Roma, inaugurazione “Triumphs and Laments”: il racconto secolare per immagini di William Kentridge sulle sponde del Tevere

Roma, inaugurazione “Triumphs and Laments”: il racconto secolare per immagini di William Kentridge sulle sponde del Tevere

Roma “Caput Mundi”, Capitale d’Italia, centro della cultura, dell’arte e della bellezza, ospiterà a partire da aprile una vera e propria narrazione per immagini a cielo aperto, volta a celebrarne la grandezza, che avrà luogo tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto, sull’imponente muraglione destro del fiume Tevere. L’opera, dal titolo “Triumphs and Laments”, è stata promossa dall’associazione Tevereterno Onlus ed è realizzata per mano dell’artista sudamericano William Kentridge, che ancora sta completando gli ultimi ritocchi. L’Associazione e il Municipio Roma 1 ha annunciato l’inizio dei lavori l’8 marzo scorso, mentre l’inaugurazione ufficiale avverrà il 21 aprile, in occasione del Natale di Roma.

Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare le vicende attraverso più di 80 disegni, alti fino a 10 metri, di figure mitologiche, di imprese storiche ed eroiche, citazioni ai quadri di Goya e di Mantegna e ispirazioni tratte dalla storia romana del Novecento, come la stagione della Dolce Vita, l’assassinio di Aldo Moro. Tutti insieme lì, fermi nel tempo e fissi nelle memoria, a rappresentare una grande immagine corale lungo il Tevere secolare, testimone tacito di vicende che ora prendono vita, rompendo il silenzio ed esplodendo davanti agli occhi di chi le osserva. I lavori sono iniziati mesi fa, ma ormai manca pochissimo perché vengano completati.

Nel rispetto dell’antichità dei muraglioni l’artista ha utilizzato tecniche speciali, facendo uso soprattutto dello stencil. Applicando la forma desiderata alla parete si è poi servito di idranti per ripulire le parti di travertino, in modo da far spiccare in contrasto la figura desiderata: il colore nero è dovuto quindi allo smog rimasto nascosto dallo stencil e il bianco al travertino ripulito. Tale tecnica garantisce il rispetto dei materiali originari, non facendo uso di vernici o di altri prodotti chimici, ma non permette all’opera di resistere a lungo contro gli agenti atmosferici, l’inquinamento, che continuerà a depositarsi sulla parte, e quanto altro. La durata dell’opera, infatti, come è stato sin dall’inizio annunciato da Kentridge, è incerta ed è influenzata da diverse variabili: il tempo stimato è di 6/7 anni, prima che lo smog la cancelli per sempre.

“Ogni trionfo ha sempre portato con sé anche dolore, perdite, lesioni”, parla l’artista riferendosi al titolo scelto per l’opera e, in generale, alle difficoltà della vita, come nel suo caso la dura lotta che ha dovuto sostenere in Africa contro l’apartheid.

William Kentridge, artista con alle spalle una carriera più che trentennale nel panorama dell’arte, sin dall’inizio della sua attività si è sempre prefissato il nobile scopo di portare a far conoscere nel mondo le sue proposte di lavoro e i suoi modi di dare forma ed espressione alle idee, ai sogni, in una concezione nuova del fare arte, perlopiù esercitata con lo street art. Un lavoro creativo basato su elementi semplici e materiali poveri ed economici, tipici della tradizione del disegno: in questo sta anche la sua originalità.

“Il disegno è pre verbale, istantaneo, irriflesso. L’immediatezza di pensare per disegni è fondamentale per me”, afferma.

D’ora in avanti anche Roma avrà di che essere orgogliosa mostrando al mondo un  autentico capolavoro firmato da un artista di così alto calibro.

L’appuntamento per l’inaugurazione di “Triumphs and Laments” è per il 21 aprile con un programma teatrale live, gratis ed aperto al pubblico, eseguito il alle 20:30, che replicherà anche il 22 Aprile, alle 20:30 e alle 22:30.

 

Share

Leave a Reply