Isis. Il segretario americano alla Difesa conferma la morte del numero due al Qadouli

Isis. Il segretario americano alla Difesa conferma la morte del numero due al Qadouli

Il segretario americano alla Difesa, Ashton Carter, ha diffuso venerdì la notizia secondo la quale nel corso di un raid aereo, sarebbe stato ucciso Abdelrahmane al-Qadouli (nella foto), considerato da molti esperti come il numero 2 dello Stato islamico, e braccio destro di al-Baghdadi. Il capo del Pentagono afferma che Qadouli svolgeva le funzioni strategiche di “ministro delle finanze, ed era stato a capo di molti complotti all’estero”. La sua morte, se verificata, è un colpo durissimo “alle capacità dello Stato islamico di condurre operazioni in Iraq e in Siria, e all’estero”, afferma ancora il Pentagono. Inoltre, nel corso di altri raid sarebbero morti diversi capi dello Stato islamico.

Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti aveva annunciato una taglia di 7 milioni di dollari per informazioni su quest’uomo, a testimonianza del ruolo rivestito come braccio destro di al-Baghdadi, la cui taglia è ancora raggiunge i dieci milioni di dollari. Nel corso di una conferenza stampa al Pentagono, Carter ha detto: “non dirò dove o come è avvenuto. Dirò solo che è avvenuto. È coerente con la nostra strategia che è quella di mettere sotto pressione l’Isis ogni volta che si può, dalla leadership fino alle forze di supporto sul terreno”. Ed ha aggiunto: “stiamo eliminando il governo dell’Isis. È il secondo dei capi che abbiamo eliminato con successo a marzo”. Carter non ha confermato se Qadouli avesse avuto legami con gli attentati di Bruxelles, ma ha detto che lui e gli altri facevano parte del cosiddetto “apparato dell’Isis” di reclutamento e di motivazione per i foreign fighters.

All’inizio del mese di marzo, gli Stati Uniti avevano poi annunciato la morte di “Omar il ceceno”, considerato il capo militare dello Stato islamico, ucciso nel corso di un bombardamento aereo americano nella zona di Chaddadè, che i jihadisti hanno perso per effetto dell’avanzata delle forze democratiche siriane, alleate degli Stat Uniti.

Share

Leave a Reply