Metalmeccanici. Straordinaria partecipazione allo sciopero unitario di Fiom, Fim e Uilm

Metalmeccanici. Straordinaria partecipazione allo sciopero unitario di Fiom, Fim e Uilm

Lo sciopero generale dei Metalmeccanici indetto unitariamente da Fiom, Fim e Uilm a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale ha ottenuto un successo straordinario, “superiore a tutte le aspettative”. Lo riferiscono i tre sindacati, per i quali “a livello nazionale, l’adesione allo sciopero del primo turno è andato oltre il 75%”. “Particolarmente significativa –  sottolineano Fim, Fiom e Uilm – l’astensione dal lavoro alla Comer Industries di Reggio Emilia, l’azienda del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, dove dei 430 dipendenti, ha scioperato il 90% dei lavoratori”; alla GE&Oil Gas di Firenze, azienda dalla quale proviene l’attuale direttore generale dell’organizzazione datoriale dei Metalmeccanici, Stefano Franchi, ha incrociato le braccia il 70% dei lavoratori.

“Se Federmeccanica pensava che Fiom, Fim e Uilm non erano rappresentative, come ci hanno raccontato, si sbagliava”, è il commento di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom intervenendo a Milano alla manifestazione. “Ci hanno mostrato delle slide, ci hanno detto che i metalmeccanici si erano stancati del contratto nazionale. Mentre noi, invece di pagare qualcuno per fare dei sondaggi, abbiamo fatto incontri e assemblee, chiedendo ai metalmeccanici di metterci la faccia per dire che non siamo d’accordo con quella impostazione. E oggi questo è il dato, oltre che la rivendicazione che dobbiamo fare di fronte alla riuscita della mobilitazione di oggi”. “Federmeccanica – prosegue Landini – deve far ripartire la trattativa, perché noi il contratto lo vogliamo fare, ma su quelle basi non lo firmeremo mai”.

Il commento di Susanna Camusso: non permetteremo a Federmeccanica di svilire il contratto nazionale

“Quando una controparte, in questo caso Federmeccanica pensa che gli aumenti contrattuali debbano essere distribuiti a una piccola percentuale di lavoratori mette in discussione la funzione universale del contratto nazionale”. Lo sottolinea il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso  e a margine della assemblea con lavoratori disabili sulla Carta dei diritti, la sindacalista osserva che “scardinarlo sul piano dell’universalità dei minimi contrattuali significa esercitare uno svilimento, un indebolimento del contratto nazionale che è inaccettabile. Altro tema- prosegue- è quello grande, economico della tutela del salario. Suona quasi imbarazzante che lo debba ricordare il governatore di Bankitalia, che dovrebbe essere letto con più attenzione dalle associazioni imprenditoriali, che ai meccanici, come al tavolo della grande distribuzione, stanno teorizzando la riduzione della retribuzione”.

Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil: avanti con la lotta se Federmeccanica non rivede la sua posizione

“O Federmeccanica cambia posizione o avanti con la lotta”. A profilare un inasprimento delle mobilitazioni per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è il leader Uil, Carmelo Barbagallo, contro la proposta degli industriali meccanici di distribuire aumenti salariali solo se legati alla contrattazione aziendale. “Senza una modifica, senza un salario per tutti non ci pensiamo nemmeno di firmare il contratto”, incalza. “Ma Federmeccanica chi rappresenta? Il 75% delle imprese lavora per il mercato interno e senza una ripresa dei consumi sono destinate a chiudere”, dice. “Come glielo dobbiamo spiegare che senza un aumento del salario i consumi non ripartono? In arabo?”, prosegue. “Se Federmeccanica continua in questa direzione vuol dire che non ha proprio capito niente”, conclude.

Maurizio Landini, segretario generale Fiom: abbassare età pensionabile e superare il sistema contributivo

“Bisogna abbassare l’eta pensionabile perché questo vuol dire consentire ai giovani l’ingresso nel mondo del lavoro e il superamento del sistema puramente contributivo”. Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, a margine della manifestazione dei metalmeccanici organizzata a Milano per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. “Ciò che è stato fatto dal governo Monti e votato da tutto il parlamento – spiega Landini – è stata una manovra totalmente sbagliata per fare cassa. E va cambiata abbassando l’età pensionabile, che vuol dire far entrare i giovani a lavorare e superare il sistema puramente contributivo. Perché non solo bisogna andare in pensione prima, ma bisogna anche garantire anche ai giovani di oggi che dovranno avere un reddito che permetterà loro di vivere dignitosamente”. Per Landini, “anche queste due cose richiamano all’unità il mondo del lavoro ed è una battaglia che dobbiamo fare”. Poi aggiunge: “Abbiamo avuto dei limiti e fatto degli errori quando Monti ha fatto questa manovra, il sindacato non ha fatto quasi nulla; ora dobbiamo recuperare perché questa è la domanda che arriva dai lavoratori”. Per questo, annuncia, “penso a mobilitazioni e iniziative per dire a questo governo che deve smettere di rispondere solo all’Europa e alla Bce e cominciare a pensare anche ai bisogni di chi lavora e paga le tasse”.

I dati delle aziende più rappresentativi

Questi i dati delle aziende più rappresentative: in Abruzzo, alla Denso adesione al 91%; in Alto Adige all’Acc. ValBruna al 90%; in Valle D’Aosta a Cogne al 70%; in Basilicata, nelle aziende dell’indotto di Melfi al 55%; in Calabria, Hitachi e Nuovo Pignone al 100%; in Campania, aziende Finmeccanica di Napoli ad oltre l’80%; Hitachi al 75%; in Emilia Romagna, alla Lamborghini 89%, alla GD 80%, alla Ducati energia 70%; in Friuli Venezia Giulia, all’Electrolux 70%; in Lombardia alle Acciaierie Arvedi 90%, ST Microelectronics 60%, Tenaris Dalmine 90%, Brembo 80% e Kone 100%, AgustaWestland 90%, Whirpool 65%, Beretta 80%; nelle Marche a Whirpool 90% e Fincantieri 90%; in Piemonte ad Alstom 85%, SKF 70%, GE Avio 90%, Marcegaglia 90%, Finmeccanica 80%; nel Lazio a ABB Sace 80%, Finmeccanica 75%, Almaviva 60%, Vitrociset 55%; in Liguria, a Ansaldo 75%, Ilva 85%, Esaote 80%; in Puglia, a Ilva 40%, Finmeccanica Foggia 90%, Finmeccanica Brindisi-Taranto 70%, Bosch 90%; in Sicilia, a ST Microeloctronics 60%, Indotto petrolchimici Siracusa-Milazzo-Gela 90%, Fincantieri 80%; in Toscana, alla Piaggio 80%, Finmeccanica 96%, Hitachi Rail 80%, Bekaert 66%; in Trentino, nel Gruppo Dana 56%, in Umbria, alla Ast 80%, Oma 90%, Umbria Cuscinetti 60%; in Veneto, all’Electrolux 90%, Carraro 66%, Fincantieri 97%, Ferroli 82%, Valbruna 80%, Riello 85%, Alcoa 91%; in Sardegna, all’Appalto Saras 90%, Cosmin 90%, Remosa Service 90%.

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