Milano, esposti all’Accademia di Brera i tre quadri trafugati nel ’44 dai nazisti a Camaiore

Milano, esposti all’Accademia di Brera i tre quadri trafugati nel ’44 dai nazisti a Camaiore

Correva l’anno 1944 quando le truppe di occupazione naziste fecero irruzione nella villa dell’allora principe di Lussemburgo, a Camaiore (Lucca), trafugando, tra una miriade di beni e ricchezze, anche tre importantissimi dipinti: un dipinto olio su tela raffigurante una Madonna con Bambino (65×51 cm), attribuito a Giovanni Battista Cima, in arte “Cima da Conegliano” (1460-1518); un dipinto tempera su tavola a fondo oro raffigurante la Trinità (60×38,5 cm a cuspide), attribuito a Alesso Baldovinetti (1425-1499) e un dipinto olio su tela raffigurante Circoncisione/presentazione di Gesù al Tempio (83×101 cm), firmato in cartiglio Jeronimus ex libris, Girolamo Dai Libri (1474-1555).

Dopo settant’anni, grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Monza, i tre dipinti, appesi alle pareti di due collezionisti milanesi, sono stati recuperati una volta per tutte e presentati nella mattinata del 18 aprile a Milano, presso la “Sala della Passione” della Pinacoteca di Brera, alla presenza del vicecomandante del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale, col. Alberto Deregibus, del capo del Dipartimento reati contro il patrimonio della Procura della Repubblica di Milano, Riccardo Targetti, e della soprintendente alle belle arti e al paesaggio, Antonella Ranaldi.

Resteranno lì finché non verrà stabilita un’altra definitiva destinazione.

Per i due possessori è stata avviata un’indagine con l’accusa di ricettazione, per essersi appropriati di opere d’arte di appartenenza dello Stato italiano.

Questo è stato l’ultimo dei tanti riuscitissimi tentativi che sono stati messi in pratica sin dal 1945 dagli uomini della quinta Armata americana, noti come “Monuments men”, per riportare al loro posto tutto ciò che è stato portato via illecitamente dalla Villa di Camaiore.

I beni sottratti dai nazisti venivano collocati nella residenza del Generale Wolff (capo delle SS), il Castello di Dornsberg nei pressi di Merano, da dove poi sarebbero stati trasportati in Germania. Uno ad uno erano stati ricondotti in Italia. Questi ultimi tre quadri erano il tassello mancante.

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