I pensionati e i lavoratori di Cgil, Cisl e Uil nelle piazze e sulle strade di tutta Italia per cambiare la legge Fornero

I pensionati e i lavoratori di Cgil, Cisl e Uil nelle piazze e sulle strade di tutta Italia per cambiare la legge Fornero

Le pensioni devono cambiare radicalmente, “deve cambiare la legge e garantire la costruzione di una previdenza per i giovani, la possibilità di non immaginarsi un futuro da poveri”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi (sabato 2 aprile) in piazza a Venezia per la giornata di mobilitazione nazionale unitaria. “Deve cambiare il rapporto con i singoli lavori – ha spiegato -, perché non si può usare un’età media indefinita per la quale sarebbe lo stesso lavorare su un’impalcatura o in ufficio. Ci vuole una relazione con la fatica del lavoro e con l’inizio dell’attività: chi va a lavorare a 15 anni non può immaginare di proseguire per un numero di anni infinito”.

Camusso a Venezia: “chi ha avuto troppo si dedichi alla solidarietà interna”

Va costruito un nuovo sistema all’insegna della solidarietà: “Chi ha avuto troppo dal sistema deve essere disponibile a dedicarlo a una solidarietà interna, per rendere la pensione ciò che è sempre stato: la condizione di vecchiaia delle persone dopo una vita di lavoro”. Uno dei problemi dell’attuale meccanismo “è che non abbiamo una separazione seria tra le politiche di assistenza e previdenza. Quelle di previdenza riguardano i contributi e devono avere una dinamica che consideri il lavoro svolto, gli istituti di previdenza vanno gestiti attentamente ma bisogna smettere di pensare che l’unica strategia è tagliare le risorse. Basta tagliare in basso e rendere sempre più povero questo paese”.

Dal palco, Susanna Camusso ha rilanciato la Carta dei diritti universali del Lavoro. C’è la necessità “di riscrivere lo Statuto dei lavoratori, attraverso la nostra legge di iniziativa popolare. Abbiamo fatto una campagna di assemblee a cui hanno partecipato anche gli iscritti di altre organizzazioni: la nostra proposta – dunque –la offriamo a tutte le forme di organizzazione del lavoro e al dibattito del paese”.

Da parte sua, il governo deve respingere le scelte sbagliate delle aziende. “Quando un governo non fa nulla e non contraddice scelte sbagliate, allora significa che in realtà è d’accordo. Tanta parte della politica dell’esecutivo è una cambiale in bianco alle imprese, col risultato che abbiamo perso molti gioielli straordinariamente importanti che hanno preso la via dell’estero”. Per il segretario “c’è un grande punto interrogativo sulla chimica da un lato e sulla siderurgia dall’altro, quindi c’è bisogno che si decida quali sono gli assi sui quali si pensa di restare la seconda potenza industriale d’Europa”.

L’Italia “ha disperato bisogno di politiche industriali e risposte: dalle vertenze aperte al futuro strategico di alcune produzioni, penso alla situazione dell’Ilva o a Versalis, servono delle scelte che siano funzionali ad avere finalmente una politica industriale per il paese”. Tornando sulle pensioni, ha detto Camusso dal palco, “con la legge Fornero tra venti, trent’anni avremo un paese di poveri. Saranno poveri quegli stessi giovani che oggi affrontano precarietà e disoccupazione o sono costretti ad andare all’estero. Che risposte gli diamo? Che poi, dopo tanti sacrifici, saranno poveri?”. Il segretario generale ha concluso: “Non ce la faranno, non ci divideranno, siamo uniti e vogliamo risposte. Se non si aprirà subito un confronto con il governo sulle pensioni, torneremo in piazza”.

Furlan: avanti finché il governo non ascolta

“Andremo avanti finché non schioderemo il governo”. Così il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, alla manifestazione di Roma. “Siamo qui per dire – ha dichiarato – che l’esecutivo deve cambiare la legge Fornero, che dalla notte alla mattina ha alzato l’età pensionabile di 6-7 anni per lavoratori e lavoratrici. Migliaia di persone si sono trovate senza lavoro e senza pensione”. Per il segretario cislino, inoltre, “non si può stare fino a 67 anni su una gru, un’impalcatura o tenere una classe materna. Bisogna ripristinare la flessibilità in uscita e dare lavoro ai giovani”. Sulle risorse: “Non se ne può più, ogni volta che il paese ha bisogno di risorse si ricade sui lavoratori. Si possono prendere circa 150 miliardi dall’ evasione fiscale e 50 miliardi dalla lotta alla corruzione. Qualcuno deve trovare le risorse per far andare in pensione a  un’ età decente”.

Barbagallo: le piazze gridano di cambiare la Fornero

Il sindacato non sta perdendo rappresentanza, “guardate questa piazza: è ridicolo dirlo”. Sono le parole del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, alla manifestazione di Napoli. “La gente insoddisfatta della politica economica del governo, non certo dei sindacati – a suo avviso -. Bisogna cambiare la legge Fornero. Un  anno fa Poletti disse che ha creato disagio sociale, e noi immediatamente gli abbiamo chiesto un tavolo di discussione. Stiamo  ancora aspettando. Ora gli gridiamo dalle piazze che non possiamo più aspettare”. L’Italia, ha aggiunto, “sta diventando un paese in via d’ estinzione, fuggono i giovani e gli anziani che con pensioni da fame non possono rimanere. Quando va via un ricercatore che è costato alla collettività e alle famiglie 800mila euro, se lo regaliamo agli Stati europei piangiamo con un occhio perché è sempre Europa. Ma se va negli Stati Uniti, in Giappone, in Cina o in India piangeremo lacrime amare perché saranno i nostri competitori del  futuro”.

LA GIORNATA

Il paese scende in piazza per “cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani”. È questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil. Iniziative unitarie si sono svolte da Nord a Sud: a Venezia un corteo si è concluso a Campo Santa Margherita, con Susanna Camusso. A Roma manifestazione da piazza dell’Esquilino a piazza Santissimi Apostoli, con comizio conclusivo di Annamaria Furlan; a Napoli, infine, corteo da piazza Dante Alighieri a piazza Giacomo Matteotti, dove ha parlato Barbagallo.

Presidi, sit-in e volantinaggi si sono tenuti in numerose città d’Italia: da Bologna (in piazza Nettuno) a Cagliari (in piazza Palazzo), da Firenze (in diversi punti della città) a Reggio Calabria (sotto la Prefettura), da Bergamo (in piazza Matteotti) a Palermo (in piazza Ruggero Settimo), da Torino (corteo in bicicletta fino a piazza Castello) a Terni (davanti alla Prefettura). Iniziative che servono a rilanciare la piattaforma unitaria (decisa negli attivi interregionali dei quadri e delegati del 17 dicembre scorso) con la quale Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo un profondo cambiamento: tutela delle pensioni in essere, rafforzamento della previdenza complementare, pensioni dignitose per giovani, precari e discontinui, accesso flessibile al pensionamento, riconoscimento del lavoro di cura e della diversità dei lavori.

da rassegna.it

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