Il Def scritto sulla sabbia, basta un ventarello per cancellarlo. Cgil, Cisl,Uil: così non c’è crescita. Basta con la politica degli annunci

Il Def scritto sulla sabbia, basta un ventarello per cancellarlo. Cgil, Cisl,Uil: così non c’è crescita. Basta con la politica degli annunci

Cgil, Cisl, Uil, stando ai primi commenti sul Documento di economia e finanza, il Def, approvato dal Consiglio dei ministri, esprimono valutazioni fortemente critiche ma attendono, per un giudizio definitivo, il testo ufficiale. L’attesa sarà inutile perché le linee generali sono quelle rese note. È un documento del nulla, perché la partita vera si giocherà ad ottobre quando il governo dovrà prsentare la legge di stabilità con tagli di spese per almeno 22 miliardi o nuove tasse per coprire i buchi di bilancio. Allora si dovranno fare i conti con la Commissione europea. E si dovrà evitare un aumento dell’Iva di 15 miliardi a carico dei consumatori. Ancora: la lettura del testo ufficiale provocherà solo interrogativi. Il Def dà i numeri ma sono basati sul niente, solo annunci. Per esempio sulle privatizzazioni, l’ossatura, si fa per dire, delle previsioni di entrate non c’è alcuna certezza. Peggio, c’è chi pensa che si tratti di numeri buttati giù, tanto per dire. La politica degli annunci insomma. Si prevedono entrate per otto miliardi, contando sulle Poste, vendita di un altro 30%, su cessioni di immobili e alienazione di una quota dell’Ente di assistenza al volo.

Camusso (Cgil): si continua con la politica degli aggiustamenti di qualche decimale

Dicono gli esperti che al massimo si possono ricavare in tutto quattro milardi. Ancora. Non si capisce su cosa si basa la previsione  del calo del debito nel 2016. Condizione indispensabile è che il Pil cresca in base ad un indice che registra l’aumento dell’inflazione, con particolare riferimento a prezzi di beni esportati. Le previsioni reali sono esattamente all’opposto. La nostra inflazione nel 2016 sarà pari a zero o addiritturra avrà un segno negativo, deflazione, cioè un pericolo ancora più grande del fatto che la Commissione Ue ci neghi nuova flessibilità. Non c’è proprio da stare allegri. Il Def è costruito sulla sabbia e basta un venticello per cancellare l’ottimismo di Renzi e Padoan, di maniera perché sanno bene che la situazione non è questa e se non lo sanno è ancora peggio, dilettanti allo sbaraglio. Susanna Camusso esprime una “sensazione” molto vicina alla realtà. “La sensazione – dice – è che il Def sia costruito in funzione di continuare una politica di qualche aggiustamento di qualche decimale che, come abbiamo visto, non determina le condizioni per quella crescita, in particolare degli investimenti e dell’occupazione, di cui il Paese ha bisogno”. Poi fa presente che non c’è una parola, “non si evince – afferma il segretario generale della Cgil – un impegno concreto di estendere il bonus da 80 euro ai pensionati minimi, di cui aveva parlato il premier Renzi”. Si chiede Camusso “se è il segno dell’ennesimo annuncio o se è il segno del modo di distrarre dalle difficoltà del governo”.

Furlan (Cisl). Le stime prudenziali sul Paese non sono un dato incoraggiante

“È ancora presto per formulare un giudizio netto sul Def approvato dal consiglio dei ministri. Abbiamo bisogno di leggere e approfondire bene i testi e il piano delle riforme allegato al documento”, sottolinea infine il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Sta di fatto che le stime prudenziali sul Paese “non sono un dato incoraggiante”.

Anche il segretario generale della Uil dice di voler “prima leggere, siamo troppo abituati ad annunci e a spot. Noi speriamo che ci sia un’inversione di tendenza, così come ogni tanto dice il presidente del Consiglio, che guarda ad Obama”.

Barbagallo (Uil): non  c’è neppure un euro di investimenti. Siamo a livello dei soldi virtuali

“Per guardare ad Obama – ha  affermato Barbagallo – bisogna fare quello che è stato fatto negli Stati Uniti, che investono mille miliardi di dollari l’anno per raggiungere il 3,4% di crescita. Qui – ha concluso  – noi non investiamo un euro, siamo ancora al livello di soldi virtuali”.

Fa orecchie da mercante il ministro Padoan il quale si lascia andare ad un ottimismo che non ha ragione di essere. Intervenendo al Forum Ambrosetti, a Cernobbio, lago di Como, “Investimenti e consumi sono in crescita –afferma – abbiamo  tutte le carte in regola per chiedere alla Ue la flessibilità” e che ogni spazio disponibile verrà usato “per il taglio delle tasse”.

Il governo prepara un decreto per colpire la contrattazione nazionale

Mentre il Consiglio dei ministri approvava il Def, forse un testo ufficiale non c’è, da Palazzo Chigi si faceva sapere che era praticamente pronto un decreto che riguardava la contrattazione fra le parti. Di fatto il governo interviene per legge su problemi sui quali sono i sindacati dei lavoratori e  le organizzazioni degli imprenditori i titolari. Il testo  di cui è stata data notizia di fatto annulla la contrattazione nazionale. Proprio mentre questa notizia veniva fatta circolare, in tutto il Paese la Cgil raccoglieva le firme per la Carta sui diritti del lavoro.

Sempre nel corso del Consiglio dei ministri in cui è stato approvato il Def Renzi Matteo ha ventilato l’ipotesi di un intervento legislativo per “regolamentare” la pubblicazione delle intercettazioni. Leggi censura, oscuramento. Troppo scomodo quanto sta uscendo in questi giorni sulla “vicenda trivelle”, sulla “questione petrolio”, sui rapporti fra ministri che non sono proprio nel segno della collaborazione e dell’amicizia.

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