Berlusconi, le sue aziende, Bollorè, Telecom, Renzi, il Campidoglio, Pascale, il “cerchio magico”, Dudù e Dudina. Infine Bertolaso

Berlusconi, le sue aziende, Bollorè, Telecom, Renzi, il Campidoglio, Pascale, il “cerchio magico”, Dudù e Dudina. Infine Bertolaso

Cherchez la femme, frase celebre che non ha bisogno di essere tradotta. Si  legge in un dramma di Alessandro Dumas padre, Les Mohicans de Paris (1864).  Ma il suo uso si perde nella notte dei tempi per indicare che le donne sono causa diretta o indiretta, si legge sulla Treccani, di avvenimenti molto importanti. Quando  Berlusconi  in uno dei tanti incontri, pranzi, cene, colazioni, a casa sua,  o a Palazzo Grazioli con i reduci di quella che fu la pattuglia di Forza Italia avanzò la possibilità di una alleanza con Salvini, che tira la volata alla Meloni, facendo fuori Bertolaso, uno ormai con le batterie scariche, se mai le ha avute cariche, si sentì una voce: “ Con quel troglodita no”.

Cherchez la femme, le  donne del “cerchio magico”

Era Francesca Pascale, la compagna di Berlusconi con il quale da poco aveva fatto pace. Subito un “no” secco al “troglodita” da Maria Rosaria Rossi, altra componente di peso del “cerchio magico” di cui fa parte, non ne siamo certi, anche Deborah Bergamini, le  tre donne, cherchez la femme appunto, che circonda l’ex cavaliere e che qualcuno chiama anche le “tre Grazie” con riferimento a celebri opere d’arte del Botticelli o del Canova. Si racconta che si sentì anche un’altra voce, “con i fascisti”, riferimento alla Meloni, “io non ci sto”. Si racconta che sia stato Brunetta. Sia come sia, ad oggi, ma il poeta scrive che “del doman non c’è certezza”, il candidato di Forza Italia, ma si chiama ancora così?, era e resta Bertolaso. Anche perché poche ore prima era stato dato per certo che il centrodestra si era ricompattato sul nome di Giorgia Meloni. Poche ore dopo era cambiato tutto e trionfante Pascale tornava ad essere al centro di interviste, dichiarazioni in cui le lodi per il fidanzato diventavano anche imbarazzanti, se si pensa che gli aveva tolto perfino il saluto qualche mese prima quando sembrava si fosse invaghito di una ventenne donzella. E neppure  Dudù e Dudina lo salutavano più. Ora, la pace, complice anche il regalo  di una villa è tornata in famiglia. Il coronamento  non poteva che essere l’accettare quel “no al troglodita” che il “cerchio magico” voleva.

Le fortune del berlusca sempre determinate dal suo fiuto

Scherziamo? No, ma le fortune del berlusca sono state sempre determinate dal suo fiuto. È vero che è invecchiato, non ha più la lucidità di un tempo, il “cerchio magico”, uno dei tanti, diventa una specie di camicia di forza a cui lui si fa legare sapendo bene che il tempo del potere è finito, o quasi. Si dice che così facendo distrugge il centrodestra, che dà una mano a Giachetti, il quale può arrivare al ballottaggio con la grillina Raggi, poi si vedrà, che Meloni senza l’apporto di Forza Italia, o di quello che resta, non ha i numeri, che Marchini è ancora in panchina e qualcosa in questa situazione può ruscolare. C’è anche chi si preoccupa perché con la crisi di Forza Italia, non solo a Roma, scompare una forza di centro, resta una destra forcaiola, razzista, lepenista, troglodita.

 Una forza di centro c’è già, si chiama Pd. I calcoli dell’ex cavaliere

Ma una forza di centro c’è già, si chiama Pd. Berlusconi l’ha capito  ed ha fatto i suoi calcoli. C’è chi dice che la mossa del Bertolaso perdente sia un disegno ben calcolato. Restano liberi un  bel po’ di voti, da quelli di Bertolaso fino a quelli di Verdini. Insomma, per altra strada potrebbe ripartire una edizione riveduta  e corretta del patto del Nazareno. Non è un caso che personaggi che non fanno parte del “cerchio magico”, come Fedele Confalonieri, l’uomo macchina, il cervello del Berlusconi, uomo di molti affari non solo televisivi, lo abbiano sconsigliato da una alleanza con Salvini e Meloni. Si dirà: ma a Milano l’alleanza è con Parisi e c’è pure il troglodita. Altra storia. Berlusconi, ovviamente tiene molto alle sue donne del “cerchio magico”, a Dudù e Dudina, molto di più tiene alle sue aziende. Glielo ricordano le figlie e i figli.

Importanti eventi nel settore delle comunicazioni, editoria e televisioni

E nel settore di “lavoro” in cui opera stanno avvenendo cose che gli turbano il sonno. Il pateracchio Stampa-Repubblica, il tentativo di scalata al Gruppo Corriere della sera da parte di uno dei consiglieri di amministrazione, Cairo, proprietario fra l’altro di La 7 e di una squadra di calcio, il Torino “nemico” storico del suo Milan, e di altre “cosette” che contano. Ma la cosa più importante è l’accordo fra Mediaset e Vivendi di Vincent Bollorè, società collocata fra le cinquecento più forti al mondo. La cessione di Premium a Vivendi (Bollorè) è una operazione di lungo respiro, Vivendi è fortemente interessata all’operazione Telecom ed ha fatto pervenire un chiaro messaggio a Renzi Matteo.

Forse Berlusconi si è ricordato che la sua fortuna, quella delle sue aziende avviene con Bettino Craxi premier, prima non contava niente o quasi. Repetita iuvant, dicevano gli antichi romani. Deve averlo pensato il berlusca. In fondo il sindaco di Roma è solo una grana, vedere come ha fatto fuori Ignazio. Il berlusca si deve essere detto: meglio stare in combutta con Bollorè, che con Salvini e Meloni per creare dispiaceri a Renzi. Non si sa mai. E Bertolaso che si sacrifica sapendo che non andrà da nessuna parte? Per lui qualcosa si troverà.  Un retroscena fantasioso il nostro? Pensiamo di no. Berlusconi ci può sempre ripensare. Per una volta ci sia consentito di imitare gli scriba che tutti i giorni ci raccontano retroscena. Visto che siamo in vena di citazioni diciamo “Semel in anno licet insanire”. Abbreviato “semel  in anno”, almeno una volta sia lecito fare follie, impazzire. Dal dialogo De civitate Dei di sant’Agostino: “tollerabile est semel anno insanire”. Lo giuriamo.

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