Il Napoli crolla a Udine, la Juve vince e va a +6, Roma straripante nel derby, Pioli esonerato. Milano: sprofondo rossonerazzurro e addio al grande Cesare Maldini

Il Napoli crolla a Udine, la Juve vince e va a +6, Roma straripante  nel derby, Pioli esonerato. Milano: sprofondo rossonerazzurro e addio al grande Cesare Maldini

Il signore del calcio.  Prima di commentare la giornata calcistica è doveroso ricordare Cesare Maldini al quale, tutti i mass media, nazionali ma anche esteri, hanno concesso largo spazio memorizzando non solo la sua leggendaria figura di elegante calciatore e ottimo allenatore ma anche, e forse soprattutto, di grande uomo, rimarcando questa qualità insolita nel mondo pallonaro di oggi.  Cesare Maldini, nel calcio,  ha rappresentato la personificazione generazionale: lui, degno figlio triestino di Nereo Rocco, ha ben trasmesso i suoi valori morali al figlio milanese e milanista Paolo, dandogli le giuste basi perché diventasse un mito calcistico mondiale, anche a dispetto di Berlusconi e Galliani che, a livello dirigenziale, non l’hanno mai voluto con loro e, ora, si uniscono al coro degli affranti per la scomparsa del padre… Addio, signor Maldini, l’Italia calcistica, Milano e il Milan (quello di una volta) ti hanno già iscritto nel Gotha sportivo come hai largamente meritato, in campo e nella vita.

Che giornata!  La 31° giornata è stata ricchissima di colpi di scena al punto tale che potrebbe aver lasciato il segno sul prosieguo del campionato. La Juve ha vinto ancora e fin qui nessuna meraviglia, ma il Napoli, suo più immediato competitor, costituisce la sorpresa maggiore, facendosi battere malamente a Udine, raddoppiando, così,  il distacco dalla vetta. Delle altre, solo la Roma sta al passo della vecchia signora, stravince il derby e continua nella sua folle corsa, mentre la Fiorentina, terzo pari casalingo, rimedia solo un punto, al contrario delle due milanesi che addirittura perdono. Ci sono,  poi,  il licenziamento di Pioli,  l’espulsione di Higuain,  oltre alle solite polemiche arbitrali.

Juve quanto basta Ventesima vittoria su 21 gare: questo è il pazzesco ruolino  bianconero anche se l’Empoli è stato battuto con il minimo indispensabile e con una prestazione forse non eccellente; era importante proseguire come un rullo compressore nel macinare punti e così è stato. La provvidenziale  coincidenza, poi, della inaspettata sconfitta del Napoli assegna ancora maggior valore a questi tre punti che servono a raddoppiare il vantaggio e, ora, a +6  sulla seconda, a sette giornate dalla fine e con quattro partite in casa, la Juventus il quinto scudetto può solo buttarlo via da sé.

 Sconfitta e veleni Già alla vigilia, Sarri aveva protestato sull’ennesima casualità (come definirla?) di calendario che vedeva per la sesta volta il Napoli giocare sempre dopo la Juve che, vincendo, lo aveva sempre “costretto” a fare altrettanto; in campo, si è capito subito che, stavolta, sarebbe stata dura perché l’Udinese, ai limiti della zona salvezza e con il nuovo mister De Canio in panchina, era affamata di punti e, per gli interi 90’, per i partenopei non c’è stata partita; il Napoli, anche dopo il momentaneo pareggio, non è mai riuscito a prendere in mano le redini del gioco, sempre in mano ali friulani, al di là dei presunti errori arbitrali. A fare le spese del clima di tensione è stato Higuain, il quale, espulso per doppia ammonizione, si scagliava contro l’arbitro e, a stento trattenuto dai compagni, usciva piangendo; questa è una reazione che al Pipita potrebbe costare una lunga  squalifica e, senza di lui, per il Napoli  diventa oltremodo difficile recuperare il gap dalla Juve.

Roma favoloso poker  4-1 in casa della Lazio e peggio per quelli che non sono andati a vedere il capolavoro in originale firmato dalla banda di Spalletti che, con il suo avvento, in 10 partite ne ha vinte 9 pareggiandone una e conquistando la magnificenza di 28 punti. La Lazio, tranne che per un illusorio quarto d’ora, è stata abbattuta sotto tutti gli aspetti e in tutti i reparti, doppiamente umiliata perche si trattava di un derby, e a pagarne le conseguenze è stato Pioli, esonerato da Lotito con spaventosa tempestività per essere sostituito da Simone Inzaghi. Due squadre agli antipodi: la Roma, con due vecchie glorie come Totti e De Rossi confinati in panchina, conferma tutta la sua forza, che giustifica ampiamente l’ambizione del secondo posto alla quale, ora la Lupa di Testaccio può e deve legittimamente aspirare col Napoli a +4; per la Lazio, si vedono solo macerie, tecniche, di tenuta, di morale, ma soprattutto di organico, non solo per gli strani utilizzi fatti da Pioli ma anche per gli uomini scelti dal duo Tare-Lotito, alcuni assolutamente inadeguati alla serie A italiana. Da una parte Spalletti si crogiola nel momento da favola, dall’altra il povero Inzaghino dovrà fare almeno il miracolo di risollevare la squadra nonostante non ci siano più traguardi abbordabili.

Fiorentina, meglio che niente  Nelle ultime cinque giornate la Fiorentina ha raccolto la miseria di 4 punti, confermando una pericolosa involuzione anche contro la Sampdoria dell’ex Montella e, soprattutto, sprecando l’occasione per allontanarsi ancora di più dall’Inter, unica rivale per quel benedetto quarto posto. È finita 1-1 con i due portieri migliori in campo ma questo non è sufficiente per giustificare le carenze viole a metà campo e, soprattutto, in attacco. Tifoseria scontenta.

Inter che combini?  Dopo  due vittorie casalinghe e, soprattutto, il pareggio di Roma, l’Inter sembrava essere tornata sulla retta via, invece col Torino l’inattesa debacle:  certo, i nerazzurri sono stati sfavoriti da un arbitraggio deprimente, con il rigore inesistente che ha confezionato il risultato, hanno finito in 9 per due espulsioni (di cui una fasulla), e Mancini ne aveva di motivi per recriminare. Il Torino, però,  aveva giocato meglio, specie nella ripresa, aveva avuto più occasioni da rete colpendo anche una spettacolare traversa, riuscendo a contenere l’avversario nel concitato finale e  acciuffando tre preziosissimi punti che lo riportano in centro classifica.  Per l’Inter il possibile inseguimento al terzo posto, ora a -8 dalla Roma, diventa problematico sia per i propri limiti sia per la forza dell’avversario.

Il Milan è questo In settimana Demetrio Albertini, uno dei pilastri del Milan di Sacchi, parlando dell’attuale organico rossonero aveva affermato senza peli sulla lingua: “nel mio Milan nessuno degli attuali giocatori avrebbe trovato posto”.  E forse questa è la migliore spiegazione all’ennesima figuraccia rossonera contro un’Atalanta che ha meritato di vincere; ora il Milan si avvia mestamente a rimettere in gioco pure il sesto posto col Sassuolo a -1.  L’organico, allenatore compreso, come confermato da tante, troppe prove incolori, è composto da gente più o meno mediocre ed è, quindi, illusorio attendersi eccellenze di risultati. Squadra in ritiro punitivo e sabato sera c’è nientemeno che la Juve per verificare la reazione… Rino Gattuso, altro protagonista rossonero con il Milan di Ancelotti, a questa notizia, ha commentato “ai nostri tempi un ritiro punitivo non è mai successo e noi ci saremmo rifiutati”. Si spera che Berlusconi e Galliani abbiano meditato su queste dichiarazioni di due grandi del passato e tratte le dovute conclusioni sui loro insignificanti “piccoli” di oggi, almeno  in chiave futura.

Le altre  Strepitoso Sassuolo che con la vittoria nel derby col Carpi si candida a contendere il sesto posto al Milan, lasciando i cugini a battagliare col Palermo,   superato nettamente dal Chievo, e col Frosinone, secco 0-4 a Marassi col Genoa, per una spettacolare tripletta di Suso, di proprietà Milan, forse troppo affrettatamente ceduto a gennaio, confidando nella ripresa di Balotelli….

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