Brasile. La presidente Rousseff attende il giudizio del Senato. All’Onu parla di golpe, di colpo di stato

Brasile. La presidente Rousseff attende il giudizio del Senato. All’Onu parla di golpe, di colpo di stato

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha detto ai giornalisti a New York che l’impeachment al quale è stata sottoposta alla Camera bassa non ha “alcun fondamento giuridico”, e che continuerà la lotta per la sua sopravvivenza politica sullo scenario internazionale. Rousseff ha ribadito di essere stata vittima innocente di un golpe, di un colpo di stato, e che non mollerà, almeno fino a quando non sarà stata cacciata dall’elettorato brasiliano. In realtà, l’appello di Rousseff ai grandi mezzi di comunicazione del mondo ha più il sapore di un tentativo da “ultima spiaggia” piuttosto che una convincente autodifesa, dopo la catastrofe parlamentare in Brasile. Il suo governo è diventato decisamente impopolare, e questo Rousseff lo sa bene, per effetto della recessione, dei conflitti politici e di una larga corruzione. Tuttavia, la presidente Rousseff non è stata oggetto di indagini giudiziarie, e dunque l’impeachment è apparso a molti commentatori, in Brasile e nel mondo, come una forzatura. Si tratta, cioè, di accuse sulle politiche, piuttosto che su veri e propri crimini giudiziari. È per questa ragione che la presidente brasiliana continua a sostenere in tutte le sedi istituzionali, interne ed internazionali, che la sua rimozione dalla presidenza avrà inevitabili e pessime conseguenze nella pur fragile democrazia brasiliana.

“Esprimo la volontà di combattere”, ha sostenuto Rousseff dinanzi ai giornalisti, “per garantire che il Brasile non sia un paese dove le regole democratiche sono state infrante. Sono vittima di un complotto. In passato, i colpi di stato venivano realizzati coi mitra, coi carri armati e le armi. Oggi, non c’è bisogno d’altro che di mani che vogliono stravolgere la costituzione”. All’esterno della sede brasiliana di New York, centinaia di sostenitori della Rousseff hanno gridato slogan per la difesa della democrazia e per fermare il colpo di stato. Rousseff ha poi detto ai giornalisti che se l’impeachment fosse approvato anche dal Senato, lei farà appello alla comunità internazionale denunciando il colpo di stato. E spetta alla comunità internazionale, secondo Rousseff, decidere cosa fare e come comportarsi dinanzi a questa situazione di golpe costituzionale. “Non vi è alcuna possibilità che la mia voce venga ridotta al silenzio”, ha concluso Rousseff.

Dopo aver lanciato queste accuse, Dilma Rousseff ha poi rivelato che alcuni leader internazionali le hanno espresso privatamente simpatia e di essere pronta a chiedere la sospensione del Brasile dal blocco commerciale Mercosur degli stati sudamericani qualora vi fosse uno stravolgimento del processo democratico. Nel suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Rousseff ha solo citato la situazione politica in Brasile e si è invece concentrata sugli sforzi fatti dal Brasile per ridurre le emissioni di gas inquinanti. Verso la fine del suo intervento, però, ha detto con tono di voce molto alta che il Brasile sta vivendo “un gravissimo momento”.

Dal punto di vista procedurale, il Brasile attende ora il pronunciamento del Senato, che darà inizio al dibattito a fine aprile e proseguirà col voto previsto nella prima decade di maggio. Se il Senato dovesse confermare l’impeachment, Rousseff sarà allontanata dall’incarico per 180 giorni, durante i quali verrà effettuata l’inchiesta a suo carico. Ciò significa che non potrà partecipare alla inaugurazione e alla chiusura del Giochi olimpici di Rio, previsti in agosto.

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