Cgil. Un successo la raccolta di firme a sostegno della Carta dei diritti universali del lavoro. Dignità e libertà un patrimonio di tutti

Cgil. Un successo la raccolta di firme a sostegno della Carta dei diritti universali del lavoro. Dignità e libertà un patrimonio di tutti

“Le prime due giornate di gazebo e banchetti per raccogliere le firme a sostegno della Carta dei diritti universali del lavoro e dei tre referendum proposti dalla Cgil sono state un successo”.  Lo afferma Nino Baseotto annunciando che “la nostra sfida continua nei luoghi di lavoro, nelle nostre sedi e nel territorio con rinnovata determinazione perché dignità e libertà sono un patrimonio di tutti”.

Continua la raccolta firme della Cgil per la proposta di legge di iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro – Nuovo Statuto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori” e i tre quesiti referendari. La campagna di raccolta è partita sabato scorso e si concluderà venerdì 8 luglio per i quesiti referendari, mentre si fermerà sabato 8 ottobre per la raccolta firme della Cgil per la proposta di legge di iniziativa popolare.

Camusso: vogliamo coinvolgere il Paese non solo la nostra gente

“Una rivoluzione per la Cgil – dice Susanna Camusso – abbiamo tenuto già più di quarantamila assemblee, oltre due milioni di lavoratori consultati. Ora andiamo avanti, vogliamo coinvolgere il Paese, non solo la nostra gente”. Fra le tante iniziative segnaliamo quelle tenute lunedì alle 9.30, presso la Casa della Resistenza a Fondotoce di Verbania, un dibattito pubblico, organizzato dalla Cgil di Novara a cui ha partecipato Susanna Camusso, che poi ha avuto un altro incontro a Milano, al Palazzo di Giustizia alle ore 16. Martedì a Cinquefrondi (Reggio Calabria), in piazza Castello parteciperà il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, mentre venerdì 15 l’incontro con i liceali dello scientifico Gullace di Roma, a cui parteciperà il segretario confederale, Serena Sorrentino, e con gli universitari di Firenze, al Polo universitario di Novoli, con Camusso.

Silenzi e censure da parte dei media così come sul referendum “Trivelle”

Di quanto sta avvenendo, del valore democratico della iniziativa della Cgil non c’è quasi riscontro nei media. Così come ormai a poche giorni del referendum sulle “Trivelle” cala il sipario. Ai cittadini non far sapere sembra la linea scelta da quotidiani e televisioni, al  più qualche dibattito sulle reti Rai ma delle iniziative che si stanno sviluppando in tutta Italia non c’è notizia. In abbondanza invece le dichiarazioni di Renzi Matteo e della sua gente che invitano, sembra più un ordine, a non presentarsi alle urne. Ancora di più l’oscuramento vale per le iniziative della Cgil che puntano a mobilitare milioni di  cittadini, uno straordinario evento democratico. In applicazione e difesa della Costituzione proprio mentre  il Parlamento è chiamato da Renzi e dal governo a smontare la Carta. Forse anche per questo i collaboratori del premier nei loro contatti con gli scriba  “consigliano” il  silenzio stampa.

Lattuada (Cgil Lombardia). Il nostro obiettivo applicare la Costituzione

L’obiettivo della Cgil infatti – ha affermato Elena Lattuada  segretario generale  della Cgil Lombardia dove è in corso un programma molto intenso di iniziative – “è quello di applicare anche parti della Costituzione italiana che non sono mai state applicate. Una per tutte, l’articolo 39 sulle organizzazioni sindacali, che prevede vincoli e regole di controllo, ma agiscono anche con una sorta di delega erga omnes rispetto agli accordi che costruiscono. Siamo arrivati a questa considerazione in ragione della frammentazione della rappresentanza che stiamo vivendo, ma anche per provare a rendere esercitabile il contenuto degli accordi e delle regole che si pattuiscono”. “Un altro elemento di novità – ha proseguito Lattuada intervistata da Radio Articolo 1 – è che con la Carta dei diritti proviamo a instaurare un rapporto con i lavoratori non di delega passiva, ma che tenga conto dei soggetti della rappresentanza oggi esistenti. Vogliamo aprire una interlocuzione col mondo delle professioni, ad esempio. Un  mondo nel quale a volte mancano regole certe e che  costringe i lavoratori a una sorta di isolamento”.

È il momento di rimettere in discussione le condizioni di lavoro

“La più grande organizzazione sindacale esistente in questo paese, quindi, sta tentando di creare una relazione politica con questi soggetti e prova a costruire un percorso comune. Il tutto in nome dei diritti che ritiene universali, come il diritto a ammalarsi, il diritto alla maternità, il diritto alla retribuzione e al riposo, tanto per citarne alcuni. È chiaro che siamo di fronte a una grande scommessa e anche a un grande rischio. Abbiamo però scelto questa strada, quella della legge di iniziativa popolare perché siamo coscienti del fatto che in questo paese ci sono già state troppe occasioni perse. Avanziamo una proposta di legge, raccogliamo  firme, proponiamo  dei referendum perché è arrivato il momento di provare a rimettere in discussione la condizione del lavoro in questo paese. E lo strumento che abbiamo scelto ci permette di farlo, permette di riprendere il ragionamento e di coinvolgere interamente un mondo del lavoro fortemente frammentato. È questa la nostra sfida per provare a rinnovarci e ad ascoltare anche le opinioni degli altri”.

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