono rivolte a Graziano. Proprio in questi ultimi tempi il premier si è recato in visita a Napoli,  ha firmato un patto con la Regione Campania, visite elettorali. Non ci voleva proprio un colpo come questo. La vicenda ha dimensioni inquietanti. Nove gli arresti a partire dall’ex sindaco Di Muro che ha mantenuto l’incarico fino a dicembre dell’anno passato e dall’imprenditore del settore della ristorazione, Alessandro Zagaria, 30 anni, nessuna parentela con il boss Michele, l’unico però che deve rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso. Altri sette indagati tra funzionari comunali e professionisti sono agli arresti domiciliari. I reati ipotizzati a vario titolo vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta e falso ideologico. Ipotizzata anche l’aggravante di aver agevolato la criminalità organizzata e in particolare il clan camorristico dei Casalesi. Il padre di Di Muro, noto democristiano, ricordano nel comune del casertano, fu condannato per tangenti e gli fu confiscato lo storico palazzo Teti Maffuccini, che ospitò anche Giuseppe Garibaldi. Ed ora, proprio intorno al restauro di quel palazzo, si scopre il giro di mazzette che travolge suo figlio.

L’intercettazione di un colloquio fra l’ex sindaco e un imprenditore chiama in causa il Pd Graziano

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dal Nucleo regionale di  polizia tributaria della Guardia di finanza e dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta. Una intercettazione di un colloquio fra Di Muro e Zagaria ha  chiamato in causa  Graziano. Da qui le perquisizioni nei suoi confronti con la convinzione che  il presidente del Pd campano abbia chiesto e ottenuto appoggi elettorali in riferimento alle ultime consultazioni per l’elezione del consiglio regionale. Graziano  sarebbe stato “punto di riferimento politico e amministrativo” del clan Zagaria. Nei colloqui intercettati si faceva riferimento all’appoggio elettorale che occorreva garantire a Graziano. Quest’ultimo si sarebbe attivato – ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda – per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti Maffuccini. Stefano Graziano si dichiara “totalmente estraneo” e afferma: “Nell’esprimere la massima fiducia nell’operato della magistratura, con grande sofferenza, comunico la mia autosospensione dal Partito ​d​emocratico in attesa di chiarire, al di là di ogni anche generico sospetto, la mia posizione​”. Chiede di essere interrogato al più presto .

Civati: Grave l’ennesima inchiesta che collega il mondo degli appalti ai clan mafiosi

Molti gli interventi di esponenti politici a partire da quello di Pippo Civati, deputato di Possibile: “In un momento tanto delicato per Napoli e la Campania – afferma – con una nuova guerra di camorra in atto che sta lasciando per le strade morti e un diffuso senso di impotenza tra i cittadini, appare assai grave l’ennesima inchiesta che collega il mondo degli appalti, il clan dei Casalesi ed esponenti di spicco della politica locale. La presunzione d’innocenza è doverosa, ma non si può non rilevare la gravità del coinvolgimento del presidente del Pd campano Stefano Graziano nell’indagine coordinata dalla  direzione distrettuale antimafia di Napoli”.

Capacchione (senatrice Pd). Arrembaggio al Pd campano di affaristi senza scrupoli e collusi

Rosaria Capacchione, senatrice del Pd: “Che il Partito Democratico della Campania fosse diventato oggetto di un arrembaggio piratesco da parte di affaristi privi di scrupoli e collusi è cosa che abbiamo denunciato da molto tempo. Fa male vedere che, purtroppo, un’indagine giudiziaria conferma quelle preoccupazioni; indagine che colpisce anche il presidente regionale del Pd, Stefano Graziano. Siamo certi – continua – che riuscirà in tempi rapidi a dimostrare la sua distanza da certi ambienti, che hanno inquinato e continuano a inquinare la provincia di Caserta e il Mezzogiorno. Ma ritengo che sia opportuno un suo passo indietro dalla presidenza dell’assemblea regionale – conclude Capacchione – perché possa chiarire al più presto la sua posizione, nel rispetto dello spirito dei codici deontologici che ispirano la natura stessa e la ragione d’essere del Partito Democratico”.

Di Lello (deputato socialista nel Pd). Chi è sotto indagine si difenda nel processo senza coinvolgere partito e istituzioni

“È una brutta notizia, con accuse molto gravi. Mi auguro sinceramente – dice Marcello Di Lello, deputato socialista del Pd, segretario dell’Antimafia – che Stefano Graziano possa dimostrarne l’infondatezza. Come è noto io sono un garantista: l’informazione di garanzia non è condanna ma uno strumento a tutela dell’indagato. Detto questo, do per scontato che chi è sotto indagine debba difendersi nel processo senza coinvolgere il partito e le istituzioni. E, conoscendo Graziano  persona che stimo, sono convinto che lo farà”.

Di Maio (5 stelle). Fino all’anno scorso era consulente del governo Renzi

Dal fronte delle opposizioni uno dei primi interventi è quello di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e leader del Movimento 5 stelle, che scrive su Facebook: “Il presidente del Partito democratico campano è indagato per camorra. Piccolo dettaglio: fino all’anno scorso era anche consulente del governo Renzi. Vi prego liberiamo l’Italia”.

Share

Leave a Reply