Fassina sindaco di Roma e SI al referendum trivelle i primi obiettivi della nuova Sinistra

Fassina sindaco di Roma e SI al referendum trivelle i primi obiettivi della nuova Sinistra

Le elezioni amministrative sono ormai diventate prove di laboratorio, alchimie territoriali per testare la salute politica nazionale: ecco che il voto in città come Milano, Bologna, Roma, Napoli si preannuncia strategico e funzionale anche a misurare la temperatura del Paese.

Roma in particolare, nel panorama caotico e magmatico dei partiti, probabilmente fungerà da magnete per polarizzare quelle forze, soprattutto della sinistra, che ancora si attraggono, o rimarcarne la separazione, segnando lo spartiacque da cui si delineeranno gli scenari futuri. Proprio a Roma infatti si è esaurita l’esperienza del centro-sinistra, almeno per come è stato concepito negli ultimi vent’anni. Addirittura con un atto notarile, come ad ufficializzare la fine di un matrimonio difficile, il giorno in cui i consiglieri di maggioranza (del Pd e qualcuno di destra) di Roma Capitale si sono dimessi. Divorzio antidemocratico, certo – annunciato forse già con la cacciata di SEL dalla Giunta Marino – che ha certificato la chiusura di un percorso – ‘Roma bene comune’ – che aveva registrato importanti  successi iniziali (come la chiusura della megadiscarica di Malagrotta e dei Fori Imperiali al traffico privato), ma che negli ultimi tempi è andato piano piano a languire.

Sempre più marcato il peso del governo Renzi e i bisogni dei cittadini della Capitale

Sempre più marcata discrasia tra il peso del Governo Renzi e i suoi interessi, da una parte, e i bisogni reali dei cittadini, dall’altra. L’esplosione di Mafia Capitale  rischia di far pagare gli effetti della crisi ai romani, agli utenti, ai lavoratori, alle famiglie (il lavoro, i trasporti, divenuti una vera e propria emergenza, la gestione dei rifiuti, la questione sicurezza), mentre sarebbe necessario puntare sullo sviluppo dei settori strategici di una metropoli di respiro mondiale. Ma il centro-sinistra muore un’altra volta di fronte alla volontà di imporre alle primarie un candidato renziano come Giachetti, che non ha mai cercato l’unità, tranne negli ultimi giorni, in cui i sondaggi lo davano in difficoltà a raggiungere il ballottaggio, con generici appelli in funzione di porre un argine alle destree al ciclone populista dei Cinque Stelle. Se il Pd avesse avuto davvero a cuore il bene di Roma avrebbe fatto un passo indietro per mettersi al servizio di un progetto civico serio e ambizioso, di svolta e discontinuità. Sarebbe stato necessario confrontarsi con le forze politiche, come SEL, con le associazioni e le reti civiche delle Capitale. Nulla di tutto questo; nessun progetto concreto per Roma. Sinistra Italiana–SEL, dopo un ampio e capillare confronto, si presenta con un proprio candidato – Stefano Fassina – che mette nel suo programma quegli elementi che manifestano la chiara volontà di cambiare il volto e il destino della città. Un esempio per tutti: la contrarietà alla candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi nasce dalla consapevolezza dell’urgenza di dover affrontare prima la drammatica situazione della città, a cominciare dal dissesto finanziario ed infrastrutturale edall’incapacità di assicurare i servizi essenziali. Rispetto all’investimento di risorse, esistono altre priorità per Roma e il suo sviluppo. Senza contare che in passato lo stanziamento di fondi per alcuni grandi eventi sportivi ha prodotto vergognose pagine in termini di sprechi, corruzione e opere mai terminate. Penso ad esempio ai mondiali di nuoto del 2009 e alla Città dello Sport di Tor Vergata, opera incompiuta che si sarebbe dovuta comporre di un palasport con 8mila posti, un edificio pallanuoto, una piscina olimpionica e una pista di atletica.

Un impulso alla costituzione del nuovo soggetto della Sinistra verso il congresso fondativo

Roma non ha bisogno di altri sprechi: ha in sé tutte le risorse per tornare a puntare sullo sviluppo. Serve un Governo che ne sia garante, che sappia riorganizzare, produrre, sviluppare, concertare, avere una visione sul futuro. Per questo le prossime elezioni dovranno segnare un punto di svolta. E lo saranno anche rispetto al percorso di costituzione del nuovo soggetto della Sinistra, che si concluderà il 2,3 e 4 dicembre con il Congresso fondativo. Un risultato soddisfacente a Roma darà il definitivo impulso al movimento; un esito diverso restituirà voce a chi per varie ragioni non condivide il cammino intrapreso.

Passaggi fondamentali i referendum del 17 aprile e quelli costituzionali

Insieme alle elezioni amministrative, gli altri passaggi fondamentali saranno i due referendum, quello d’autunno, per fermare la controriforma della nostra Costituzione, e quello – imminente – del 17 aprile contro le trivelle. Sinistra Italiana voterà SI non soltanto in difesa dei mari del nostro Paese. L’energia prodotta dai combustibili fossili è ormai obsoleta, mentre il futuro è nella ricerca e nelle rinnovabili, in direzione di un’altra idea di sviluppo: quello eco sostenibile, capace di produrre un più competitivo rapporto tra investimenti di risorse e posti di lavoro, soprattutto in quelli che sono i nostri settori di eccellenza, come il turismo, l’agricoltura di qualità, le nostre produzioni tipiche.

Il nostro è un SI chiaro e convinto in favore della partecipazione democratica contro un Governo che punta sul mancato raggiungimento del quorum, nell’abominevole idea renziana di un ridimensionamento degli spazi democratici. La politica non è un affare di pochi, di cui i cittadini non devono occuparsi, perché altri decideranno per loro. Del futuro – nostro e del Paese – dobbiamo assolutamente preoccuparci. Per questo al referendum del 17 aprile  dobbiamo votare e far votare:per far sentire un corale, potente, unanime e democratico , SI

*Senatore. Sinistra italiana-Sel

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