Davigo acclamato presidente dell’Associazione magistrati. A Renzi chiede rispetto e sulle intercettazioni gli fa sapere che c’è già la legge

Davigo acclamato presidente dell’Associazione magistrati. A Renzi chiede rispetto e sulle  intercettazioni gli fa sapere che c’è già la legge

È stato eletto per acclamazione il nuovo presidente della Associazione nazionale magistrati, Pier Camillo Davigo, che fu il pm di Mani Pulite. Un fatto del tutto nuovo che segna una importante svolta caratterizzata  dalla unità della rappresentanza dei magistrati. Davigo sarà alla testa di una Giunta alla quale partecipano tutte le correnti. Resterà in carica per un anno, dopo di lui la presidenza sarà tenuta a turno dai rappresentanti delle altre correnti. Nelle elezioni dell’Associazione è stato il più votato. Faceva parte della corrente conservatrice, Magistratura indipendente, guidata da Cosimo Ferri, all’opposizione da molti anni. Una corrente di destra, ma lo schema che ricopia  gli schieramenti politici  non facilita la comprensione delle diverse anime della magistratura. Ferri infatti entra a far parte del governo Letta come sottosegretario alla Giustizia in rappresentanza di Forza Italia, indicato da Berlusconi.

L’ex pm di Mani pulite “Sarò il presidente di tutti nel nome dell’unità dell’Anm”

Quando cade il governo, col famoso “Enrico stai sereno” pronunciato da Renzi Matteo, Ferri resta al suo posto e continua, di fatto, a guidare la corrente di Magistratura indipendente, un uomo molto utile al premier. Davigo non ci sta a questi giochi e fonda una nuova corrente, Autonomia e Indipendenza, un chiaro segnale di dissenso rispetto alla vecchia corrente di appartenenza. Le elezioni sono un successo per  Autonomia e Indipendenza che conquista 1300 voti, mentre segnano una battuta d’arresto per la corrente di sinistra. Davigo prende il maggior numero di preferenze. Nuovo segretario è Francesco Minisci, sostituito procuratore alla Dda di Roma, già all’antiterrorismo nella Capitale e prima ancora alla Dda di Catanzaro, della corrente di Centro Unicost.

Appena eletto, Davigo ha detto: “Sarò il presidente di tutti”. E ha dato subito una stoccata  al presidente del Consiglio che aveva duramente attaccato la magistratura, quella di Potenza in primo luogo impegnata in inchieste molto difficili e molto importanti come quella su Tempa Rossa, “vicenda trivelle” e “vicenda petrolio”. Renzi nel corso dell’ultimo consiglio dei ministri aveva anche avanzato l’idea di una legge di riforma  sul tema delle intercettazioni, di fatto una limitazione delle pubblicazioni da parte dei mezzi di informazione. Davigo ha dato una risposta sia agli attacchi portati da  Renzi ai magistrati sia in materia di pubblicazione delle intercettazioni. “Non esistono – ha detto – governi amici né governi nemici, esistono governi con i quali non si può fare a meno di dialogare, ferma restando la pretesa del rispetto della nostra dignità”. E sulle intercettazioni ha dato una lezione a Renzi Matteo: “La pubblicazione di intercettazioni non pertinenti è già disciplinata dal reato di diffamazione”. Renzi Matteo poteva informasi prima di fare una nuova gaffe.

“Momenti difficili tra politica e  magistratura ci sono da quando faccio il magistrato”

Il neo presidente dell’Anm ha poi affermato che momenti difficili “tra la politica e la magistratura ci sono da quando faccio il magistrato”. “Pretendiamo rispetto – ha proseguito. Non si tratta di corporativismo, credo che sia possibile con la nostra unità trovare la fermezza per pretendere il rispetto della nostra dignità e per tutelare la giurisdizione. Inevitabilmente ci sarà una dialettica ma tutto può essere recuperato con pazienza e dialogo”.  Ha poi citato un giudice inglese sottolineando che “è giusto che ci sia tensione tra potere politico e giudiziario”.

Prima della sua elezione Davigo intervenendo al nuovo Direttivo della Associazione si era levato qualche sassolino dalle scarpe. Ha risposto ad una battuta rivolta da  Renzi ai magistrati il 9 settembre del 2014, quando, a Porta a porta, parlando della riforma della Giustizia, disse: “L’Anm protesta? Brrrr, che paura… Hanno protestato per il taglio degli stipendi e ora protestano per il taglio delle ferie”. Non aveva digerito quella battuta e si era ripromesso di trovare l’occasione giusta per rispondere. Lo ha fatto poco prima di essere acclamato presidente. “Quel ‘brrr che paura’ non mi è piaciuto per niente. Ma anche altre cose non mi sono piaciute – ha sottolineato il magistrato – è possibile che un datore di lavoro decida di ridurre le ferie ai dipendenti senza consultarli e far credere che il disastro in cui versa la Giustizia dipenda dalle ferie dei magistrati? È una bugia, i magistrati italiani sono quelli che lavorano di più in Europa, bisogna dirlo con fermezza, difendere la nostra credibilità. Abbiamo i migliori investigatori del mondo, si è visto nella vicenda Abu Omar, un’altra pagina gloriosa per la magistratura italiana”.

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