Renzi in Iran. Vale più l’oro nero o i diritti umani? Il regime dei mullah primatista mondiale: in un anno 970 condanne a morte. Ne parlerà con Rouhani?

Renzi in Iran. Vale più l’oro nero o i diritti umani? Il  regime dei mullah primatista mondiale: in un anno 970 condanne a morte. Ne parlerà con Rouhani?

Vale più l’oro nero iraniano o la vita di migliaia di persone condannate a morte? La risposta dovrà darla Matteo Renzi in partenza per Teheran. Ma il programma è chiaro. La delegazione italiana guidata dal premier si reca in Iran per rendere omaggio al presidente Hassan Rouhani, restituendogli il piacere della sua visita a Roma, quando coprimmo le statue dei Musei Capitolini per non urtare la sua sensibilità. Il nudo di una statua, di cui ancora non si conosce chi dette quell’ordine, si sa solo che Palazzo Chigi qualcosa doveva sapere, imbarazza il dittatore. Non è imbarazzato, perlomeno non sembra, Renzi Matteo il quale, fanno sapere i suoi collaboratori, ha battuto tutti gli altri leader ed è il primo a recarsi in Iran dopo le sanzioni legate al dossier nucleare. È il primo e si presenta con il cappello in mano. Punta a diventare il primo partner economico. Nel nome dell’oro nero, i condannati a morte possono attendere. Anzi non attendono proprio. In quel paese i boia sono veloci.

Il programma della visita: un “cerimoniale” politico e poi gli affari, imprese in prima fila

Il programma della visita è tutto un “cerimoniale”. Martedì mattina a Teheran bilaterale con il presidente della Repubblica iraniana Rouhani, con arrivo al complesso di Sadabad. Seguirà il pranzo tra Rouhani e Renzi. Nel pomeriggio il premier italiano avrà due bilaterali: prima con l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, poi con la Guida Suprema Ali Khamenei. Si tratta della prima visita di un premier italiano dal 2001. L’ultimo a recarsi in questa veste 15 anni fa è stato Giuliano Amato, che incontrò l’allora presidente riformista Mohammad Khatami. Ci auguriamo, ma le nostre speranze sono ridotte al lumicino, visto il programma che segue il cerimoniale, che Renzi Matteo trovi il tempo per dar corso agli appelli che gli sono giunti in queste ore, fra i quali quelli di diverse associazioni da Amnesty a Nessuno Tocchi Caino. Sono i diritti umani sui quali viene richiamato il presidente del Consiglio, visto che nel corso della visita in Italia del presidente Rouhani non risulta che una sola parola in proposito sia stata detta da Renzi o da qualcuno dei suoi ministri, a proposito della escalation delle esecuzioni capitali.

Una lugubre lista di condanne a morte, bambini compresi. Appelli di Amnesty e Nessuno tocchi Caino

Sarà opportuno ricordare che nel periodo compreso tra l’inizio del 2015 e i primi tre mesi del 2016, sono state effettuate almeno 970 esecuzioni, un 21,2% in più rispetto alle 800 del 2014 e il 41,2% in più rispetto alle 687 del 2013. Almeno 60 persone sono già state giustiziate nel 2016, al 23 marzo; 28 esecuzioni sono state annunciate da fonti ufficiali iraniane, mentre 32 sono state riportate dai gruppi per i diritti umani e confermate da diverse fonti indipendenti. L’appello lanciato da Nessuno Tocchi Caino, firmato da prestigiose personalità del mondo della cultura, affronta la questione dei diritti umani, pena  di morte in primo luogo, “di cui – si scrive – il regime dei mullah è primatista mondiale”. Si invita Renzi affinché con i rappresentanti della “Repubblica islamica ponga la questione dei diritti umani che è rimasta coperta da un velo di reticenza durante la recente visita del presidente dell’Iran in Italia dove è chiaramente emerso l’auspicio formale a stabilire regolari relazioni politiche e diplomatiche e, ancor più chiaramente, l’interesse sostanziale a stabilire rapporti più propizi di cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi”. L’appello  firmato da Roberto Saviano, Susanna Tamaro, Dacia Maraini, Marco Bellocchio, Erri De Luca, Sandro Veronesi, Liliana Cavani, Raffaele La Capria, Moni Ovadia, Marco Risi, Giuliano Montaldo, Goffredo Fofi, Oliviero Toscani, Furio Colombo, Francesca D’Aloja, Francesco Patierno, Maria Grazia Chiarcossi Cerami, Aldo Forbice, Roberta Mazzoni è stato presentato in una conferenza stampa tenuta nella sede dei radicali. A Renzi si rivolge anche Gianni Ruffini, direttore generale di Amnesty International Italia, chiedendogli di  “esigere impegni contro la pena di morte”. Si ricorda che nelle condanne eseguite nel 2015 ci sono quattro minorenni e 16 donne.

Si chiede al premier di porre al presidente Rouhani il problema dei diritti umani negati

Anche Amnesty chiede a Renzi di esigere impegni contro la pena di morte. Gianni Ruffini, direttore generale di Amnesty International Italia, ha scritto al presidente del Consiglio invitandolo a manifestare alle autorità dell’Iran preoccupazione per l’incessante uso della pena di morte nel paese. “Nel 2015 in Iran sono state eseguite almeno 977 condanne a morte. Sono stati messi a morte almeno quattro minorenni al momento del reato e 16 donne”. Amnesty International ha inoltre registrato almeno 58 esecuzioni avvenute in pubblico. La maggior parte delle esecuzioni è collegata a reati di droga. Ancora: la legge iraniana anti-narcotici prevede l’obbligatorietà della pena di morte per un’ampia serie di reati, tra i quali il traffico di quantitativi superiori ai cinque chilogrammi di oppio o di 30 grammi di eroina, morfina, cocaina e altri derivati chimici. Molte sentenze capitali in Iran – spiega Amnesty – vengono emesse a seguito di processi non in linea con gli standard internazionali sul giusto processo. Non avendo avuto riscontro circa eventuali colloqui in tema di diritti umani nel corso della recente visita del presidente iraniano Rouhani a Roma, la lettera di Amnesty International Italia si chiude “rinnovando la richiesta che il governo italiano colga l’occasione per farsi promotore di un miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran, nel contesto delle relazioni bilaterali tra i due paesi”.

Speriamo che gli inviati dei media ci raccontino i crimini del regime del terrore

Se è vero che la speranza è l’ultima a morire è auspicabile che la questione dei diritti non venga completamente sacrificata sull’altare degli interessi economici e commerciali. Se leggiamo il programma della “due giorni”, la speranza è proprio ridotta al lumicino. Di più, visto il battage pubblicitario messo in piedi dallo staff di Palazzo Chigi, il quale ha fatto circolare i soliti “pizzini” elogiando il giovanotto di Rignano che ha vinto la corsa a chi arrivava primo in Iran a rendere omaggio al dittatore, difficilmente si ascolteranno parole chiare contro la pena di morte. Speriamo che gli inviati dei nostri media si comportino come durante la visita di Obama a Cuba, quando hanno dato più spazio alla questione dei diritti politici dei cubani, del dissenso, che al fatto “storico” dell’incontro fra i due leader di due Paesi che avevano interrotto le relazioni da tempo immemorabile. Ricordiamo che Obama ha potuto incontrate le “dame bianche”, i leader del dissenso. Speriamo che Renzi chieda  e ottenga la possibilità di parlare con i famigliari di qualche condannato a morte ai quali non vengono neppure dette le ragioni di tale atto.

Un via vai di missioni italiane per mettere le mani su un mercato di 80 milioni di abitanti

Dal momento in cui Rouhani è stato ospite di Palazzo Chigi è stato un via vai di missioni italiane, ministri e delegazioni di imprenditori in Iran per mettere le mani su un mercato di 80 milioni di abitanti con l’obiettivo di riconquistare il primo posto come partner commerciale di Teheran Oggi siamo secondi dietro la Germania. Stante alle previsioni si punta a tornare ai livelli di scambio precedenti le sanzioni, cioè oltre 7 miliardi di euro. Martedì sarà dedicato agli incontri con le massime cariche iraniane. Nella mattina di mercoledì Renzi parteciperà al Business Forum Iran-Italia con gli imprenditori italiani. Assieme al presidente del Consiglio ci sarà un’importante delegazione imprenditoriale, della quale farà parte anche il leader di Eni Claudio Descalzi. In concomitanza con la visita di Renzi al Forum, Saipem ha già annunciato che firmerà un altro “memorandum of understanding” con l’Iran. Dopo il forum il rientro di Renzi  in Italia. Attendiamo una dichiarazione di Renzi Matteo e di ampie cronache degli inviati italiani sulle condizioni relative alla libertà e alla democrazia in Iran, sui diritti umani, la pena di morte in cui, ripetiamo, “il regime dei mullah è primatista mondiale”.

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