Fast Food. Lavoratori di 30 paesi in sciopero per il salario minimo

Fast Food. Lavoratori di 30 paesi in sciopero per il salario minimo

Ormai è diventata una tradizione. Oggi, 14 aprile, è la giornata di mobilitazione globale dei lavoratori dei fast food promossa dallo Iuf, la federazione mondiale dei sindacati della ristorazione e degli alberghi. In più di 30 paesi al mondo, i dipendenti organizzano eventi e flash mob per chiedere migliori condizioni di lavoro e salari adeguati. Sui social l’hashtag è #FastFoodGlobal.

La mobilitazione su scala globale nasce dalla spinta propulsiva del sindacato statunitense che tre anni fa lanciò una campagna per l’adeguamento del salario minimo. A mano a mano la protesta si è poi allargata su scala mondiale per denunciare tutte le vessazioni che questi lavoratori continuano a subire nei posti di lavoro: contratti a zero ore, orari insostenibili, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Il filo rosso che lega tutte le proteste è la mancanza pressoché totale di relazioni sindacali costruttive nei vari paesi in cui queste multinazionali sono presenti.

“Abbiamo lo stipendio tutti i mesi, quello sì, ma la compagnia è sempre alla ricerca dei cavilli per poter risparmiare”. Lo racconta ai microfoni di RadioArticolo1 Salvatore Natale, lavoratore di McDonald’s a Parma. “Essendo loro una multinazionale – spiega – pensano solo a fare profitti, nient’altro, con vari metodi. Un esempio? Il loro motto è ‘tutti fanno tutto’ e così tendono ad assumere personale al livello più basso possibile, con straordinari non pagati. E adesso è arrivato anche il regalo del governo che permette l’utilizzo spropositato dei voucher”.

Come negli anni passati la Filcams aderisce alla mobilitazione globale. “Abbiamo creato una campagna di immagini – sottolinea il segretario nazionale Cristian Sesena – per denunciare l’insostenibile situazione del mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di tre anni. I volti e i pensieri dei nostri lavoratori raccontano storie di quotidiana difficoltà, ma anche la voglia di lottare e la grande dignità di chi ogni giorno svolge un lavoro duro”.Ragione per cui il 6 maggio si terrà uno sciopero intersettoriale. “È un appuntamento decisivo – conclude l’esponente della Filcams – a cui ci siamo preparando al meglio. Intanto, domani (15 aprile) faremo un coordinamento nazionale McDonald’s a Firenze, proprio in vista della mobilitazione nazionale”.

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