Brasile. La Camera bassa vota per l’impeachment della presidente Rousseff. Ora la parola passa al Senato

Brasile. La Camera bassa vota per l’impeachment della presidente Rousseff. Ora la parola passa al Senato

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, delfina di Lula, è stata sconfitta in un umiliante voto alla Camera dei deputati attraverso il quale è stata approvata l’apertura di un procedimento di impeachment nei suoi confronti per presunta violazione delle leggi di bilancio. La parola passa ora al Senato, dove è dato quasi per certo che la leader del Partito dei lavoratori sarà di nuovo sconfitta. La previsione, dunque, è che la presidente sarà sollevata dal suo incarico a pochi mesi dalle Olimpiadi ospitate dal Brasile. A sostituirla alla presidenza durante l’eventuale procedimento penale sarà l’attuale vice, Michel Temer, il quale, nel caso la 68enne presidente sia ritenuta colpevole, sarà poi capo dello Stato sino alla fine del mandato nel 2018.

Nelle strade delle città brasiliane centinaia di migliaia di persone hanno assistito in diretta al voto, festeggiando poi il duro colpo a Rousseff. Durante il voto alla Camera, l’opposizione ha superato i 342 voti della soglia di due terzi degli eletti necessari per il primo sì all’apertura del procedimento di messa in stato d’accusa della presidente. I sì sono stati 367, i no 137, sette le astensioni, due i deputati assenti. Durante il voto, l’aula era un mare di bandiere e pugni alzati. Il Senato, a sua volta, deciderà a maggioranza semplice se procedere con l’impeachment. Se dirà sì, come previsto, Rousseff sarà sospesa dal suo incarico. Lo scontro sull’impeachment di Rousseff ha diviso il Brasile, colpito dalla peggior recessione dagli anni ’30, creando la frattura più profonda tra i suoi 200 milioni di abitanti dalla fine della dittatura militare nel 1985. E ha visto diventare nemici Rousseff e il 75enne Temer, scontro che potrebbe destabilizzare un futuro governo e tuffare il Paese in mesi di incertezza. Nonostante l’alto tasso di disoccupazione, il Partito dei lavoratori di Rousseff conta su un ampio supporto di milioni di cittadini delle classi meno abbienti, che rimangono fiduciosi grazie al successo dei programmi sul welfare che nel decennio scorso hanno sollevano molte famiglie dalla povertà.

“La lotta continuerà ora nelle strade e al Senato federale”, ha dichiarato José Guimaraes, leader del PT, il partito dei lavoratori, alla Camera bassa. “Abbiamo perso perché i mercanti del golpe erano più forti”, ha aggiunto. Secondo i sondaggi, oltre il 60% dei brasiliani è a favore dell’impeachment di Rousseff, la prima donna alla presidenza del Paese, due anni dopo che è stata rieletta. Non è stata accusata di corruzione, mentre il suo partito è stato coinvolto nell’ampio scandalo legato alla compagnia Petrobras. Nella notte centinaia di migliaia di brasiliani, sostenitori del governo o dell’opposizione, hanno manifestato pacificamente nelle città del Paese. In milioni hanno assistito al voto in diretta da bar e ristoranti, nelle case o su schermi giganti nelle strade, allo stesso modo in cui di solito assistono alle partite di calcio. Fuori dal Congresso a Brasilia, a tenere separati i due fronti è stata allestita una barriera lunga un chilometro e alta 2 metri, simbolo dello scontro politico. Sul lato pro-impeachment, centinaia di sostenitori si sono abbracciati, hanno cantato e brindato. Dall’altra parte, intanto, le bandiere scendevano sempre più sino ad essere lasciate a terra. “L’impeachment manda un chiaro messaggio: la politica di questo Paese va ripulita”, ha detto una dimostrante. Molti critici del processo lo considerano un referendum sulla popolarità di Rousseff, attualmente scesa a numeri a una sola cifra, e un precedente pericoloso sulla destituzione dei leader eletti.

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