Inchiesta Eni-Total. La Cgil Basilicata: “i lavoratori non devono pagare il prezzo di tangenti e omissioni”

Inchiesta Eni-Total. La Cgil Basilicata: “i lavoratori non devono pagare il prezzo di tangenti e omissioni”

“I fatti giudiziari di questi giorni hanno messo in evidenza la fragilità del sistema di controllo e soprattutto del sistema di responsabilità imprenditoriali, su cui aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa, aprendo venerdì 1 aprile a Potenza i lavori del Direttivo della segreteria regionale, commentando l’inchiesta della procura potentina sulle vicende Eni e Total. “Auspichiamo – ha proseguito Summa – che l’Eni abbia il coraggio di fare pulizia al proprio interno, cacciando le mele marce e restituendo credibilità a un’azienda che ancora oggi è il ritratto del nostro paese. Non possono essere i 2 mila lavoratori, anello debole del sistema, a pagare il prezzo di tangenti e omissioni da cui altri hanno tratto esclusivo vantaggio”. La Cgil Basilicata, ha aggiunto, su queste vicende “ha denunciato a più riprese l’inefficienza delle istituzioni preposte al controllo, chiedendo il commissariamento dell’Arpab, agenzia che, se avesse realmente svolto le funzioni che le sono proprie, non avrebbe consentito il verificarsi di tali gravissimi fatti”.

I fatti emersi dall’inchiesta in corso, spiega il segretario generale della Cgil Basilicata, destano ancora più preoccupazione “se si considera il pericoloso inquinamento etico, generato dagli intrecci politico-affaristici ipotizzati, che aggiunto alle possibili gravi ripercussioni sull’ambiente fanno di questa vicenda una miscela esplosiva”. All’Arpab Angelo Summa chiede “una risposta chiara sulla sua attuale capacità di effettuare i rilievi e monitoraggi necessari a garantire la salute dei lavoratori e dell’ambiente. Diversamente l’ente indichi strumenti, risorse e professionalità indispensabili al corretto e pieno svolgimento delle sue funzioni istituzionali”. Dalla Regione, invece, si aspetta che “rompa il silenzio di queste ore e si costituisca parte civile a tutela dell’interesse collettivo, gravemente leso dagli accadimenti emersi”. Per la Cgil, conclude la nota, l’unico sviluppo possibile “è quello che tiene insieme salute, tutela ambientale e occupazione. Tre diritti universali la cui garanzia è alla base di tutte le battaglie che il sindacato sta portando avanti a livello nazionale e regionale”.

da rassegna.it

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