Berlusconi pronto a consegnarsi all’ultradestra. Tutti sul carro di Meloni e Salvini. Gli ex An organizzano il ‘de profundis’ all’ex Cavaliere

Berlusconi pronto a consegnarsi all’ultradestra. Tutti sul carro di Meloni e Salvini. Gli ex An organizzano il ‘de profundis’ all’ex Cavaliere

Ormai restano solo due i nomi che saranno destinati a correre, entrambi, o uno solo, nella partita verso la poltrona più alta del Colle Capitolino. Tutto si è ormai deciso a Palazzo Grazioli, dove l’ufficio di Presidenza di Forza Italia, ha delegato al padre fondatore la scelta che potrebbe rilanciare o demolire le destre.  La scelta è su Meloni o Marchini. Va detto immediatamente che il vertice ha fatto decisamente ‘morti e feriti’, visto che l’ex Cavaliere si è visto letteralmente circondare dialetticamente dai padrini che sostengono la ‘Giovanna d’Arco’ delle destre Giorgia Meloni, gli irriducibili che non mollano Bertolaso e gli altri che sognano una riedizione della Casa delle Libertà, che veda stretti, stretti, allo stesso tavolo, i post- fascisti di Fratelli d’Italia-An; Forza Italia e i centristi di Casini e Angelino Alfano, con il nulla osta della Lega di Salvini. Questi ultimi, naturalmente convergerebbero su di un solo nome: Alfio Marchini, ma i numeri non depongono a loro favore, almeno negli ultimi sondaggi che leggono in doppia cifra e vicina alla soglia del ballottaggio la madrina di ‘Atrejus’.

L’ultima partita dell’ex Cavaliere

E sul punto, Berlusconi si gioca, per intero, tutto quel che resta della sua leadership. La partita è comunque assolutamente lontana dalla soluzione. L’ex Cavaliere ha incassato, e per lui è già un successo, “il pieno mandato a cercare una convergenza” sul nome. Dunque tutto rinviato e delegato alla prossima settimana. Anche se la Giorgia si porta avanti ed annuncia la sua candidatura dal ‘balcone’ del Pincio. Ma le galassie dello schieramento che per anni hanno deciso le sorti del Paese, sono in febbrile movimento. Protagonisti, ed in prima linea, sono soprattutto i post fascisti che, a Roma, vorrebbero replicare la vittoria alemanniana. Sul carro della Meloni sono infatti letteralmente saltati Maurizio Gasparri e gran parte degli ex An, che hanno cercato di condizionare, senza grandi risultati, almeno per ora, Silvio Berlusconi. È chiaro, comunque, che l’ex Cavaliere farà la sua scelta solo dopo aver completato, per intero, le consultazioni. Solo dopo aver ascoltato tutti gli attori protagonisti proporrà (non deciderà ndr) un nome, ed a questo punto gli alleati fedeli e meno saranno chiamati a scegliere il candidato.

Il marasma che affonda le Destre ha una sola risorsa per sopravvivere: il populismo

Sarà la Meloni? Sarà Marchini? Nel marasma che affonda le destre, nulla è mai così impercettibile ed ipotizzabile come in queste ore. La spunteranno Salvini e Meloni? Troverà l’ultima occasione politica Marchini? Nessuno è in grado di fare previsioni certe. Quello che è comunque certezza è il fatto che l’ex Cavaliere dovrà fare una scelta e proporre un nome. Su quello si giocheranno i destini politici della coalizione che, al momento, guida. È chiaro a tutti il fatto che la vittoria di Salvini e Meloni, rappresenterebbe una svolta di destra estrema, che cancellerebbe definitivamente dall’elettorato azzurro i moderati, azzererebbe qualsiasi doppio forno con i centristi casiniani ed alfaniani e demolirebbe quel che resta della cultura liberaldemocratica profusa in più occasioni dal Cavaliere. In buona sostanza, in Italia prenderebbe forma e vita una forza politica radicale e di destra che ha pochi paragoni in Europa. Sarà questa l’eredità lasciata sul campo da Berlusconi?

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