Roma Capitale. I sondaggi premiano, per ora, Raggi e Meloni. Ma girato l’angolo restano tutti in corsa

Roma Capitale. I sondaggi premiano, per ora, Raggi e Meloni. Ma girato l’angolo restano tutti in corsa
Al netto di possibili cedimenti provocati dal caso Hrg e dal suo ruolo di presidente ‘delegata’ dallo Studio Legale Sammarco, Virginia Raggi, secondo uno degli ultimi sondaggi resi noti in queste ore, sarebbe in testa con ampio vantaggio, su tutti gli altri sfidanti. Va detto, però, che la raccolta delle intenzioni di voto, è stata fatta prima che la tegola delle mancate informazioni sul curriculum della candidata pentastellata, fosse di dominio pubblico ed ancor prima del netto cambio di strategia del candidato del Pd Giachetti, che ha di fatto abbandonato il terreno scosceso e pieno di insidie e soprattutto senza risultati, dell’attacco frontale alle due competitor più pericolose, ovvero proprio la Raggi e la Meloni.
Quello che però più stupisce è come Giachetti, almeno alla data del 27 aprile 2016, finirebbe escluso dal ballottaggio, visto che, sempre secondo il sondaggio Izi, reso noto questa mattina dal quotidiano la Repubblica, al secondo turno andrebbero la Raggi con il 28,2% dei consensi, la Meloni con il 24% e Giachetti con il 22,4. Indietro tutti gli altri con Bertolaso al di sotto della doppia cifra 7,4%, Marchini al 9%, Fassina con un buon 6,6% e Storace inchiodato al 2,2%. Questa la fotografia, ma quello che però fa ancora sperare il vicepresidente della Camera è il numero degli indecisi, che hanno comunque confermato che andranno a votare, anche se ancora non sanno per chi. In questo 20% potrebbe esserci la svolta per Giachetti, visto che il 40% di questo 20%, è comunque orientato a votare a sinistra, anche se non ha ancora scelto il candidato. Praticamente congelato e con poche indecisioni l’elettorato che guarda a destra, dove la partita sarebbe già fatta e le percentuali potrebbero cambiare di poco ed in alcuni casi anche scendere rispetto all’attuale rilevazione. Quanto ai 5 Stelle, difficilmente al primo turno la Raggi andrà oltre la storica percentuale definita dal sondaggio e vicina al 29%, probabilmente qualche limatura potrà essere registrata al ribasso, visto che la gran parte degli indecisi, come detto, è tutta nel campo del centrodestra e del centrosinistra.
Cosa diversa e scenari diametralmente mutati potrebbero uscire dal ballottaggio tra Raggi e Meloni, tra Raggi e Giachetti, ed in ultima analisi, anche se solo per proporla come provocazione ai nostri lettori, tra Giachetti e Meloni e tra Marchini e la Raggi. Nel primo caso, con ogni probabilità ed al netto di ulteriori infortuni dell’avvocatessa grillina, sarebbe proprio lei a conquistare la poltrona di primo cittadino di Roma Capitale. Le dinamiche dell’elettorato sono tutte a suo favore. Non è infatti assolutamente ipotizzabile una fuga dell’elettorato centrista, di centrosinistra e sinistra radicale, verso la Meloni. Tutti o quasi i voti in libera uscita di Giachetti, Fassina, dei simpatizzanti dell’ex sindaco Marino sarebbero destinati a finire nel canestro della Raggi. Scenari diversi nel confronto tra Raggi e Giachetti. In questo caso, una buona parte dell’elettorato della destra finirebbe nella pancia della Raggi, con poche briciole, forse qualche elettore di centro marchiniano, per il vicepresidente della Camera. Nella terza ipotesi, quella del ballottaggio tra Giachetti e Meloni, netto sarebbe il vantaggio per il candidato del Pd, che incasserebbe il voto moderato e centrista, buona parte o tutto quello dell’elettorato schierato con Fassina e Ignazio Marino, alcune frange di chi aveva scelto Bertolaso al primo turno. Per la Meloni sarebbe solo una difesa d’ufficio del bunker FdI-Lega da giocare successivamente nella partita con Berlusconi. Altro scenario, ma visti i numeri del sondaggio, decisamente impraticabile nella realtà, ovvero i ballottaggi tra Marchini e la Raggi, o tra Bertolaso e sempre la Raggi. Se si realizzasse questa ipotesi, tutto potrebbe finire con una vittoria per pochi punti percentuali. Decisamente favoriti  sia Marchini che Bertolaso. I voti della componente moderata del Pd potrebbero infatti cementarsi con quelli di una larga parte del centrodestra, quasi a certificare quello che ipotizzavano alcuni autorevoli organi di stampa, con la ‘storiella’ che sia Marchini che Bertolaso ed anche lo stesso Giachetti potrebbero fare carte false per imporre la sconfitta alla Raggi. Quel che è comunque certo è che la Raggi è in vantaggio su tutti gli altri competitor ed alla data del 27 aprile 2016 potrebbe anche diventare sindaco di Milano, pardon, di Roma Capitale, sempre che il giovane e supremo leader Casaleggio jr esprima il suo consenso, magari con una posta certificata.
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