Migranti. A pochi giorni dal vertice europeo, il cancelliere austriaco propone un sistema di quote di accoglienza

Migranti. A pochi giorni dal vertice europeo, il cancelliere austriaco propone un sistema di quote di accoglienza

A due giorni dal nuovo vertice europeo sulla crisi delle migrazioni, il cancelliere austriaco Werner Faymann ha di nuovo ribadito, nel corso di un’intervista televisiva nella serata del 5 marzo, la necessità che la Germania lavori per fissare una quota annuale dei rifugiati, proprio per evitare di continuare attrarne centinaia di migliaia. Il cancelliere socialdemocratico ha provocatoriamente affermato: “la Germania deve dire le cose con chiarezza, altrimenti i rifugiati continueranno a prendere la strada per l’Europa”. Secondo Faymann, la quota tedesca potrebbe essere non superiore a “400.000 rifugiati all’anno”, e quella austriaca non dovrebbe oltrepassare i 37.500 richiedenti asilo su 8,5 milioni di abitanti. Il calcolo è banalmente aritmetico: si tratta del 4,5% dell’intera popolazione tedesca e austriaca. Ma se il calcolo dovesse adattarsi all’intera popolazione dei 28 paesi dell’Unione europea, allora occorrerebbe replicare al cancelliere austriaco che i rifugiati da accogliere sarebbero circa tre milioni l’anno, da “rilocalizzare” per ciascun paese. Invece, l’Europa stenta appena a sistemarne meno di centomila.

La Germania è la meta prioritaria per moltissimi migranti e rifugiati che fuggono dalle zone di conflitto del Medio Oriente per sistemarsi in Europa, attraverso la Turchia e la Grecia. Faymann ha insistito: “milioni di loro sono già pronti a venire”, e il sistema delle quote darebbe loro una base legale per dirottare il loro viaggio verso la Turchia, il Libano e la Giordania, invece che dirigersi l’Europa che ha “messo in piedi una politica di laissez-faire caotica e disordinata”.

Già nello scorso gennaio, l’Austria aveva preso l’iniziativa di fissare quote di accoglienza per i rifugiati sul suo territorio e inoltre, in coordinamento con gli stati balcanici, aveva limitato l’ingresso alle frontiere. Nel corso delle ultime settimane, la Macedonia, porta d’ingresso verso la rotta balcanica, ha lasciato entrare appena 2000 rifugiati alla frontiera greca di Idomeni, dove risultano ancora ammassati in attesa dell’apertura della frontiera non meno di 13.000 rifugiati e migranti. Il cancelliere socialdemocratico austriaco, il cui paese ha accolto circa 90.000 migranti nel 2015, ha giustificato l’indurimento della sua posizione con l’assenza di solidarietà tra i paesi europei, “molti dei quali si sono adagiati sul fatto che Austria, Germania e Svezia hanno sostenuto il grosso dell’accoglienza dei rifugiati”. Il cancelliere non ha escluso “un contenzioso giuridico” con la Commissione europea che ha giudicato le quote austriache incompatibili col diritto europeo. Il cancelliere ha lanciato il sasso nell’acqua stagnante dell’Unione europea. Ora vedremo come i capi di stati e di governo, e i ministri degli Interni, dei 28 paesi della UE reagiranno nel corso del vertice decisivo di questa settimana, durante il quale dovrà anche essere risolta la vertenza turca.

Share

Leave a Reply