Con Fassina da 100 banchetti tante idee per far rinascere Roma. Partecipazione è democrazia

Con Fassina da 100 banchetti tante idee per far rinascere Roma. Partecipazione è democrazia

Sabato e domenica  i cittadini di Roma, in particolare quelli della periferia, oltre al bel tempo, hanno trovato una buona sorpresa: 100 banchetti, ognuno con decine di persone per bene, che hanno regalato idee per far rinascere la città e la democrazia. Nei banchetti si sono distribuiti decine di migliaia di programmi per presentare le idee programmatiche del candidato a sindaco Stefano Fassina. Idee maturate in un percorso durato mesi, aperto e partecipato, che ha coinvolto esperti, cittadini e mondi diversi: università, lavoro, impresa. Idee e candidato sono l’espressione di un inedito movimento di rinascita morale, economica, sociale e ambientale, un movimento che cresce ogni giorno di più nella Capitale d’Italia.

C’è sfiducia ma torna la voglia e la necessità di cambiare

 In tanti siamo stati ai banchetti per due giorni e abbiamo ancora una volta registrato che la sfiducia dei cittadini è grande, molto grande. Eppure quando ci si è soffermati a parlare di lavoro, di qualità della vita, di trasporti, di pulizia, di sicurezza, di energia pulita, di innovazione, di trivelle, di moralità e di tanti problemi veri, tornava la voglia e la necessità di cambiare. Ma c’è un ma: di chi fidarsi? Qui la tragica realtà di avere politici “double face” brucia, eccome: promesse non mantenute, corruzione, collusioni con la criminalità, interessi privati sulla cosa pubblica mentre la qualità della vita è peggiorata e tante forze giovani capaci non trovano serie opportunità per il futuro. A Stefano Fassina viene riconosciuta competenza e onestà e per chi fa politica oggi è molto più di un complimento. Gli viene riconosciuto che si  batte per una capitale d’Italia autorevole, onesta e al passo con le altre capitali europee e mondiali per dare efficienza amministrativa, qualità del lavoro, una migliore qualità della vita e dell’ambiente.

Dopo anni di malcostume e di favoritismi il metodo del dialogo e della trasparenza

È credibile quando afferma che vuole ripristinare, dopo anni di malcostume e di favoritismi, il metodo del dialogo e della trasparenza con i cittadini e le forze vere della città, dai sindacati ai commercianti, dai giovani precari agli artigiani, dal mondo universitario alla scuola, dalla cultura agli operatori turistici. Fassina è conosciuto in città, non certo per gli organi d’informazione che sono molto avari con chi non ha potentati economici alle spalle, ma  per il fatto che da mesi è chiamato dai cittadini per le periferie, per intervenire nelle vertenze per il lavoro, per dare un nuovo stadio alla città evitando la speculazione edilizia e il dissesto idrogeologico; è stato protagonista della proposta di referendum popolare per scegliere tra spese pazze e inutili per le olimpiadi o interventi strutturali per il trasporto, la manutenzione degli edifici e delle strade. Ha detto no agli sgomberi dei centri sociali e sì alla solidarietà verso gli immigrati e i rom; è presente nella vertenza salariale dei dipendenti comunali e per affermare il diritto alla salute, alla casa, al lavoro ai giovani e alle donne. Insomma, dopo anni la città sta ritrovando un candidato sindaco che sta dalla parte dei diritti civili e dei cittadini tutti e, in particolare, dei più deboli che hanno il problema della casa, della salute, che vivono in povertà, che hanno figli in cerca di un lavoro e un reddito basso, dalla parte delle donne.

Una fitta rete di rapporti con forze sociali, competenze e gente onesta

La sua forza sta nel fatto che non è solo, ma è espressione di una fitta rete di relazioni con forze sociali, con competenze, con gente onesta. Sono forze che oggi rappresentano una classe dirigente alternativa ai vecchi partiti e alle vecchie forze economiche della rendita immobiliare e della spesa pubblica parassitaria che minaccia la democrazie e le casse del comune con tentacoli clientelari e tangentizi. Roma ha bisogno di aria nuova e di cambiamento vero, i romani non possono permettersi errori astenendosi o votando forze improvvisate, inesperte prive di collegamenti sociali senza i quali non è possibile realizzare nessun cambiamento vero come è per la Raggi. Roma non ha bisogno neppure del ritorno di partiti che in forme diverse, e tra questi il PD, hanno rappresentato, difeso e mediato al ribasso gli interessi delle vecchie forze della speculazione edilizia e penalizzato  l’ambiente, la bellezza e la qualità della vita. Figuriamoci poi affidarsi al nuovo arrivato, cioè Marchini, che rappresenta direttamente quegli interessi, come sarebbe un vero rischio democratico mettere in sella i vecchi sodali di Alemanno come la Meloni o Bertolaso.

Le giornate del 2 e 3 aprile, hanno detto che ci sono tanti romani che si sono messi in moto, disponibili a lavorare e a lottare per far  rinascere la città, tra questi ci sono tanti elettori del PD che hanno visto sciupato e umiliato il proprio voto, prima con una confusione di governo e, poi, col disarcionamento antidemocratico di Marino.

Ai tanti che non accettano la sfrontatezza dei vertici e del candidato del PD di Roma che arrivano, senza nessuno spavento per il ridicolo, ad affermare che non votando Giachetti si fa male a Roma, chiediamo di prendere la parola.

A tutte queste forze rivolgiamo un invito a non rassegnarsi e a liberarsi da lacci e laccioli dei poteri forti, gli chiediamo di unirsi a noi e di ricollocarsi a sinistra con la dignità e la fierezza della propria storia, con i nostri valori e con le nuove idee programmatiche che sono una garanzia per la rinascita di Roma.

*Portavoce “Futuro a Sinistra” di Roma

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