I guai nostri e quelli degli altri

I guai nostri e quelli degli altri

I giornali di ieri riportavano due notizie: la prima riguarda una maxi esportazione di capitale da 14 miliardi di euro organizzata dal colosso svizzero Credit Suisse, sì la stessa banca che tanti guai ha avuto negli Stati Uniti d’America per un’analoga orchestrazione da appena 10 miliardi di dollari, che ha favorito 14 mila clienti italiani con una chiara idiosincrasia al fisco, mentre la seconda notizia riguarda l’ex direttore generale del Monte dei Paschi di Siena, Antonio Vinci, condannato a pagare 245 milioni di euro per danno patrimoniale all’istituto senese, condanna avvenuta anche su istanza della stessa banca e della sventurata fondazione che per volere troppo restò con un pugno di mosche in mano.

In realtà, ci sarebbe anche una terza notizia che ci riguarda ed è quella delle sentenze pilotate nell’ambito dei processi tributari, un giro d’affari multimilionario anche perché riguarda somme contestate dal fisco per 50 miliardi di euro e un giro di malaffare che vede coinvolte più o meno tutte le realtà geografiche del paese e che vedeva gli avvocati dei ricorrenti come estensori delle relative sentenze in luogo dei giudici presunti corrotti (dico presunti anche se qualcuno di loro è stato beccato con la mazzetta in contanti nella giacca).

Venendo al giro d’affari miliardario orchestrato da Credit Suisse, va detto che la stessa insieme alla concorrente UBS “You and I” è usa a comportamenti disinvolti del genere, ma stavolta ha inventato un meccanismo originale che passa per finte polizze che non transitavano nei conti della banca e che prendevano invece la strada dei soliti paradisi fiscali, Liechtenstein e Bahamas in testa e c’è da giurarci che stavolta iil colosso svizzero fornirà una maggiore collaborazione rispetto alla inutile resistenza strenua che mise in campo ai tempi dello scandalo statunitense, anche alla luce dei vari trattati di collaborazione che la Svizzera ha siglato anche per non finire nella lista nera internazionale, al pari di uno stato canaglia.

Per quanto riguarda la vicenda che vede come vittima, si fa per dire, il Monte dei Paschi di Siena, muove quasi a tenerezza il povero Vinci chiamato a pagare per tutti per l’operazione Santorini, il derivato montato da Deutsche Bank, che era servito, insieme all’operazione Alexandria, a mascherare le perdite miliardarie legate all’acquisizione di Antonveneta, quel capolavoro del compianto Botin del Santander che comprò e vendette in 24 ore la banca veneta con una plusvalenza miliardaria!

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