Roma. La grande corsa al Campidoglio vede spuntare Marchini come ‘Cavaliere’ delle Destre

Roma. La grande corsa al Campidoglio vede spuntare Marchini come ‘Cavaliere’ delle Destre

Marasma nel centrodestra o solo un gioco delle parti? Probabilmente è più certa la seconda ipotesi che non la prima. Al netto dell’ormai quasi ex candidatura Bertolaso, che sarebbe destinato a fare la fine dell’ex allenatore del Milan Sinisa Mihajlovic, defenestrato da Berlusconi in piena corsa, un gran movimento si registra nelle segrete stanze di quella che era la straordinaria macchina da guerra costruita dall’ex Cavaliere. Quello che è certo è che uno tra la Meloni e Marchini saranno chiamati a difendere quel che resta della Casa delle Libertà: Popolo delle Libertà; nuova Forza Italia; Fratelli d’Italia/An; la destra (Storace) e poi, a seguire tutto l’universo post fascista e convintamente fascista dei movimenti satelliti di questo pianeta vicino all’implosione. Berlusconi non vuole perdere la partita prima di iniziarla, ed allora dovrà, obtorto collo, mettersi al tavolo faccia a faccia con Salvini e Meloni, ed in disparte, non osservato e mai pubblicamente, con Alfio (Arfio) Marchini. È nostra opinione pensare che a correre, più che in due sia uno solo. I rumors, e forse potremmo anche clamorosamente sbagliare nelle nostre considerazioni, danno infatti quasi per certo un cambio di rotta, più o meno condiviso su Marchini.

Bertolaso e la Meloni, due scenari futuri in una sola partita

Per Bertolaso, costretto alla rinuncia (e poi spiegheremo perché) resterebbero aperte le porte, nel futuro prossimo, per uno scranno parlamentare ed in caso di vittoria alle prossime politiche, un ministero di rango. Ma resta da analizzare il futuro della Meloni, che vorrebbe per sé un ruolo apicale ed operativo di primissimo piano. È chiaro che la partita che si gioca nelle destre è tutta tra Salvini e la Meloni, la loro leadership nel movimento sembra ormai tutta sbilanciata verso il leder della Lega, ed ecco allora la sorpresa: Meloni si tira indietro dalla corsa al Campidoglio, e si prepara a correre per la poltrona di governatrice del Lazio. In questa competizione le chances sarebbero certamente molte di più rispetto a quelle che oggi ha nella corsa al Campidoglio. Molti dei bene informati disegnano questo scenario, che sarebbe decisamente meno apocalittico per l’ex Cavaliere e con qualche possibilità in più per l’esausta coalizione delle Destre. Ma quando sarà chiarita, definitivamente, la ‘scena del delitto’?

I sondaggi colorano di bianco il volto di Berlusconi

Già gli ultimi sondaggi hanno colorato di bianco il volto di Berlusconi, con la nuova Forza Italia, neppure lontana parente degli ‘Azzurri’ che dalla fine dello scorso secolo e fino ai primi 6-8 anni del nuovo, incassavano milioni di consensi, non si può andare oltre il 10%. Un dato più che preoccupante, forse disastroso, per quelle che sono le residue ambizioni dell’anziano leader. Tutto, comunque, potrebbe decidersi nella giornata di martedì 19 aprile (mettetelo in agenda) quando la sondaggista più apprezzata dall’ex Cavaliere, Alessandra Ghisleri, diffonderà le ultime rilevazioni. Solo dopo la lettura di quei numeri, Berlusconi potrebbe essere costretto a ‘liberare’ Bertolaso per le sue missioni umanitarie in Africa.

Anche Renzi rischia molto dall’implosione della ventennale esperienza di governo del Centrosinistra

C’è poi da dire che la partita potrebbe rivelarsi devastante anche per il presidente del Consiglio Renzi, che si è intestato la candidatura Giachetti e che, dopo le Primarie, non può più mollarla. Per lui l’unica alternativa possibile è la creazione di una lista civica, di rutelliana e veltroniana memoria, in grado di incassare consensi nell’area moderata dell’elettorato. A sinistra, ormai, tutto è intestato a Fassina, a Sinistra Italiana ed a Sel, e dopo l’ultima sfida del Referendum sulle trivelle, sembra decisamente impossibile ricostruire un ponte, tra la sinistra ed il premier-segretario. Il rischio per il premier-segretario è altissimo, visto che viene di fatto cancellata l’esperienza ventennale, con la sola interruzione della devastante consiliatura Alemanno, del centrosinistra. Per altro, Renzi nella Capitale non ha neppure il paracadute ‘alfaniano’ che, come è tradizione dei post democristiani di destra, usa la politica dei due forni: al governo nazionale con quel che resta del centrosinistra, e nella Capitale del Paese, con Marchini & c.

A Giachetti consegnata la lista del Pd, mentre si compone la civica. Poi tutto all’antimafia

Intanto sono state consegnate, le liste del Pd al candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti, che contemporaneamente sta già lavorando alla sua lista civica. Nelle intenzioni del vicepresidente della Camera, c’è la volontà di mettere in rete tutte le liste che lo appoggeranno. Dopo una verifica personale e del suo staff sulla qualità delle donne e degli uomini che comporranno le liste, tutto sarà passato al setaccio della Commissione antimafia, e solo dopo la certificazione, Giachetti firmerà il ‘nulla osta’.

La Raggi vola a Milano per ricevere il ‘timbro’ di Casaleggio jr

Sempre nella giornata di lunedì 18, volo a Milano della candidata 5 Stelle Virginia Raggi. Per quel partito-movimento, sembra essere già segnata e consolidata la leadership, visto che al padre si sostituisce il figlio, ma sempre un Casaleggio sarà a decidere. “Volevo confrontarmi con lui sullo stato dell’arte – ha detto la Raggi alla fine dell’incontro – è normale perché ci stiamo preparando a fare una cosa grandissima: quella di vincere a Roma. Il nostro obiettivo è vincere per Gianroberto (Casaleggio ndr)”. Poi la Raggi ha tenuto a precisare di “non essere andata a Milano per prendere ordini”. Dunque solo una conoscenza con il futuro leader? A pensarla come Andreotti sarebbe già poca cosa: “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina”, con buona pace per l’avvocato Raggi.

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