Juve ancora strepitosa, il Napoli esplode ma lo scudetto ormai è blindato. Totti salva la Roma e allontana l’Inter battuta come la Fiorentina

Juve ancora strepitosa, il Napoli esplode ma lo scudetto ormai è blindato. Totti salva la Roma e  allontana l’Inter battuta come la Fiorentina

Niente male come turno infrasettimanale, sia al vertice che in coda. Diverse le conferme ma anche alcune sorprese.

Rientra Dybala e… Tripletta della Juve che affonda la Lazio, alla prima impegnativa prova con Inzaghi in panchina, soprattutto grazie al rientro di Dybala che, con una doppietta, dopo il gol di Mandzukic, chiude una partita senza storia e di pura formalità come, ormai, la vecchia signora fa da mesi e mesi, arrivando, così, a quota 24 di imbattibilità, a +9 dal Napoli,  a sole quattro giornate dal termine.  Per diventare campioni d’Italia, i bianconeri, nella prossima giornata a Firenze, devono solo ottenere un risultato migliore di quello del Napoli, e la “cinquina” sarebbe compiuta.

Troppa  grazia, s. Gennaro.   Dopo l’imprevedibile battuta d’arresto di Udine, il Napoli aveva una voglia matta di rifarsi e l’ha esternata tutta contro il malcapitato Bologna, affossandolo con un punteggio tennistico (6-0), mettendo, così, subito a tacere quelli che si erano permessi di affermare che senza Higuain, il potenziale sarebbe stato notevolmente ridotto. Una tripletta, di Mertens, una doppietta di Gabbiadini, sostituto del Pipita anche nel calciare i rigori, e per chiudere anche un gol di Lopez: meglio di così non poteva andare ma fino a che punto fu vera gloria dopo aver affrontato un’avversaria in pieno disarmo e crisi che non vince da ben nove partite? Lunedì ci sarà un Roma-Napoli che potrà chiarire quanto vale davvero questo Napoli senza il suo condottiero.

La Roma è Totti.  Forse anche Spalletti, stavolta, si è convinto che, in certe circostanze, è proprio il singolo e non la squadra a fare il risultato perché davanti ad un Totti, subentrato e subito in gol dopo 22 secondi e di lì a poco in raddoppio con trasformazione di un rigore (dubbio), non ci sono altre considerazioni da fare se non ringraziare il giovane quasi quarantenne, smettendola di alimentare polemiche deleterie come era successo nel precedente turno. La Roma, col Torino, se l’è vista brutta, complice anche un pessimo arbitraggio, ma alla fine, grazie al “pupone” e solo a lui, acciuffa i tre punti che valgono doppi per blindare il terzo posto.

Inter double face.  Bella Inter quanto a gioco, azioni e occasioni sprecate, bruttissima quanto a risultato: questo è emerso, a Marassi, dove il Genoa, per onesta ammissione dello stesso Gasperini, ha vinto immeritatamente, considerata la disparità con un’avversaria che ha dissipato tutto il possibile, gettando al vento tre punti che la fanno uscire, con la Roma a +7,  dall’orbita Champions.

Fiorentina suicida.  Paulo Sousa, lasciando sorprendentemente in panchina tre titolari del calibro di Borca Valero,  Ilicic e Kalinic, si è preoccupato più dello scontro con la Juventus di domenica prossima al Franchi che dell’Udinese, la quale, a sua volta, ne ha approfittato per cogliere un prezioso successo che l’allontana dalla zona calda. Per i viola, questa avrebbe potuto essere l’occasione per scavalcare l’Inter ma evidentemente, per il suo allenatore, per le solite, antiche, questioni di rivalità con la Juventus, contava di più arrivare il più possibile preparati a quella che a Firenze viene considerata da  sempre la partita più attesa dell’anno.

Al centro.   Pareggio  incolore fra Sassuolo e Sampdoria;  combatte e vince con merito l’Empoli  (l’eterno Maccarone ancora in gol) contro un Verona ormai in B, nonostante la tranquilla squadra di Giampaolo non abbia alcun traguardo  di classifica,  vuole chiudere in bellezza un ottimo campionato, sotto ogni aspetto.

La zona calda.  La sorpresa è venuta dal tonfo del Frosinone a Verona surclassato (5-1) dal Chievo dopo essere stato penalizzato anche dall’arbitro Russo con due discutibili espulsioni e un rigore contro. Non è riuscita ai ciociari l’impresa fare il bis dopo pochi giorni al Bentegodi, però, il Palermo non è andato oltre il pari casalingo contro l’Atalanta e agli uomini di Stellone restano ancora due punti di vantaggio e di speranza sui siciliani con i quali, insieme al Carpi, si giocheranno la salvezza. Le tre squadre sono divise fra di loro nello spazio di due soli punti.

Ma anche al Milan le motivazioni per vincere non mancano perché il sesto posto, ultimo risultato possibile (oltre ad una finale di coppa Italia impossibile contro la Juve…), va  difeso e messo al sicuro; i rossoneri di Brocchi, inoltre,  fino alla fine del torneo, hanno anche un altro importante motivo:  vincere e convincere Berlusconi per meritare una eventuale conferma, i giocatori più deludenti,  e per approdare a più convenienti  lidi quei (pochi) che hanno già  un nome da sfruttare. Nonostante le premesse, la partita in casa con Carpi è finita con un pareggio, uno scialbo zero a zero, tra i fischi di san Siro.

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