Obama a Londra sostiene la permanenza del Regno Unito nella UE, risponde alle domande dei giovani e vede Corbyn. Domenica sarà a Berlino

Obama a Londra sostiene la permanenza del Regno Unito nella UE, risponde alle domande dei giovani e vede Corbyn. Domenica sarà a Berlino

Il viaggio di Barack Obama a Londra si è praticamente concluso con due incontri importanti: quello col leader laburista Jeremy Corbyn e quello alla Town Hall con 500 giovani. A questi ultimi, Obama ha detto: “sono qui per chiedervi di rifiutare il concetto che vi sono forze che non si possono controllare. Come disse JFK, John Fitzgerald Kennedy, i nostri problemi sono provocati dall’uomo e possono essere risolti dall’uomo”. I giovani sono stati selezionati tra coloro che partecipano agli scambi culturali e universitari tra Usa e Gran Bretagna, in una sorta di “Question Time”. Obama ha risposto alle domande, anche difficili dei giovani. Si è rivolto a loro come un presidente che dopo otto anni in carica sa di dover lasciare, e ha preferito dare consigli, suggerire analisi, piuttosto che cedere alla facile retorica. A loro, Obama ha detto: “mai avete avuto strumenti migliori per fare la differenza. Rifiutate il pessimismo, il cinismo, e sappiate che il progresso è possibile. Non è inevitabile, richiede lotta, disciplina e fede”.

Le risposte di Obama alle domande dei giovani

Sul piano dell’analisi dell’epoca, Obama ha riconosciuto l’enormità delle sfide che sono di fronte ai giovani “millennials”. Ne ha parlato come la generazione che ha vissuto “l’undici settembre, il sette luglio (l’attentato nella metropolitana a Londra, ndr), e durante l’epoca dell’informazione e di Twitter, dove c’è un flusso continuo e immediato di cattive notizie”. Poi ha voluto sollevare le grandi questioni del welfare e dei diritti: dall’accesso universale alla sanità, al diritto di essere omosessuali e vivere con dignità e serenità l’omosessualità, l’accesso universale all’istruzione. Ha poi dato un consiglio: “interagite con coloro che professano fedi diverse, cercate coloro che non la pensano come voi, e ciò vi aiuterà a riconciliarvi”. Tra i giovani che gli hanno posto domande, una giovane mussulmana anglo-pakistana, Maria Munir, di 20 anni, è scoppiata in lacrime dopo aver rivelato pubblicamente di non essere “non-binary gender”, ovvero una persona che non si considera esclusivamente donna o esclusivamente maschio. Con molta calma, rivolgendosi a lei, Obama ha parlato dei diritti delle persone transgender: “sentitevi incoraggiati dal fatto che gli atteggiamenti sociali stanno cambiando. Ciò non significa che il cambiamento avverrà velocemente, ma spingetelo voi, attraverso gli atti coraggiosi dei giovani come te”.

A chi gli ha chiesto dell’eredità che lascia alla Casa Bianca, Obama ha detto di essere profondamente fiero delle riforme sanitarie, che hanno ricevuto un larghissimo consenso, e ha ribadito che la risposta americana alla crisi finanziaria del 2008, “ha salvato il mondo dalla Grande Depressione”.Il presidente ha poi elencato gli accordi diplomatici con l’Iran e la risposta alla crisi generata dal virus Ebola, come i successi più importanti della sua presidenza: “ne vado fiero. Penso di essere stato davvero me stesso durante questo processo”. Tuttavia, ha aggiunto: “non mollate e non soccombete ai cinici se dopo cinque anni la povertà non è ancora stata sradicata. Martin Luther Kink diceva che l’arco dell’universo morale è lungo ma tende verso la giustizia”. Interrogato sul controverso accordo TTIP, il Transatlantic Trade and Investment partnership, Obama ha replicato: “La risposta alla globalizzazione non deve essere quella di alzare il ponte levatoio e chiudere tutto, ma è cruciale porre attenzione ai diritti dei lavoratori”. L’ultima domanda gli è stata posta da un giovane londinese Sikh, che ha sollevato la questione della profilazione razziale negli aeroporti e di essere stato più volte scambiato per un mussulmano. Obama ha replicato: “ci sono tante persone che predicano ideologie folli. Ma il pluralismo è importante. Ho visitato una moschea pochi mesi fa e ho detto appunto che i nostri migliori alleati sono i mussulmani d’America, i più integrati e i più benestanti”.

L’incontro di Obama con Corbyn: al centro, la globalizzazione e i diritti dei lavoratori

Dopo l’incontro con i 500 giovani, Obama ha salutato il leader dei laburisti britannici Jeremy Corbyn. È stato un incontro durato circa un’ora e mezza. In una nota ufficiale, la Casa Bianca scrive che Obama si è congratulato con Corbyn per la sua elezione a segretario generale del partito Laburista e che i due hanno discusso dell’impatto della globalizzazione sui sindacati e sui lavoratori. Hanno anche discusso della necessità di assumere impegni per ridurre le diseguaglianze nel mondo. La Casa Bianca scrive anche Corbyn e Obama si sono trovati d’accordo sul fatto che la Gran Bretagna debba rimanere nell’Unione Europea, una posizione, quella di Obama, che ha fatto scattare pubblicamente il nervosismo dei fautori della cosiddetta Brexit, a cominciare dal sindaco di Londra, Boris Johnson, che non ha preso per niente bene le parole di Obama a poche settimane dal referendum del 23 giugno. A sua volta, il leader laburista Corbyn ha detto alla stampa inglese di aver parlato con Obama “delle sfide che affrontano le società post-industriali e del potere delle aziende globali. E infine, dell’uso crescente delle tecnologie in tutto il mondo e degli effetti che essa provoca”.

La visita di Obama a Londra si chiude con una partita a golf con David Cameron, nella contea dell’Hertfordshire, e con una cena all’Ambasciata americana, prima di volare, domenica, verso Berlino, altra tappa decisiva del suo tour europeo, dove incontrerà la cancelliera Angela Merkel attesa dal viaggio in Turchia.

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