Pd. Colti con le mani nel sacco. L’incontro con Verdini c’è ma non più al Nazareno. La sostanza non cambia. Speranza: una inspiegabile follia

Pd. Colti con le mani nel sacco. L’incontro con Verdini c’è ma non più al Nazareno. La sostanza non cambia. Speranza: una inspiegabile follia

Colti con le mani nel sacco quelli del Pd fanno gli indifferenti. Verdini? Ala? Ma sì li vediamo, cosa c’è di strano, un normale incontro per un confronto sulla agenda dei prossimi impegni parlamentari. Così Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, smentisce che l’incontro si svolga al Nazareno, la sede dei Democratici dove fu siglato il patto con Berlusconi. Una smentita e una conferma. Niente Nazareno perché quando qualche “vocina” di Ala ha messo in circolo la notizia ed ha fatto sapere che si sarebbe discusso il rapporto fra Pd e Ala nelle aule parlamentari, per essere più chiari l’appoggio esterno al governo di Renzi Matteo. Esponenti della minoranza del Pd, a partire da Roberto  Speranza, hanno fatto un balzo sulla sedia.  Dice il leader di “sinistra dem” al giornalista che lo intervista: “Ma le pare possibile? Con le elezioni alle porte nei comuni più importanti del nostro Paese, con la tensione tra magistratura e politica mai cosi alta come nell’ultima settimana, con le inchieste clamorose appena venute alla luce che stanno purtroppo toccando esponenti del Pd: ebbene, in un contesto così complicato non si trova di meglio da fare che incontrare Verdini?”.

Sinistra dem “Un pezzo della nostra gente si volta dall’altra parte”

“A me pare una follia inspiegabile. Qual è il motivo di questo incontro? A cosa serve? Non avevamo detto che erano fuori dalla maggioranza? Così si fa solo male alla nostra comunità. Possibile che non si capisca che ogni volta che Verdini&Company vengono accostati al Pd, un pezzo rilevante della nostra gente si volta dall’altra parte e pensa che il Pd non sia più il partito in cui ha creduto?”. Possibile, possibile perché dei voti di Verdini e della sua pattuglia raccattata qua e là il Pd ha bisogno in particolare per affrontare il referendum costituzionale e quello sull’Italicum. Anche a costo di perdere voti nelle prossime elezioni amministrative perché la “battaglia decisiva” è, dice Renzi, quella dei referendum, il plebiscito. Una “concessione” alla minoranza comunque l’ha fatta con l’annuncio di Guerini che l’incontro si svolgerà alla Camera.

Incontro in preparazione da tempo. Obiettivo ufficializzare l’appoggio esterno di Ala

Da parte di Verdini e di altri esponenti di Ala, proprio per “tranquillizzare” la minoranza dem si fa sapere che la riunione serve per mettere a punto le firme per la consegna in Cassazione della firme del referendum, un sì netto, dicono gli “alisti”, se così possono essere definiti. Tutte balle, l’incontro è in preparazione da tempo.

Ma  Speranza non è per niente tranquillo. Il problema non è la sede dove si svolge il “meeting dell’amicizia” come l’ha definito qualche buontempone, magari per farsi gli auguri per un buon primo maggio. Dice Speranza riferendosi al sesto rinvio a giudizio per reati gravi come corruzione e bancarotta, compresa una condanna  a due anni in primo grado. “Io sono sempre garantista. Certo che però tutte queste medaglie al valor giudiziario… Questo aspetto lo rende indigeribile agli occhi del nostro popolo. Ma è il suo portato politico complessivo ad essere del tutto inconciliabile col centro-sinistra. È l’uomo che rastrellava truppe per non far cadere un governo che stava portando l’Italia nel baratro, difensore delle leggi ad personam, artefice dell’ascesa di Cosentino… Insomma, un avversario politico, non un alleato”.

Ma in casi come questo l’indignazione non basta. Ci vuol ben altro. Possibile che nel Pd nessuno si sia accorto che questo incontro veniva accuratamente preparato, man mano che cresceva la pattuglia verdiniana l’obiettivo finale si  faceva sempre più chiaro. Altro che voto aggiuntivo come hanno  detto anche i due presidenti, Mattarella e Napolitano. Verdini ha chiara la meta. Per  rafforzare  il suo gruppo, anzi per dare forma parlamentare ho bisogno di nuovi transfughi. Arrivano se hanno in vista l’obiettivo del governo, poltrone  e poltroncine. Non è un caso che Casini chiami a raccolta tutta la truppa ex democristiana, che un nuovo Nazareno venga resuscitato. La scelta di Berlusconi che ha fatto fuori Bertolaso puntando su Marchini si muove in questa direzione. Non è un caso. Allora sì la  sede della firma sarà quella del Pd. Allo stato ci si muove per costruire convergenze per le prossime amministrative. Parlano, sono molto ciarlieri, gli “amici” di Verdini, i suoi luogotenenti.

L’appoggio dei verdiniani nelle prossime  amministrative puntando ai referendum

“Lunedì scioglieremo gli ultimi nodi, da Napoli a Roma decideremo cosa fare”, spiega alle agenzie di stampa Ignazio Abrignani, altro fedelissimo del senatore toscano. A Napoli è in costruzione, quasi pronta, la lista pro-Valente. Di fatto, un bis di quella lista “Campania in Rete” di Vincenzo D’Anna che blindò la vittoria di Vincenzo De Luca alle ultime Regionali. “Sarà curata dallo stesso D’Anna e pure da Antonio Milo (Cor) che presto ci raggiungerà dentro Ala”, anticipa lo stesso Barani. Ma c’è chi punta a candidare esponenti vicini a Verdini anche in altre realtà della penisola, magari tra liste di natura moderata e civica. 

E i transfughi ex Fi e Gal al seguito del senatore toscano puntano a partecipare in modo attivo alla campagna per il “Sì” al Ddl Boschi, dentro i comitati. Tutto mentre Verdini punta a fagocitare altri delusi di Forza Italia (e non solo) per “ingrassare” i gruppi parlamentari di Ala. I contatti restano aperti con tutto il mondo di centro: “Ci vedremo con Scelta Civica, Udc, Ncd e altri gruppi di centro per decidere una strategia comune sui comitati del referendum”.

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