Mitica Juve, è scudetto! La Roma batte il Napoli e i bianconeri, vittoriosi a Firenze, fanno una storica “cinquina”

Mitica Juve, è scudetto! La Roma batte il Napoli e i bianconeri, vittoriosi a Firenze, fanno una storica “cinquina”

Quando accade l’incredibile.  Il gioco del calcio è bello perché con esso tutto può succedere, anche che una squadra, la Juventus, partita nel peggiore dei modi, non solo riesca a rimontare, macinando vittorie su vittorie, raggiungendo e superando tutto il possibile e l’impossibile, avversarie, statistiche, record ma, come se non bastasse, taglia anche il traguardo finale con tre giornate d’anticipo lasciando la seconda a ben 12 punti, dopo aver conquistato, di filato la inimmaginabile bellezza di 73 punti sui 75 disponibili in 25 partite dall’ultima sconfitta, nelle quali riesce a recuperare 21 punti al Napoli, il maggior antagonista, e 24 alla Roma, le prime due inseguitrici.  Ma, a coronamento di questa stratosferica cavalcata, c’è, altro record da record, che questo scudetto è il quinto titolo consecutivo dei bianconeri: questi dati sono quelli più significativi ma non i soli perché in essi sono incastonati ancora, tanti, tantissimi altri primati dei singoli giocatori o di singole partite, grazie ai quali, il torneo che sta per chiudersi, negli annali calcistici futuri, verrà frequentemente citato proprio per l’assolutezza di questi record che, per la loro qualità e quantità non verranno raggiunti o superati tanto a breve, semmai dovesse accadere…..

In questo campionato la Juve, dopo aver pagato il rodaggio iniziale per l’inserimento di diversi nuovi giocatori, non ha più avuto avversari di sorta, demolendoli uno alla volta, a cominciare dall’Inter che, fino all’autunno, seppure con la sagra degli 1-0, sembrava volersi candidare a prendere il posto della vecchia signora, per finire al Napoli, che, come squadra, come società e come tifoseria, qualcosa più di un pensierino allo scudetto l’aveva pur fatto e per diverse giornate tutti, sotto il Vesuvio, si erano illusi che il sogno potesse avverarsi. Talvolta, con impeccabile cinismo, ma quasi sempre con un gioco spettacolare, piacevole a vedersi per la forza, l’agonismo, la costante voglia di vincere manifestata in ogni maniera, gli uomini di Allegri hanno messo tutti in riga, provocando una unanime rassegnazione circa l’esito finale. Esito finale che si è maturato in quel di Firenze, che per i bianconeri rappresenta da sempre la fossa dei leoni per le antiche e mai sopite rivalità, e anche qui è stata una Juve super con un Buffon superlativo che, oltre a  bloccare almeno tre occasioni da gol su 21 conclusioni, ha pure parato un rigore. Si è vista una buona Fiorentina che ha fatto quello che ha potuto e di più non poteva fare contro un simile avversario. Antagonista in grado di fermare questa Juve cercasi disperatamente.

Roma-Napoli.  Non è bastato il rientro di Higuain, positivo ma senza gol, per continuare ad illudere i tifosi napoletani, e con la sconfitta in extremis contro la Roma, si è ufficializzata la consegna del titolo alla Juventus. La vittoria dei giallorossi, oltre a questo particolare motivo, consente loro di avvicinarsi (-2) di parecchio agli stessi partenopei, riaprendo la corsa al secondo posto che il Napoli, ora, dovrà difendere a denti stretti, evitando qualsiasi ulteriore rallentamento nelle restanti tre partite. Si prevede una minisfida appassionante.

Inter, comunque ok.  L’Inter sperava in un passo falso dei giallorossi per mantenere invariato il distacco dalla Roma, ridotto a -4 nell’anticipo di sabato contro l’Udinese, ma con il ritorno a -7 dai romani, l’unica consolazione per gli uomini di Mancini rimane l’aumentato vantaggio (+5) sull’appiedata Fiorentina: entrambe devono dire addio a sogni di Champions, accontentandosi della meno ricercata Europa League.

Milan, è crisi di tutto.  Quando si perde con l’ultima in classifica e il proprio portiere risulta il migliore in campo, l’andamento della partita è chiaro e lampante: questo è stato il Milan (non) visto a Verona, nonostante il vantaggio iniziale, superato con un rigore ineccepibile e battuto all’89’ con una punizione magistrale. Sulle rive dell’Adige si è avuta l’ennesima conferma che l’unico a meritare di appartenere a questa nobile decaduta è l’imberbe portiere Donnarumma che sarebbe un’ingiustizia se non fosse convocato da Conte come terzo portiere agli europei dopo l’infortunio di Perin. Degli altri è meglio non parlarne, compreso l’incolpevole Brocchi, ennesima vittima sacrificale delle stranezze berlusconiane. Ora, col Sassuolo che strapazza il Torino in casa sua e va ad un punto, mantenere il sesto posto per i rossoneri diventa oltremodo difficile, per l’aria che tira in uno spogliatoio confuso e in una società allo sbando.

Le altre  La Lazio, bella a vedersi, sciupona più che mai con un rigore e diverse occasioni fallite, ma sconfitta a Genova dalla Samp, esce fuori dal giro dell’Europa. Si risolleva, finalmente con una vittoria,  il Bologna sul Genoa ma per mettersi al sicuro servono ancora due punti; quasi salva, invece, l’Atalanta che,  grazie ad un altro gol del redivivo Borriello, supera il Chievo.

Zona retrocessione. La partitissima era Frosinone-Palermo, un vero e proprio spareggio conclusosi  col successo degli isolani che scavalcano i ciociari (+2). Per gli uomini di Ballardini questo è un autentico colpaccio, se non altro per aver ricacciato indietro un avversario diretto, ma non è bastato perché la vittoria del Carpi sull’Empoli (gol del solito subentrante Kevin Lasagna) riporta gli emiliani a +3, rimandando la sfida ai prossimi turni.  Intanto il Verona è matematicamente in serie B, nonostante il successo col Milan. Per gli altri due posti, il Frosinone è quello che sta peggio mentre il Palermo spera sempre di riagguantare il Carpi già domenica prossima quando riceverà la Sampdoria mentre gli uomini di Castori andranno  a Torino ad affrontare i neo campioni d’Italia, sperando,  magari, in qualche piccola distrazione per i prevedibili festeggiamenti……

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