Appalti. Boni (Fillea Cgil), a rischio l’intero comparto autostradale. Sciopero e manifestazione: “Non ci faremo asfaltare”

Appalti. Boni (Fillea Cgil), a rischio  l’intero comparto autostradale. Sciopero e manifestazione: “Non ci faremo asfaltare”

“Per fare una buona legge non c’è bisogno di destrutturare un intero comparto, quello autostradale, legato agli affidamenti in house, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro”. Così il segretario nazionale Fillea Cgil, Dario Boni, intervenendo a Tortona ad una assemblea  cui hanno partecipato centinaia  lavoratori edili del comparto autostradale del Gruppo Gavio, in preparazione dello sciopero nazionale indetto per l’11 marzo quando si svolgerà anche una manifestazione  davanti al Ministero delle Infrastrutture, con uno slogan efficace “non ci faremo asfaltare”.
“Nel comparto autostradale manutenzioni e progettazioni, eccellenze nel panorama nazionale, si sta rischiando il dimezzamento degli addetti, e non è questo che ci sta chiedendo l’Europa. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri compromette epeggiora il lavoro fatto dal Parlamento. La clausola sociale, così come è scritta, non dà garanzie nei cambi appalto. Non si capisce – ha proseguito – perché, se da un lato si interviene per fare chiarezza nelle aggiudicazioni degli appalti scegliendo l’offerta economicamente più vantaggiosa al posto del massimo ribasso, poi si intervenga liberalizzando il subappalto” facendo sparire di fatto “la percentuale subappaltabile del 30% rispetto il lavoro prevalente oggetto dell’appalto.”

Chiesto un incontro al ministero. Nessuna risposta. Procedure di esuberi nelle aziende

Boni ricorda che con Filca Cisl e Feneal Uil è stato chiesto al ministero di convocare un incontro. Ma non è  arrivata alcuna risposta. “Ci sono 60 giorni di tempo dall’approvazione del Consiglio dei Ministri per intervenire nelle Commissioni, poi – sottolinea il segretario Fillea – il provvedimento tornerà al Governo. Lo sciopero nazionale dell’11 marzo è una tappa del nostro percorso di lotta per modificare il provvedimento”.

Ricorda che la mobilitazione dei lavoratori un primo risultato lo ha ottenuto. Fra le altre iniziative richiama il blocco della viabilità autostradale a Tortona e a Genova effettuato lo scorso luglio: la Camera dei Deputati apportò dei miglioramenti al testo approvato dal Senato. “Ora siamo al dunque” – afferma Boni – “noi non tifiamo per le imprese, difendiamo i diritti dei lavoratori e ci opponiamo allo smantellamento dell’ultimo comparto industriale italiano delle costruzioni. Le aziende stanno aprendo procedure di esuberi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale: non permetteremo che si sfogli la margherita, se il Governo e le aziende non ci ascoltano, grideremo più forte”.

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