Unioni civili. In Commissione Giustizia della Camera si riaccende il dibattito. Ncd e M5S tendono alla melina, il Pd vuole chiudere in fretta

Unioni civili. In Commissione Giustizia della Camera si riaccende il dibattito. Ncd e M5S tendono alla melina, il Pd vuole chiudere in fretta

Ritorna prepotentemente il dibattito parlamentare sulle unioni civili. Alla Camera si è conclusa la discussione generale in Commissione Giustizia, con il termine per gli emendamenti fissato al 31 marzo. Ma l’oggetto del contendere questa volta non sono le adozioni, definitivamente uscite dalla legge, ma le norme sulle coppie di fatto. Il Pd e il governo mirano a blindare il testo per approvarlo definitivamente a maggio, ma il Nuovo Centrodestra di Alfano e soci chiede di dare più vincoli burocratici alle convivenze di fatto e i 5Stelle al contrario, chiedono di alleggerire gli obblighi reciproci. Il tutto mentre Forza Italia rilancia l’idea di rendere l’utero in affitto un reato universale, come già il Pd ha chiesto in Senato. Il ddl approvato da Palazzo Madama introduce due istituti diversi: le unioni civili, per le coppie gay, hanno un quadro di diritti e doveri tale da avvicinarle al matrimonio; per le coppie di fatto sia i diritti che i doveri reciproci sono molto più leggeri, dal punto di vista burocratico. Per esempio non c’è la reversibilità della pensione. Proprio su questo è andato all’attacco Ncd, con Alessandro Pagano che ha parlato di “palesi discriminazioni”. Il punto, secondo l’esponente Ncd, è che le coppie di fatto, che in Italia sono 1,4 milioni rispetto alle meno di 8.000 di quelle omosessuali, sono escluse da una serie di diritti (per esempio sulle graduatorie per l’accesso a benefici pubblici), benché in esse vivano molti più bambini. Per Pagano poi ci sono “decine di incongruenze” evidenziate da alcuni giuristi ascoltati dalla Commissione. “Noi non amiamo questa legge – ha detto – va bene approvarla, purché però la si aggiusti”.

Opposto l’approccio del deputato Alfonso Bonafede, di M5S, che ha in particolare preso di mira l’obbligo di alimenti per il partner bisognoso in caso di rottura della coppia di fatto. Questo obbligo è troppo forte per il tipo di rapporto “lasco” che i due partner instaurano con la convivenza di fatto. Infine la Lega, Nicola Molteni ha ribadito che per lui questa legge non si dovrebbe proprio fare. In casa Pd e nel governo si teme che l’approccio “minimalista” di Ncd e M5S, che chiedono modifiche tutto sommato limitate, nasconda però l’intenzione di riportare in Senato la legge per “impantanarla”. Senza contare che la reversibilità anche per le coppie di fatto costerebbe centinaia di milioni. Il sottosegretario Sesa Amici si è rimessa alle decisioni della Commissione: “Vediamo prima gli emendamenti”. La relatrice, Micaela Campana, Pd, spiega: “Abbiamo fatto un dibattito ampio senza strozzare i tempi, ma respingeremo chi vuole impantanare la legge. Noi pensiamo che questo sia un buon testo, vedremo gli emendamenti. Però l’Italia ha atteso anni questa legge e noi vogliamo fare presto e bene”. Che tradotto significa quello che esplicitamente dice il capogruppo dei Democratici alla Camera, Ettore Rosato: il testo non si tocca e lo si approva a maggio. Pagano non si dà per vinto, anche appunto per ragioni strettamente strategiche, o tattiche: “I tempi per aggiustare la legge ci sono; qui alla Camera il Pd ha i numeri e al Senato il governo può porre la fiducia; se non lo fanno vuol dire che c’è una lobby internazionale che detta i tempi al governo”.

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