Fast food, ftalati nei contenitori di plastica contaminano i cibi: gravi rischi per la salute. Federconsumatori: “Urge chiarezza e regole rigide”

Fast food, ftalati nei contenitori di plastica contaminano i cibi: gravi rischi per la salute. Federconsumatori: “Urge chiarezza e regole rigide”

Una dieta basata su un eccessivo consumo di cibo dei fast food può essere causa di gravi rischi per la salute umana, poiché comporta l’accumulo di grandi quantità di ftalati che danneggiano l’organismo. È questo il verdetto emesso da uno studio americano, condotto dalla George Washington University, che ha dimostrato, ancora una volta, quanto tale abitudine alimentare possa essere decisamente poco sana. Non si parla però in questo caso soltanto degli ingredienti e della qualità del cibo che ci si appresta a consumare, ma soprattutto viene rivelato un secondo aspetto della questione, quello più sottovalutato, che riguarda a monte il tipo di materiale usato per l’imballaggio. Per ftalati, infatti, si intendono quelle sostanze usate nell’industria delle materie plastiche per impartire caratteristiche di flessibilità ed elasticità ai contenitori, in questo caso, per confezionare i cibi venduti nei fast food.

Dagli studi effettuati su un campione di circa novemila persone risulta che gli ftalati fossero presenti in quantità maggiore (40% in più) nelle urine (prelevate per il test) di coloro che mangiano più frequentemente nei ristoranti fast food rispetto a coloro che vi consumano meno o non vi consumano affatto. Ciò significa che gli ftalati, presenti nelle confezioni, sono entrati in contatto con i cibi e le bevande ingerite dai consumatori. Alcune fonti di esposizione possono essere rintracciate nei processi di lavorazione della carne e nell’imballaggio delle diverse fasi di produzione. Di fatto, risultati e scoperte sono sconcertanti e preoccupanti, poiché gli ftalati sono collegati a problemi, anche gravi, come l’alterazione delle funzioni ormonali e lo sviluppo del cancro.

“Urge chiarezza e una regolamentazione più rigida sull’utilizzo di queste sostanze tanto delicate quanto dannose”, afferma Federconsumatori lanciando un appello al riguardo, nell’interesse di salvaguardare i consumatori ed evitare che continuino a manifestarsi queste evidenziate conseguenze che stanno sopraggiungendo, così da prevenirle in futuro.

 Rapposto Censis: ecco i consumatori insospettabili di cibi fast food

Il Rapporto Censis sulle abitudini degli italiani dimostra come non siano solo gli habituè a consumare cibi preconfezionati e dei fast food, ma evidenzia come questa tendenza stia divenendo irrefrenabile anche presso coloro che dichiarano di avere abitudini di consumo molto lontane: il 27% di acquirenti abituali di prodotti del commercio equo e solidale si reca nei fast food di frequente, così come pure il 26,7% degli acquirenti abituali di frutta e verdura da agricoltura biologica, il 22,6% degli acquirenti di prodotti Dop e Igp, ed il 21,6% di coloro che acquistano direttamente dal produttore. Consumatori insospettabili, ma che non rinunciano alla tentazione di un hamburger e di una bibita gassata ogni tanto.

Le ragioni sono molteplici: l’essere fuori casa per lavoro, la fretta, l’impossibilità di cucinare e consumare cibi sani e freschi, ecc… Così si risolve con i fast food.

Diviene in questa ottica una sorta di “nuova trasgressione”, perché mangiare al ristorante, rispetto al mangiare in casa, è un’occasione per concedersi soprattutto pietanze insolite, gustose, che piacciono, mettendo da parte indicazioni alimentari salutiste e sfuggendo almeno temporaneamente alle imposizioni delle tante rigide diete alimentari.

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