Roma in Festival, aprono le porte d’Oriente: tre quarti del mondo in un viaggio solo. Cibo, musica, allegrie e tanto altro

Roma in Festival, aprono le porte d’Oriente: tre quarti del mondo in un viaggio solo. Cibo, musica, allegrie e tanto altro

Roma si tinge di allegria. Si rinnova l’appuntamento attesissimo dei Festival nella capitale: ben cinque quest’anno, organizzati in contemporanea, dal 22 al 25 aprile – dal 29 aprile al 1 maggio – dal 6 all’8 maggio, per davvero tutti i gusti: il Festival dell’Oriente, il Festival dell’America Latina, il Festival delle Arti Marziali, il Festival irlandese e persino l’Holi Festival, ospitati tutti nella stessa struttura del complesso di Fiera di Roma, visitabili con biglietto unico al costo totale di 12 euro.

Tre quarti del mondo in un viaggio solo. Un’avventura unica all’insegna della curiosità, dell’apertura culturale e spirituale, della condivisione e della bellezza di vivere esperienze nuove. A contatto con il diverso si ottiene un arricchimento personale senza pari, alla base dello spirito che anima le iniziative. Porte d’accesso su mondi paralleli che permettono di viaggiare dall’Asia all’Africa nell’arco di pochi passi, dall’America Latina all’europea Irlanda, passando attraverso l’Holi Festival, nel segno dei colori e del Peace&Love.

Cibo, musica e allegria si intrecciano all’unisono, sprigionando una forza coinvolgente che trascina tutti i partecipanti, con la gioia dello stare insieme e del divertimento.

All’interno della Fiera di Roma si accede alle cinque aree direttamente. I Festival sono infatti allestiti all’interno di padiglioni vicini e collegati tra loro: non resta che scegliere dal quale iniziare!

Spettacoli, bancarelle, oasi del benessere e del buon cibo, curiosità e tanto divertimento

Il Festival dell’Oriente, il più longevo, giunto alla sua 18esima edizione, regala l’emozione di spettacoli dal vivo, la conoscenza di antichi saperi e sapori orientali, la sensazione dei colori e dei profumi di terre lontane, offrendo un contatto ravvicinato con i diversi universi che lo rappresentano.

È possibile seguire gli spettacoli dalle sedute di fronte ai palchi, calcati dai più importanti artisti del mondo che si cimentano nelle arti orientali, che vengono eseguiti a ripetizione senza sosta: ballo, danza, canto ed anche arti marziali. A partire dalla cerimonia del tè acrobatica, con le teiere dal “becco lungo”, eseguita da un maestro cinese, fino alla leggiadria delle danzatrici cinesi e alla spiritualità dei “poteri dell’acqua”. E ancora, i ballerini indiani di Bollywood della compagnia “San Sinc Dance Company”, tra le più prestigiose al mondo, con scuole in Spagna ed anche in Italia; la “danza delle aquile”; la danza delle giovani dell’Isola di Giacarta; una cantante lirica cinese; il merengue e il tango al Festival dell’America Latina e tanto altro.

Per i collezionisti, gli amanti delle chincaglierie, degli oggetti particolari e delle curiosità c’è materiale a volontà. In tutti e cinque i Festival potranno trovare una infinità di bancarelle dedicate, che vendono dal cibo agli abiti, dalle armi ai minerali: frutta secca africana e sudamericana, cioccolato, caffè, spezie, tè alla menta marocchino, kimono, ombrellini e ventagli giapponesi, katane, sale rosa himalayano, cashmere del Nepal, campane e gong tibetani, le maschere del dio elefante Ganesh, oreficeria artigianale… e ancora, gadget e portafortuna, borse e portafogli in pelle, teli africani, cuscini etnici, i cosiddetti “acchiappasogni”, teiere cinesi e servizi da tè, mobilia e statuette, tappeti, bacchette, bonsai, strumenti musicali, candele e incensi profumati, scritte del nome in diverse lingue, tatuaggi all’hennè e tanto altro.

Una sezione dedicata anche alla salute e al benessere con interi stand di prodotti, allestiti per l’occasione: tisane thailandesi, creme per il corpo, ritrovati di ultima generazione per il benessere personale, manuali e libri in vendita sull’argomento. Inoltre, anche aree per massaggi shatzu e rilassanti a pagamento gestiti da personale qualificato.

Per una piccola pausa dal giro ci si può fermare nelle oasi di ristorazione, scegliendo tra una vasta gamma di cucine tipiche: marocchina, indiana, cinese, giapponese e thailandese, degustando le pietanze in luoghi magici, come nel caso dei due ristoranti indiani che per l’occasione hanno allestito chioschetti con tende e tavoli in stile etnico e ancora il ristorante marocchino che mette a disposizione uno spazio per fumare narghilè, seduti su morbidi pouf e cuscini di paillettes, ricreando delle atmosferiche uniche. Al Festival irlandese, a regnare è il verde, che albeggia in ogni dove nell’arredamento del padiglione. Le parole chiave sono: divertimento e musica. Si usufruisce di panche e tavolini per degustare in allegria birra e hot dog, fish and chips, hamburger e quanto altro a suon di musica celtica, cornamuse, tamburi e tamburelli, trascinando i presenti in balli scatenati e danze tipiche.

A disposizione anche degli sfondi, in giro per i padiglioni, raffiguranti icone celebri, come per esempio le piramidi nell’area egiziana, dove poter dilettarsi a scattare fotografie creative, e la presenza anche di riproduzioni in cartapesta di monumenti simbolici di determinati luoghi, come nel caso del Festival Irlandese con un’area antecedente al palco dedicata a Stonehenge e ai Celti, con la croce, le tende tradizionali, le armi e i figuranti in costume. E ancora, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, Buddha, la tenda tibetana, i dragoni cinesi e tanti altri.

Mestieri e artigianato: dimostrazioni in diretta

Un’attenzione particolare è riservata ai mestieri artigianali e manuali con esempi e dimostrazioni live effettuate da esperti del settore: la lavorazione dell’argilla al tornio, il ricamo, l’intaglio della frutta, dai più comuni ai più ricercati, come ad esempio la tecnica meditativa tibetana della “mandala” che consiste nel decorare con il sale colorato, sparato sulla superficie attraverso uno strumento stretto e lungo sul quale si soffia. I granelli si depositano sul piano, fissati con sostanze specifiche. “Mandala” significa “essenza” letteralmente e vi è un rito tradizionale tibetano attorno che consiste nel mettere dell’acqua in sette “chorten” (“ciotole” a cui viene dato questo nome che in sanscrito significa “fondamento dell’offerta”) al sorgere del sole, nel corso della giornata l’acqua evapora e ciò che ne resta viene versato sui fiori come offerta.

“Questa pratica indica il non attaccamento alle cose materiali, simbolo di mente illuminata, di sacrificio e di offerta al prossimo”, spiega il monaco buddhista all’interno dello stand dalle sembianze di un tempio, ricreato per l’occasione.

Visitatore 2.0: da spettatore a partecipante

Una straordinaria interattività vige in tutti i padiglioni con iniziative che coinvolgono in prima persona il visitatore, in versione 2.0, invitandolo a cimentarsi nelle diverse discipline proposte: dalle arti marziali ai balli, con ampi spazi riservati alle varie attività, con maestri ed istruttori pronti a dare consigli e ad insegnare le basi. In più, conferenze, laboratori e convegni su temi specifici per approfondire tanti argomenti e togliersi qualche curiosità.

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