Metalmeccanici. Dopo 8 anni di rottura, Fiom, Fim, Uilm: sciopero unitario per riaprire la trattativa sul contratto. I no di Federmeccanica. Mercoledì manifestazioni in tutto il Paese

Metalmeccanici. Dopo 8 anni di rottura, Fiom, Fim, Uilm: sciopero unitario per riaprire la trattativa sul contratto. I no di Federmeccanica. Mercoledì manifestazioni in tutto il Paese

Dopo 8 anni di rotture, trattative  e accordi separati, aspre polemiche, con i delegati Fiom discriminati nelle fabbriche di Marchionne, i metalmeccanici tornano insieme. Mercoledì sciopero unitario di quattro ore, con manifestazioni in tutto il paese, con l’obiettivo di sbloccare il negoziato con Federmeccanica, fermo ormai da cinque mesi sul nodo del salario. Vedere i segretari generali di Fiom Cgil, Maurizio  Landini, Fim Cisl, Franco Bentivogli, Uilm Uil, Rocco Palombella, seduti allo stesso tavolo in conferenza stampa è un avvenimento importante, non solo sul versante sindacale proprio mentre c’è grande difficoltà per le posizioni di Federmeccanica di netta chiusura al rinnovo del contratto e c’è anche il governo che punta ad un decreto legge per colpire la contrattazione nazionale, un atto d’imperio intollerabile che trova sponda proprio in Federmeccanica. La ritrovata unità delle tute blu è un fatto rilevante anche per rinsaldare i rapporti fra le tre Confederazioni, impegnate in un cammino comune proprio sul tema delle relazioni industriali con confronti avviati con associazioni d’impresa come la Confapi.

Gli interventi di Maurizio Landini, Franco Bentivogli, Rocco Palombella

Landini, Bentivogli e Palombella, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare le ragioni della iniziativa di lotta sono stati molto chiari. “Questa iniziativa serve a riavviare la trattativa perché noi – ha affermato il segretario generale della Fiom – vogliamo fare il contratto”. Federmeccanica, a sua volta, deve “rendersi disponibile a modificare la propria proposta sul salario altrimenti, se dovesse permanere la sua rigidità, lei stessa si dovrà assumere la responsabilità di avviare una fase di ulteriore conflitto”. “Ci saranno iniziative in tutte le province, perché l’obiettivo è far riuscire la fermata dentro i luoghi di lavoro. Il contratto dei metalmeccanici è anche uno strumento per far ripartire gli investimenti e i consumi nel Paese. Erano ormai otto anni che Fim, Fiom e Uilm non convocavano uno sciopero unitario per il contratto e la mobilitazione del 20 è stata indetta per far cambiare idea a Federmeccanica”.

La posizione delle imprese “si è letteralmente marmorizzata da dicembre – rileva il segretario generale della Fim Cisl – per questo lo sciopero ci è sembrato inevitabile anche a causa di un suo atteggiamento muscolare e antagonistico. Noi pensiamo che lo sciopero funzionerà, ci aspettiamo che il giorno dopo Federmeccanica ci convochi per riprendere la trattativa”. E il leader della Uil afferma: “Siamo convinti che ci siano le condizioni, come siamo convinti che ci sarà una grande partecipazione dei lavoratori perché lo sciopero non ha una base politica ma è per il rinnovo del contratto”. Nel giorno dello sciopero, Landini parteciperà alla mobilitazione di Milano, Palombella sarà presente a Reggio Emilia, Bentivogli interverrà a Napoli.

Dopo oltre sei mesi di trattativa e 15 incontri, l’associazione degli industriali non sembra voler recedere “dalla proposta di introdurre un nuovo sistema contrattuale – affermano Fiom, Fim e Uilm – che non riconosce alcun aumento al 95 per cento dei lavoratori. Di fatto viene chiesta la cancellazione definitiva del contratto nazionale di lavoro”. “Noi chiediamo invece un contratto nazionale che garantisca il reale potere d’acquisto del salario per tutti i metalmeccanici, che estenda la contrattazione aziendale a chi non ce l’ha e che tuteli tutte le forme di lavoro”.

Assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro. Presidi davanti alle sedi di Confindustria

Sono state tenute assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro. I giornali locali hanno dato spazio alle diverse iniziative. “Non ci hanno lasciato altra scelta”, afferma il segretario generale Fiom Cgil Reggio Emilia in una conversazione con il quotidiano La Gazzetta di Reggio, annunciando i due presidi (entrambi a partire dalle ore 9) davanti alle sedi di Confindustria e di Comer Industries: “Dopo mesi di trattative e 15 incontri non c’è stato alcun passo in avanti verso di noi. Anzi, in gioco c’è il tentativo di riscrivere le regole, cancellando letteralmente il contratto nazionale e la sua funzione: la tutela della qualità della vita e della capacità d’acquisto del lavoratore”. Anche a Varese il presidio si terrà (con inizio alle 9) davanti alla sede dell’Unione Industriali: “Anche qui come in tutta Italia – dice la segretaria generale Fiom Cgil Stefania Filetti in un articolo del quotidiano La Prealpina – i metalmeccanici sono uniti nel dire forte che vogliono un contratto vero. Federmeccanica parla di proposta innovativa, ma per noi è solo retrograda: vuole farci firmare un contratto che distruggerebbe il contratto stesso. Non possiamo accettarlo: i lavoratori hanno capito e siamo tutti uniti, come dimostra la partecipazione alle assemblee in fabbrica di questi giorni. Pensavano di indebolire il sindacato, ma è successo esattamente il contrario”.

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